Un articolo a caso


Il senso della lotta o il senso della verità secondo Nicola Ravera Rafele

 
Nicola Ravera Rafele, Il senso della lotta
Nicola Ravera Rafele, Il senso della lotta
Nicola Ravera Rafele, Il senso della lotta

 
Scheda del libro
 

Autore: Nicola Ravera Rafele
 
Titolo: Il senso della lott
 
Casa editrice: Fandango
 
Anno: 2017
 
ISBN: 9788860444905
 
Pagine: 320
 
Formato: cartaceo; eBook
 
Genere: ,
 
Il nostro voto
 
 
 
 
 
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Aspetti positivi


La storia vive di vita propria, travolgendoci quasi ne facessimo parte. Abbiamo l’impressione che l’autore abbia solo messo in moto qualcosa, e che saranno i protagonisti a proseguire con o senza di lui. Vita reale, reazioni che riconosciamo come vere, un processo di immedesimazione inevitabile.

Aspetti negativi


Si rischia di desiderare il conforto di una bugia, di trasformarla in una foto da chiudere in un cassetto che è bene non riaprire più. Di temerla, quella verità tanto decantata, di preferire un’attitudine bugiarda alla sincerità.


In sintesi

«Il senso della lotta» di Nicola Ravera Rafele è un libro sul presente che fa i conti con il passato, la cui storia ci travolge quasi ne facessimo parte.

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pubblicatovenerdì, 5 maggio 2017 da

 
La nostra recensione
 
 
Nicola Ravera Rafele, Il senso della lotta

Nicola Ravera Rafele, Il senso della lotta

Il senso della lotta, del romano Nicola Ravera Rafele, è nella dozzina del Premio Strega 2017 (presentato da Filippo La Porta e Paola Mastrocola) e rappresenta un’avvincente lunga riflessione sulla verità: ne esiste una sola? O diverse sono le versioni di una stessa cosa? E ancora: quanto può far male e quanto è giusto evitare di dirla per proteggere qualcuno?

L’autore, ha esordito in campo letterario all’età di soli quindici anni, ma non ne siamo stupiti poiché di parola scritta si è sempre cibato, essendo figlio della grande Lidia Ravera e del regista e sceneggiatore Mimmo Rafele.

Pubblicato da Fandango Libri, Il senso della lotta si legge con un senso di appartenenza, sebbene la vicenda narrata possa essere lontana da tanti di noi; questo grazie all’autore e al suo modo di trascinarci dentro i disagi e la confusione di Tommaso, che in breve tempo diventano nostri.

Il peso di un passato che è presente

Non ci si può liberare facilmente delle proprie radici, di un passato ingombrante; Tommaso, giornalista a tempo della redazione romana de Il Corriere della Sera, lo sa bene. Figlio di due terroristi che hanno preferito farlo crescere dalla zia fin dall’età di quattro anni allo scopo di proteggerlo dalle loro scelte di vita, è ancora un uomo in miniatura quando scopre della morte del padre e della madre. Non fa domande, non è ancora tempo, non è neppure triste poiché i suoi genitori li ha persi anni prima, adattandosi alla sua famiglia adottiva; eppure cresce origliando, tentando di ricostruire.

Soltanto a quattordici anni pensa che sia giunto il momento di saperne di più.

Il senso della lotta o una lotta senza senso?

Immagino mio padre e mia madre come due eroi che scappano dalla mediocrità delle pianure nebbiose e dei vestiti dell’Upim, due combattenti per la libertà confusi e tragici.

Ma quanto è invalidante, l’eredità di due genitori terroristi? Quanto è difficile dire il proprio cognome a chi sa e prontamente domanda «Ma tu sei il figlio di…».

Il tempo, la maturità, possono far tirare le somme, aiutare a scoprire il proprio punto di vista o pensiero su qualcosa di così difficile comprensione: avevano ragione? Il senso della lotta sta nelle loro azioni o si è trattato solo di una lotta senza senso, che ha visto tutti perdenti?

Eppure, per un po’, quando cioè si è ancora privi degli strumenti elargiti dal tempo, si può provare a vivere una vita nell’ombra di quelle ribellioni.

Non criminali comuni

I vestiti, le frequentazioni, l’atteggiamento, la determinazione. Essere figlio loro è davvero passato scomodo, segreto di cui vergognarsi?

Mi cresceranno i capelli e la barba, mi stringerò sempre più spesso in un eskimo strappato sotto la tasca sinistra, imparerò a parlare di politica, a indignarmi, ad alzare la voce. Mi scoprirò a pensare che se devo essere figlio di tali genitori, tanto vale giocare nel loro stesso mondo, ché almeno il mio sangue nelle vene possa somigliare a un quarto di nobiltà guerriera. Poi passerà anche quella fase, e il ricordo si farà stantìo, non necessario, obsoleto.

Non criminali comuni, certo, ma forse idealisti senza possibilità alcuna di cambiare il mondo.

Un viaggio alla ricerca delle nostre origini

Il romanzo di Nicola Ravera Rafele, composto di pause, silenzi, domande, azioni da respingere, teorie che confondono. «Se la mia vita fosse stata diversa ti avrei fatto da padre» può essere una verità consolatoria?

Tra le pagine de Il senso della lotta, si compie un viaggio importante, che conduce a rivelazioni che ci fanno dubitare dell’importanza della verità a tutti costi. Mostrandoci la varietà di sfumature di cui è composta, rischiamo di scoprire la bellezza di una bugia che conforta, avvolgendo la nostra esistenza di normalità.




Susanna Trossero

 

Susanna Trossero è nata a Cagliari e vive a Roma. Ha fatto della scrittura la sua principale occupazione. Ha pubblicato poesie, raccolte di racconti, romanzi, e sta lavorando ad altri progetti. È un’appassionata di racconti brevi.



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