Un articolo a caso


L’altro capo del filo, il centesimo libro di Andrea Camilleri

 
Andrea Camilleri, L'altro capo del filo
Andrea Camilleri, L'altro capo del filo
Andrea Camilleri, L'altro capo del filo

 
Scheda del libro
 

Autore: Andrea Camilleri
 
Titolo: L'altro capo del filo
 
Casa editrice: Sellerio
 
Anno: 2016
 
ISBN: 9788838935169
 
Pagine: 301
 
Formato: cartaceo; eBook
 
Genere: ,
 
Il nostro voto
 
 
 
 
 
4/5


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Aspetti positivi


Camilleri riesce a raccontare l’attualità, la terribile attualità degli sbarchi, in un romanzo che sicuramente ha e avrà un’alta diffusione. Questo, oltre alla storia che funziona, è il punto a mio avviso più positivo del romanzo.

Aspetti negativi


Il romanzo funziona ma l’assassino mi è risultato abbastanza evidente fin da metà libro. Limite mio, sicuramente.


In sintesi

L’altro capo del filo è il centesimo libro di Andrea Camilleri ed è un giallo della serie di Montalbano: la nostra recensione.

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pubblicatogiovedì, 2 giugno 2016 da

 
La nostra recensione
 
 
Andrea Camilleri, L'altro capo del filo

Andrea Camilleri, L’altro capo del filo

Premessa: trattandosi del libro numero cento credo che Camilleri meriti tutto il rispetto e la gratitudine di noi tenaci lettori, perché arrivare a questo traguardo è incredibile, e riuscire a scrivere ancora, dopo tutti questi anni, non solo storie che funzionano ma anche storie attuali, capaci di intrecciare fantasia e realtà, è un talento davvero da premiare.

L’altro capo del filo di Andrea Camilleri è un giallo dall’inizio alla fine: il nostro Commissario Montalbano si ritrova alle prese con gag del passato, tragedie attuali e, ovviamente, un terribile omicidio.

Dal passato tornano i fedelissimi di sempre: Mimì Augello, suo collega e amico, capace di storpiare la realtà a suo piacimento; l’ispettore Fazio, da notare che in questo romanzo gli viene concesso maggiore spazio anche di analisi, sempre puntuale; Catarella, che è e rimane sempre Catarella.

A questi personaggi, che abbiamo imparato ad amare e con cui stiamo invecchiando, inesorabilmente, si aggiungono i caratteristi del secondo, concentrati di italianità capaci di far ridere chiunque:

«Mè figlio ‘nnucenti è!»
Doviva trattarisi della matre di Lillo Scotto.
«Dottori m’avi a cridiri, ‘nnucenti è! Cilo dico io che sugno sò matre e lo sento nel profunno del cori mè».
Chiangenno e singhiozzanno continuò: «’U sciatu do mè sciato non è capace di fari ‘na cosa accussì laida! ‘U sangu do mè sangu prifirisci ammazzarisi chiuttosto che ammazzari…»

Ne L’altro capo del filo ho apprezzato notevolmente l’intreccio tra il giallo e la cronaca, gli sbarchi, il dolore di clandestini e rifugiati, dei bambini, le donne, i traduttori, e l’impegno delle forze dell’ordine, la loro fatica e determinazione. Questa situazione fa da sfondo alla tragedia che attende il commissario Montalbano: l’omicidio.

La sarta più conosciuta di Vigàta viene terribilmente assassinata: amanti e dolori catturano il lettore, ma alla fine la verità è scritta nella memoria, come spesso accade.

Non sono una super fan di Camilleri, non tutti i romanzi dedicati a Montalbano mi sono piaciuti – alcuni molto, altri meno, altri ancora sembravano stanchi; in questo romanzo L’altro capo del filo ho ritrovato il Camilleri che riesce a divertirsi e a divertire anche narrando le tragedie, a farci riflettere senza mai dimenticare attimi di gioia e di ilarità.

Ottimo lavoro, direi che il traguardo dei cento è superato con estrema bravura e noi lettori ne siamo felici.




Anna Fogarolo

 

Fotogiornalista per le maggiori testate italiane come Corriere della Sera, Il Sole 24 Ore, Gente, Oggi, Focus… Dal 2009 sposta la sua attenzione sulle nuove tecnologie iniziando la carriera di Web content e blogger per alcuni noti portali e Network, successivamente si specializza come Social Media Manager. Attualmente: consulenza di Ufficio Stampa, Content & Community Manager, Web Relation e Digital PR per le Edizioni Centro Studi Erikson.



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    IL CENTESIMO ROMANZO DI ANDREA CAMILLERI:
    “L’ALTRO CAPO DEL FILO”

    Con il romanzo n. 100 della sua ormai lunga attività letteraria, “L’altro capo del filo”, Andrea Camilleri, questo formidabile giovanotto di 91 anni, oltre a darci l’ultimo (per ora) capitolo del Commissario Montalbano, forse il più sofferto e commovente (uno dei capisaldi della serie, insieme a “Il cane di terracotta”, “Il ladro di merendine”, “Il giro di boa”, “L’età del dubbio” e fino a “Il sorriso di Angelica”), che conferma appieno, ancora una volta, oltra alla grande umanità dell’autore e dei suoi personaggi, anche la compenetrazione con essi, fino a sentirsene parte integrante, nonché il suo credo etico e sociale di cittadino del mondo, di fronte ad un palcoscenico europeo, in cui il Mediterraneo e la Sicilia si vengono a trovare “nell’occhio del ciclone”, che va sempre più dimenticando le proprie radici di civiltà, per riscoprirsi egoista, ciascuno nel proprio orticello, insensibile, razzista, e che fa ritornare a galla i rigurgiti di un passato tremendo, che speravamo invano fosse stato seppellito per sempre dalla Storia.

    È questo il credo di Camilleri che diventa suo testamento morale, unito a quello manifestato nelle altre sue opere, condiviso da “spiriti eletti” che rischiano di vedersi sommergere dai “Mostri dell’ID” di un’umanità ancora alla ricerca, sempre più impervia, di una sua redenzione storica e morale.





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