Un articolo a caso


Il manifesto del libero lettore, di Alessandro Piperno

 
Alessandro Piperno, Il manifesto del libero lettore
Alessandro Piperno, Il manifesto del libero lettore
Alessandro Piperno, Il manifesto del libero lettore

 
Scheda del libro
 

Autore: Alessandro Piperno
 
Titolo: Il manifesto del libero lettore. Otto scrittori di cui non so fare a meno
 
Casa editrice: Mondadori
 
Anno: 2017
 
ISBN: 9788804674016
 
Pagine: 156
 
Formato: cartaceo; eBook
 
Genere: , ,
 
Il nostro voto
 
 
 
 
 
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Utile per comprendere dal di dentro la costruzione dei grandi romanzi.

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L'immagine di Jacek Yerka scelta per la copertina è un po' troppo da Pinterest.


In sintesi

«Il manifesto del libero lettore» è un saggio in cui Alessandro Piperno ci introduce nel mondo degli otto scrittori di cui non sa fare a meno.

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pubblicatomercoledì, 22 novembre 2017 da

 
La nostra recensione
 
 
Alessandro Piperno, Il manifesto del libero lettore

Alessandro Piperno, Il manifesto del libero lettore

Il manifesto del libero lettore di Alessandro Piperno, è uno di quei libri la cui lettura, a mio modo di vedere, va centellinata. Piperno scrive di otto scrittori (Tolstoj, Flaubert, Stendhal, Austen, Dickens, Proust, Svevo e Nabokov) di cui non sa fare a meno. Un testo che, di primo acchito, potrebbe sembrare pesante, ma la cui lettura si rivela veramente illuminante.

Il manifesto del libero lettore

Innanzitutto, chi è il libero lettore che dà titolo al libro e di cui Piperno scrive il manifesto? Lo spiega egli stesso nel Prologo de Il manifesto del libero lettore. «Se lo scrittore è minacciato da un mucchio di remore e divieti, il lettore ha solo diritti. Può aprire qualsiasi libro e, se proprio non gli va a genio, chiuderlo al secondo capoverso e volgersi altrove. Virginia Woolf chiamava questo tipo umano “il lettore comune”, per distinguerlo dal critico e dallo studioso. Noi, per ragione analoghe, lo chiameremo il “libero lettore”». Quindi, alla fine, liberi lettori siamo tutti noi che leggiamo per piacere, a differenza di chi legge per mestiere. Alessandro Piperno, pertanto, offre delle chiavi interpretative di alcuni grandi scrittori, per poterli leggere meglio. E lo fa da studioso, non da libero lettore (e qualche volta si percepisce un po’ di aria snob in questo).

Di ogni autore sopra citato presenta alcune caratteristiche. Si legga, per esempio, il capitolo Tolstoj o dell’arte di introdurre i personaggi, in cui sviscera come lo scrittore russo ci faccia conoscere il personaggio di Anna Karenina. Un capitolo denso che si ferma poi sull’uscio della grande opera di Tolstoj perché, a quel punto, la figura di Anna Karenina è stata introdotta e quello che si doveva dire è stato scritto.

Una critica alla lettura critica

A proposito di critica, ampiamente condivisibili sono le prime righe del capitolo dedicato a Charles Dickens:

I romanzi che amiamo sono quelli che sentiamo l’esigenza di sottolineare quasi a ogni riga. Sottolineare è il solo rito devozionale concesso al libero lettore. Ebbene, se apro i libri di Charles Dickens […], m’imbatto continuamente nei segni entusiasti delle mie matite. Ma ecco che quando, per scrupolo, do un’occhiata alle prefazioni – affidate a dickensiani più esperti e professionali di me – al posto delle sottolineature vedo fiorire quasi a ogni riga punti interrogativi scarabocchiati dalla stessa matita incerta. Tali panciuti ideogrammi danno conto della mia incomprensione, della perplessità, e mi fanno sentire un po’ demente, un po’ in colpa. Possibile che questi serissimi specialisti vedano nei libri di Dickens tante cose che io non vedo, e si mostrino così reticenti su aspetti che a me paiono essenziali?

Quando i personaggi prendono vita

L’ultima parte de Il manifesto del libero lettore è costituito dalle biografie dei personaggi citati nel Prologo. Sì, dei personaggi, non degli autori. «Un personaggio, se è davvero grande, merita di esistere a prescindere dal suo inventore. Il suo destino è compiuto, come quello di certe persone amate che non ci sono più».




Roberto Russo

 

Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.



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