Un articolo a caso


La cosa migliore che tu puoi fare, di Peter Singer

 
Peter Singer, La cosa migliore che tu puoi fare
Peter Singer, La cosa migliore che tu puoi fare
Peter Singer, La cosa migliore che tu puoi fare

 
Scheda del libro
 

Autore: Peter Singer (traduzione di Paola Sobbrio)
 
Titolo: La cosa migliore che tu puoi fare. Cos'è l'altruismo efficace
 
Casa editrice: Sonda
 
Anno: 2016
 
ISBN: 9788871068206
 
Pagine: 181
 
Formato: cartaceo
 
Genere: ,
 
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In sintesi

«La cosa migliore che tu puoi fare. Cos’è l’altruismo efficace» è il titolo di un saggio di Peter Singer che porta alla luce la filosofia utilitarista.

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pubblicatolunedì, 27 giugno 2016 da

 
La nostra recensione
 
 
Peter Singer, La cosa migliore che tu puoi fare

Peter Singer, La cosa migliore che tu puoi fare

Il nuovo saggio di Peter Singer, La cosa migliore che tu puoi fare, tratta il tema dell’altruismo efficace (effective altruism) che è un movimento figlio di molti genitori. Il filosofo australiano è uno di questi padri fondatori, grazie a un articolo del 1972: Carestia, ricchezza e morale argomentando che, dato il fattore continuo di disastri e carestia, «dobbiamo donare molto di ciò che guadagniamo alle organizzazioni che se ne occupano. Quanto? Non c’è limite razionale […] finché non raggiungiamo il punto di utilità marginale»1)P. Singer, La cosa migliore che tu puoi fare. Cos’è l’altruismo efficace, Sonda, Casale Monferrato 2016, p. 27., cioè quell’incontro tra il benessere degli altri e il proprio danneggiamento.

Un saggio che calcola ogni beneficio e danno, che rende l’agire morale congruente al punto di vista utilitaristico, nella misura in cui si cerchi di razionalizzare l’agire nel miglior modo possibile.

Nell’introduzione Leonardo Caffo coglie il senso della filosofia di Singer scrivendo che «la filosofia deve occuparsi delle cose del suo tempo»2)Ivi, p. 14. e infatti questa realtà che ci circonda, e che noi stessi, tutti noi, costruiamo con il nostro interagire con essa, rende responsabili di alcune conseguenze che, benché ci siano distanti temporalmente o geograficamente – donare per sviluppare una ricerca nei prossimi dieci anni per i bambini malati dell’Africa, per esempio –, non possiamo più sottovalutare.

Storie di vita reali e dichiarazioni di altruismo efficace rendono il saggio La cosa migliore che tu puoi fare un manifesto dell’azione possibile per ognuno di noi, quel “tu” del titolo che punta il dito verso ogni lettore e persona cosciente. Famiglie che donano il 50% dei loro stipendi, persone che si sono spinte verso carriere per arricchirsi nell’intento di donare il più possibile, corpi di uomini che vengono dati per la sperimentazione post mortem e giovani studiosi che donano anonimamente un rene per il prossimo. Questo sta realmente accadendo, oggi.

Qualcuno potrebbe chiedersi “perché mai donare così tanto?”, la risposta di un umile filosofo potrebbe essere “perché non farlo?” Ma l’autore va ben oltre, perché con dati statistici analizza ogni perdita e guadagno per rendere chiara quale sia la migliore cosa da fare, la migliore associazione a cui donare, la causa più giusta per ognuno di noi. «Non dovremmo focalizzarci sul sacrificio implicato in ciò che stanno facendo, inteso come un’azione che le renda meno felici, quanto piuttosto sul fatto che la loro felicità sia direttamente proporzionale a un maggiore benessere per gli altri»3)Ivi, p. 93..

Il tema centrale è che il sentirsi meglio avviene grazie al sostentamento della felicità altrui, attraverso una vita etica. Questo prende con sé la totalità delle persone. Da un lato quelle prettamente sensibili ed empatiche, dall’altra coloro i quali sono incentrati sulla razionalità dell’agire. Il secondo punto è affrontato con più forza nell’argomentazione di Singer, laddove con Liberazione animale aveva già colpito la prima parte.

L’altruismo è «l’espressione del nucleo più profondo dell’identità di una persona»4)Ivi, p. 92..

