Un articolo a caso


Il marchio dell’inquisitore, di Marcello Simoni

 
Marcello Simoni, Il marchio dell'inquisitore
Marcello Simoni, Il marchio dell'inquisitore
Marcello Simoni, Il marchio dell'inquisitore

 
Scheda del libro
 

Autore: Marcello Simoni
 
Titolo: Il marchio dell'inquisitore
 
Casa editrice: Einaudi
 
Anno: 2016
 
ISBN: 9788806228682
 
Pagine: 344
 
Formato: cartaceo; eBook
 
Genere: ,
 
Il nostro voto
 
 
 
 
 
4/5


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Aspetti positivi


Una storia che invoglia alla lettura e la città di Roma descritta meravigliosamente.

Aspetti negativi


La copertina è un po' troppo un'accozzaglia di elementi.


In sintesi

«Il marchio dell’inquisitore» è un giallo storico di Marcello Simoni pubblicato da Einaudi, che si muove nella Roma del XVII secolo.

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pubblicatovenerdì, 9 dicembre 2016 da

 
La nostra recensione
 
 
Marcello Simoni, Il marchio dell'inquisitore

Marcello Simoni, Il marchio dell’inquisitore

Gli elementi per un giallo perfetto ci sono tutti. Marcello Simoni si dimostra ancora una volta nell’ambientare gialli nel passato. E Il marchio dell’inquisitore ne è la prova.

Il protagonista è fra Girolamo Svampa, domenicano, che in veste di commissario incaricato direttamente dal maestro di palazzo vaticano deve indagare su un omicidio alquanto raccapricciante. Un suo confratello, fra Pietro Rebiba, consultore dell’Indice, viene trovato morto ammazzato in una tipografia. Il cadavere è schiacciato in un torchio tipografico e in bocca ha diversi fogli di una di quelle pubblicazioni che l’Indice non vuole che vengano lette.

Antagonista, ma meglio definirlo coprotagonista, è Francesco Capiferri, domenicano anche lui, segretario della Congregazione dell’Indice., che ha una memoria prodigiosa, il che gli torna utile molto spesso. Capifferi guarda con sospetto Svampa perché non gli va che un commissario esterno gli sia stato preferito per condurre le indagini.

E poi c’è Roma che Marcello Simoni descrive con precisione e un pizzico di fantasia che non guasta mai (come la neve, per esempio, di cui, comunque, dà contezza nella nota finale). Una Roma che fa del convento di Santa Maria sopra Minerva, prestigioso convento domenicano, il suo cuore, ma che si snoda per le vie e viuzze, chiese e palazzi, miserie e nobiltà, religiosi e laici, Vaticano e popolino. Soprattutto una Roma delle tipografie, con il profumo forte degli inchiostri, le matrici per le lettere (particolare rilievo assumono quelle zoomorfe), i macchinari, le famiglie di tipografi, le legature, i vari tipi di carta. Piccoli dettagli che chi si muove nel mondo dei libri senza dubbio apprezzerà.

Un grande affresco in cui i due domenicani, e tutta la loro corte (bello il personaggio di Cagnolo Alfieri, bravo di fra Girolamo Svampa) si muovono per cercare di scoprire l’assassino. Da notare, tra l’altro, l’arguta critica di Marcello Simoni a tutto il sistema dell’Inquisizione, critica che l’autore mette in bocca proprio ai protagonisti dell’Inquisizione, i domenicani.

Il marchio dell’inquisitore di Marcello Simoni è un romanzo che avvince e si legge con piacere, se vi piace il genere del giallo storico, anche se qua e là qualche imprecisione terminologica per i termini ecclesiastici (eminenza, eccellenza, monsignore) poteva essere evitata.




Roberto Russo

 

Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.



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