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Un articolo a caso


L’allegro manicomio, di Lodovica San Guedoro

 

 
Scheda del libro
 

Autore: Lodovica San Guedoro
 
Titolo: L'allegro manicomio ovvero nove giorni di villeggiatura in famiglia
 
Casa editrice: Felix Krull
 
Anno: 2016
 
ISBN: 9783939901181
 
Pagine: 218
 
Formato: cartaceo
 
Genere: ,
 
Il nostro voto
 
 
 
 
 
3.5/5


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Aspetti positivi


Uno stile interessante che affascina il lettore

Aspetti negativi


Alcuni passaggi sono un po' troppo lenti


In sintesi

Lodovica San Guedoro scrive il romanzo-commedia L’allegro manicomio ovvero nove giorni di villeggiatura in famiglia, un testo dallo stile interessante.

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pubblicatomartedì, 19 aprile 2016 da

 
La nostra recensione
 
 
Lodovica San Guedoro, L'allegro manicomio

Lodovica San Guedoro, L’allegro manicomio

L’allegro manicomio ovvero nove giorni di villeggiatura in famiglia è un romanzo-commedia autobiografico di Lodovica San Guedoro, pubblicato da Felix Krull, casa editrice bilingue con sede a Monaco di Baviera.

Come lascia ben intendere il sottotitolo il romanzo racconta della villeggiatura presso la famiglia da parte dell’autrice e di suo marito. La famiglia è quella del marito e il luogo di villeggiatura – a cavallo di Ferragosto – è in Sud Tirolo. Protagoniste sono tre coppie, ognuna con la propria storia, le proprie abitudine e modi di pensare che, ritrovandosi insieme, si incontrano/scontrano com’è normale che sia e come avviene in tutte le famiglie della terra. «Per uscire dalla mia follia, chiedo ospitalità a quella dei miei suoceri. Altri modi per ora non ne vedo. Fare il giro del mondo non posso, per deficit cronico. Imprese di conquista nel carnet non ne ho, le carneficine non sono di moda da noi e i sistemi indiretti quali politica, traffico di droga, giornalismo, fabbricazione di automobili, non fanno per me. Figli da vessare non ne ho, persone di servizio, nemmanco, inferiori figuriamoci. Il gatto non ho cuore di torturarlo. Mio marito mi ama. Rimango solo io, in ballo».

Al di là della trama e dello svilupparsi della storia, che può piacere o meno, quello che risulta essere interessante de L’allegro manicomio è lo stile, molto curato, colto, con un’aggettivazione potente e descrizioni minuziose, a volte anche troppo, che comunque hanno l’obiettivo di portarci in quella casa durante la villeggiatura. Non nego che alcuni passaggi possono essere un po’ lenti e personalmente avrei gradito qualche citazione di classici in meno, ma bisogna pur riconoscere che è un testo ben scritto e portato avanti con coerenza, tanto che alla fine l’allegria da manicomio, diciamo così, conquista anche il lettore, in un turbinio di eventi e situazioni che fanno interrogare chi legge e, allo stesso tempo, rendono la lettura molto piacevole.








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Roberto Russo

 
Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.


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