L’analisi determina con chiarezza che ci sono risposte oggettive alla domanda “qual è la causa migliore a cui dedicarci?”, ma ciò dipende dagli interessi che hanno gli altruisti. Ovviamente, temi a cui le persone sono meno disposte a donare, quelli sono campi su cui ci si deve impegnare se non si ha qualche tendenza altruistica simpatizzante.

Questo movimento è una reazione che emerge dalla società in cui viviamo e difatti è chiaro che «sebbene il nostro stipendio per comprare di più non ci renda più felici, si è scoperto che invece lo fa quando aiutiamo gli altri»5)Ivi, p. 90.. È la realtà che affrontiamo tutti i giorni: vivere nello sperpero, guadagnare per portarsi nella tomba il denaro, avere attenzione solo per i propri connazionali, essere incosciente del cambiamento climatico e tutelare l’esclusiva sofferenza umana. Tutto ciò disumanizza completamente l’essere umano.

Con l’aumentare della razionalità, «spiegato come il risultato di una migliore alimentazione e di maggiori stimoli ambientali, che spingono a pensare di più»6)Ivi, p. 86., aumenta l’empatia verso ciò che viene conosciuto, dove la rete informatica mette al corrente degli accadimenti al di là del nostro orizzonte, e «ha anche effetti positivi a livello morale»7)Ivi, p. 87..

Un altro punto focale, nella visione del nostro tempo, è che le nazioni ricche fanno vivere una certa porzione di popolazione in modo confortevole e senza alcuna preoccupazione. Di qui si è venuto a formare «il bisogno di trovare un significato e di “riempire” la propria vita»8)Ivi, p. 86.. Come anticipa Paola Sobbrio, traduttrice del saggio, nella seconda prefazione: «Dare equivale a ricevere. In quest’ottica nessuno s’impoverisce e tutti si arricchiscono»9)Ivi, p. 15..

L’appello all’utilitarismo che è il biglietto da visita della filosofia di Singer si apre e si chiude attraverso i codici morali di comportamento che, invece di basarsi sul “non fare del male”, si esplicano attraverso il “fai il meglio che puoi”.

Un pragmatismo disarmante, che lascio al lettore per potersi fare un’idea di dove può spingersi l’utilitarismo, è mostrato dal ragionamento nel quarto capitolo Guadagnare per donare che spiega il parallelismo tra le azioni di coloro che guadagnano per donare scegliendo una professione che riteniamo poco morale, per esempio quella di costruire armi chimiche.

Non un confine può separarci più dal resto del vivente se siamo degli altruisti efficaci. Non più una barriera, né giustificazioni razionali possono toglierci dalla nostra responsabilità nei confronti delle più semplici azioni quotidiane. Dei nostri modi di vivere in generale.

Migliorare la nostra vita, migliorando quella degli altri, di tutti gli altri, che siano distanti geograficamente o come specie da noi. Questo noi viene a sovrapporsi con il tu del titolo, proprio tu, ora, che stai leggendo questo scritto.

Valutazione del saggio «La cosa migliore che tu puoi fare» di Peter Singer

Il saggio La cosa migliore che tu puoi fare è leggibile da un pubblico misto perché porta alla luce la filosofia utilitarista attraverso gli esempi concreti delle vite di alcune persone che oggi stanno cambiando in meglio il mondo. Si riesce a percepire un clima positivo attraverso la speranza dell’ampliamento globale di questo movimento altruistico. C’è un tema particolarmente dibattuto che è quello dell’agire morale in condizioni di necessaria immoralità come quella che può essere una posizione di rilievo in banche americane, in industrie che sfruttano i paesi emergenti (guadagnando di più per donare maggiormente), e quant’altro, laddove il fine giustifica i mezzi. I più a discapito dei meno, tema che i deontologisti non possono tollerare, ma che tratta una condizione reale ed efficace.

Note   [ + ]

1.P. Singer, La cosa migliore che tu puoi fare. Cos’è l’altruismo efficace, Sonda, Casale Monferrato 2016, p. 27.
2.Ivi, p. 14.
3.Ivi, p. 93.
4.Ivi, p. 92.
5.Ivi, p. 90.
6, 8.Ivi, p. 86.
7.Ivi, p. 87.
9.Ivi, p. 15.



Nicola Zengiaro

 



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