Un articolo a caso


Italiano in prima con il metodo analogico, di Camillo Bortolato

 
Camillo Bortolato, Italiano in prima con il metodo analogico
Camillo Bortolato, Italiano in prima con il metodo analogico
Camillo Bortolato, Italiano in prima con il metodo analogico

 
Scheda del libro
 

Autore: Camillo Bortolato
 
Titolo: Italiano in prima con il metodo analogico. Lettura e avviamento alla scrittura. Con portastrisce, strisce, pennarello, sacchetto
 
Casa editrice: Erickson
 
Anno: 2016
 
ISBN: 9788859011705
 
Pagine: 289 (3 testi)
 
Formato: cartaceo
 
Genere:
 
Il nostro voto
 
 
 
 
 
5/5


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Aspetti positivi


L’approccio «olistico» al tema dell’apprendimento e il superamento di un blocco notevole: quello cioè di considerare in negativo l’apporto che la rete può avere nella formazione dei bambini.

Aspetti negativi


Purtroppo la scuola ha dei ritmi imposti che lasciano poco spazio alle iniziative meritorie come quelle proposte da Bortolato. Inoltre, da insegnante, so quanto i colleghi siano restii a recepire velocemente le nuove proposte didattiche.


In sintesi

«Italiano in prima con il metodo analogico» è un interessante progetto di Camillo Bortolato, pubblicato da Erickson, per avvicinare i bambini alla lettura.

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pubblicatogiovedì, 29 settembre 2016 da

 
La nostra recensione
 
 
Camillo Bortolato, Italiano in prima con il metodo analogico

Camillo Bortolato, Italiano in prima con il metodo analogico

Italiano in prima con il metodo analogico è un progetto di Camillo Bortolato pubblicato dalle Edizioni Erickson. Si tratta di un kit che comprende otto strisce da banco, un portastrisce, il libro «Le stagioni di Pitti», un quaderno, un pennarello e una guida per l’insegnante. Il tutto in un elegante e robusto cofanetto.

Diciamo subito che l’autore del progetto, Camillo Bortolato, getta un sasso nello stagno della didattica della parcellizzazione della progressione lineare per proporre un metodo di apprendimento naturalmente complesso.

È risaputo: i bambini di oggi difficilmente entrano per la prima volta in classe senza saper leggere. Come hanno imparato a farlo? Domanda semplice, ma non scontata: i bambini sono sottoposti a un’autentica tempesta di informazioni nella quale riescono a risolvere problemi di notevole complessità senza ricorrere alla linearità, ma approcciando le questioni in modo complesso e spesso intuitivo. Ne è una prova il disinteresse che talvolta mostrano nei confronti di metodi di insegnamento “goccia a goccia”. È sbagliato e controproducente imbrigliare una mente in continuo fermento in procedimenti e regole prefissati concentrati quasi esclusivamente sulla sistematizzazione teorica dei fenomeni, il cosiddetto ordine alfabetico.

Aspetti fondamentali del metodo proposto dall’autore sono il coraggio e la scelta coraggiosa di rinunciare a una programmazione già fatta. Il coraggio di uscire da un ruolo ammantato di spirito maternalistico. Il coraggio di affidarsi al cuore dei bambini» che, va sottolineato ancora – e sempre -, sono tutti diversi e sono tutti portatori di una personale verità che va coltivata, non repressa o reindirizzata.

Il manuale Italiano in prima con il metodo analogico si presenta in una veste grafica accattivante e molto ricca, dato da non sottovalutare dal momento che richiama attenzione e curiosità ed è corredato da un kit che avvicina il bambino sia alla fase intuitiva dell’apprendimento, sia a quella di sintesi, non privandosi, però, di un’originale dimensione ludica. Oltre al tradizione libro di lettura («Le stagioni di Pitti») spicca l’originalissimo «Quadernetto dei font» in cui i bambini sono invitati a passare dall’esperienza nata per esposizione alle tecnologia informatiche, alla scoperta del piacere della scrittura / lettura per lettera, soddisfacendo anche il piacere estetico della scelta del «font».

Italiano in prima con il metodo analogico è un progetto pregevole che si fonda su di una solida base teorica che, a mio avviso, darà risultati sui quali sarà interessante tornare a meditare. Per concludere, cari maestri e gentili maestre, diamo meno spiegazioni, ma più strumenti.




Natale Fioretto

 

Natale Fioretto è docente di lingua italiana e di traduzione dal russo presso l’Università per Stranieri di Perugia. Si occupa da anni di metodologia dell’insegnamento della lingua italiana come L2. È appassionato di Valdo di Lione e Francesco d’Assisi.



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