Un articolo a caso


Il mondo, di Irene Brin

 
Irene Brin, Il mondo. Scritti 1920-1965
Irene Brin, Il mondo. Scritti 1920-1965
Irene Brin, Il mondo. Scritti 1920-1965

 
Scheda del libro
 

Autore: Irene Brin (a cura di Flavia Piccinni)
 
Titolo: Il mondo. Scritti 1920-1965
 
Casa editrice: Atlantide
 
Anno: 2017
 
ISBN: 9788899591168
 
Pagine: 320
 
Formato: cartaceo
 
Genere:
 
Il nostro voto
 
 
 
 
 
4/5


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Aspetti positivi


Lo stile e l’intelligenza di una grande penna del giornalismo italiano finalmente «raccolti e selezionati» in un unico volume a tiratura limitata (999 copie numerate a mano).

Aspetti negativi


Il rovescio della medaglia: il volume poteva certamente essere l’occasione per ampliare il tiro, portando all’attenzione del lettore tutti quegli articoli (o una parte di essi) pubblicati dalla Brin su riviste e giornali nel corso della sua proficua carriera giornalistica . Scritti oggi a un solo passo dall’oblio.


In sintesi

Flavia Piccinni cura per le edizioni Atlantide il libro «Il mondo. Scritti 1920-1965» di Irene Brin, grande penna del giornalismo italiano.

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pubblicatomercoledì, 18 ottobre 2017 da

 
La nostra recensione
 
 
Irene Brin, Il mondo. Scritti 1920-1965

Irene Brin, Il mondo. Scritti 1920-1965

Un’ammirazione quella di Flavia Piccinni per Irene Brin che viene ben sviscerata nella postfazione del libro Il mondo. Scritti 1920-1965. Una fascinazione per questa ineffabile, camaleontica figura del panorama giornalistico italiano che affiora, a tratti, quasi come una squisita (e condivisibile) ossessione.

Il mondo di Irene Brin

A questa donna intrepida, dall’eleganza senza sbavature, il glamour da copertina patinata e l’occhio acutamente proustiano che tutto vede e tutto coglie, nonostante la congenita miopia, si devono i primi grandi successi della moda italiana nel mondo, l’arrivo a Roma delle misconosciute avanguardie artistiche e, non ultimo, la rinascita di quel giornalismo di costume che, grazie al suo stile sagacissimo e asciutto, s’impenna, raggiungendo nuove e insperate vette.

L’attività giornalistica di Irene Brin – pseudonimo di Maria Vittoria Rossi (1911-1969) – è in quel dopoguerra vivo di speranza molteplice, la sua firma inseguita e corteggiata dalle testate più importanti e i direttori più esigenti, il suo impegno nel mondo dell’arte fondamentale per il rilancio culturale della capitale italiana a un passo ormai da quel boom economico che avrebbe trasfigurato l’intero paese. Persino Sordi si lancia in quegli anni dal brio tutto post-bellico in una sua parodia, interpretando l’esilarante conte Claro (ispirato naturalmente a uno dei più celebri nom de plume della Brin, l’aristocratica dispensatrice di consigli e bon ton) .

Il mondo di Irene Brin – perché di questo nuovo interessante volume delle Edizioni Atlantide stiamo parlando – raccoglie un’ampia selezione del lavoro della scrittrice pubblicato tra gli anni ’20 e ‘60. Racconti e articoli tratti da Le visite, Usi e costumi, Cose viste, Il galateo. Brani e pezzi, dove la Brin dispiega all’intorno quel suo sguardo che penetra in profondità le cose, le fustiga dal di dentro con elegantissima ironia e ne rivela – con un solo miracoloso tratto di penna – splendori e miserie.




Giorgio Podestà

 

Nato in Emilia si occupa di moda, traduzioni e interpretariato. Dopo la laurea in Lettere Moderne e un diploma presso un famoso istituto di moda e design, ha intrapreso la carriera di fashion blogger, interprete simultaneo e traduttore (tra gli scrittori tradotti in lingua inglese anche il premio Strega Ferdinando Camon).



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