Un articolo a caso


Il seggio vacante, di J. K. Rowling. Recensione

 
J. K. Rowling, Il seggio vacante
J. K. Rowling, Il seggio vacante
J. K. Rowling, Il seggio vacante

 
Scheda del libro
 

Autore: J. K. Rowling (traduzione di Silvia Piraccini)
 
Titolo: Il seggio vacante
 
Casa editrice: Salani
 
Anno: 2012
 
ISBN: 978-88-6715-552-1
 
Pagine: 553
 
Formato: cartaceo; eBook
 
Genere: ,
 
Il nostro voto
 
 
 
 
 
4/5


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29 Voti totali

 


In sintesi

Ne «Il seggio vacante» J.K. Rowling dimostra maestria nel dare vita ai personaggi che si muovono nella vicenda narrata e nello sviluppare la trama.

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pubblicatomartedì, 4 dicembre 2012 da

 
La nostra recensione
 
 
J. K. Rowling, Il seggio vacante

J. K. Rowling, Il seggio vacante

Il seggio vacante è stato sicuramente uno dei libri più attesi del 2012, soprattutto perché la sua autrice, J.K. Rowling ha ottenuto uno straordinario successo planetario con la saga di Harry Potter che è diventata, nel giro di un decennio, la più letta di sempre.

Se coloro i quali leggeranno questo romanzo, però, si aspettano di trovare qualche punto in comune con il ciclo del maghetto adolescente, ne rimarranno decisamente delusi perché la scrittrice del Glouchestershire ha dimostrato notevole coraggio abbandonando una formula dal successo sicuro e collaudato per proporre un romanzo che si discosta molto dalla sua opera precedente e rivolto a un pubblico diverso rispetto al “target” di elezione dell’epopea di Hogwarts.

Se qualche genitore avesse intenzione di regalare Il seggio vacante al proprio figlio o figlia dodicenne, mi sentirei di consigliare calorosamente di leggerlo prima di passarlo, eventualmente, al pargolo.

In questo romanzo J.K.Rowling ci porta con sé in una contea della provincia inglese, tanto immaginaria quanto iper-realista nella sua descrizione. Potremmo dire, usando una metafora cara a chi scrive di libri, che piuttosto che fare un affresco della vita di una piccola cittadina della Gran Bretagna, la Rowling ci mostra una vera e propria autopsia presentandoci, in un crescendo di tensione e rivelazioni, tutti i segreti e i lati oscuri degli abitanti.

Seguendo una strategia narrativa ormai consolidata nella letteratura britannica, il lettore viene messo a conoscenza di come sia i muri di mattoni rossi ricoperti di edera dei cottage collinari, sia gli appartamenti dei casermoni abitati da famiglie di ceto modesto nascondano odi, rivalità e frustrazioni represse da tempo. Nonostante la monotonia e la tranquillità apparenti, a Pagford nulla è come sembra.

L’apparente situazione di calma e armonia del borgo viene scossa da un evento tragico: la prematura dipartita del consigliere comunale Barry Fairbrother. Saranno proprio le conseguenze di questo avvenimento e soprattutto la corsa al seggio lasciato vacante dal gentile, amato e benvoluto Barry a scatenare una reazione a catena che, pian piano, andrà a toccare molti dei nervi scoperti della comunità. I sotterfugi e le strategie politiche del piccolo distretto rurale si dimostreranno collegati a doppio filo con i segreti, le ambizioni, le bassezze le miserie personali e i piccoli e grandi drammi che affliggono gli abitanti di Pagford di qualunque età ed estrazione sociale, dal sindaco sino ai ragazzi che frequentano la scuola locale. A questa intricata situazione si aggiunge un mistero: chi è l’anonimo hacker che sembra conoscere tutti i segreti più inconfessabili dei membri del consiglio comunale e dei candidati al seggio del compianto Fairbrother?

J.K. Rowling dimostra, anche in questa occasione, tutta la sua maestria nel dare vita ai personaggi che si muovono all’interno della vicenda narrata e nello sviluppare una trama che, per quanto intricata, si dipana in modo naturale e non manda mai in confusione il lettore ma lo tiene incollato al libro sino alla fine.

Pagford si rivela un eccellente palcoscenico per esporre le problematiche che affliggono la società contemporanea ed è facile intuire quali siano gli aspetti sui quali l’autrice rivolge il proprio sguardo critico. Il piccolo distretto rurale e la sua comunità hanno caratteristiche tipicamente inglesi tuttavia, poiché l’attenzione del narratore è rivolta per gran parte del tempo alla sfera interiore ed emotiva dei personaggi, le vicissitudini degli abitanti di questa immaginaria cittadina assumono una dimensione universale.

Sono proprio i pensieri e le emozioni dei personaggi a fungere da innesco per le loro azioni, a partire dalle quali si sviluppa l’azione del romanzo.

A causa della sua stessa struttura, Il seggio vacante non si presterebbe quindi ad adattamenti per il grande schermo, come la stessa autrice ha dichiarato in un’intervista, così come non sembrerebbero esserci né la volontà da parte della scrittrice né i presupposti per un sequel o per una “saga di Pagford” ma non mi sentirei di escludere a priori ulteriori sviluppi in questo senso, anche alla luce dell’enorme successo di vendite già alla prima settimana, secondo solo a quello ottenuto da Il simbolo perduto di Dan Brown nel 2009. Tuttavia è proprio di questi giorni la notizia che la BBC produrrà un adattamento televisivo di questo nuovo romanzo di J. K. Rowling.




Claudio Gurgone

 

Vive a Torino, dove si è laureato in lingue e letterature straniere moderne. Alterna l’attività di traduttore con quella di insegnante. Disegna vignette per hobby ed è felice quando ha la possibilità di stare in mezzo ai libri e di occuparsi, in qualsiasi modo, di letteratura.



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