Un articolo a caso


La figlia femmina, di Anna Giurickovic Dato

 
Anna Giurickovic Dato, La figlia femmina
Anna Giurickovic Dato, La figlia femmina
Anna Giurickovic Dato, La figlia femmina

 
Scheda del libro
 

Autore: Anna Giurickovic Dato
 
Titolo: La figlia femmina
 
Casa editrice: Fazi
 
Anno: 2017
 
ISBN: 9788893250924
 
Pagine: 192
 
Formato: cartaceo; eBook
 
Genere: ,
 
Il nostro voto
 
 
 
 
 
3/5


Voto degli utenti
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Aspetti positivi


Attraverso la storia, l'autrice aiuta a leggere le motivazioni sotterranee che muovono come burattini i vari personaggi.

Aspetti negativi


Parlare ancora in termini di Lolita come se la ragazzina fosse responsabile del comportamento del maschio adulto lascivo o molestatore comincia a sembrarmi antiquato oltre che fastidioso.


In sintesi

«La figlia femmina» è un romanzo di Anna Giurickovic Dato che racconta dell’insano rapporto tra tra Giorgio e sua figlia Maria. Voce narrante è la madre.

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pubblicatomartedì, 31 gennaio 2017 da

 
La nostra recensione
 
 
Anna Giurickovic Dato, La figlia femmina

Anna Giurickovic Dato, La figlia femmina

Sentimenti contrastanti si sono impossessati della sottoscritta dopo aver letto il romanzo di Anna Giurickovic Dato intitolato La figlia femmina. A dir la verità, un leggero nervosismo misto a pregiudizio si è fatto strada quando ho visto la copertina del libro e letto le frasi che anticipano e pubblicizzano l’uscita del romanzo: «Sensuale come una versione moderna di Lolita, ambiguo come un romanzo di Moravia […]»

Nonostante le importanti iniziative volte a smontare il mito di una seduttrice prepubere per raccontare invece, senza maschere, lo stupro e la molestia ai danni di una minorenne, l’idea che le varie Lolita siano artefici del proprio destino e sensuali resiste ancora nella nostra cultura.

Come in quella della voce narrante della protagonista, che, adolescente, si è innamorata di un uomo molto più grande di lei: «Giorgio non è mai stato un uomo caloroso, ma sembrava saldo. Aveva un tono autoritario che amavo, non mi vergogno a dire che l’amavo molto, e se diceva un sì o un no, quelli erano proprio un sì o un no, mai significavano altro. Rifletteva a lungo, e quando decideva arrivava fino in fondo, raggiungendo ogni obiettivo che si era preposto. Chiunque ne parlava bene e, insieme, ne era intimorito. Le sue parole non erano mai gentili, ma secche e studiate dalla prima all’ultima, la tonalità della voce e il timbro vi si adattavano alla perfezione. Eppure in qualche modo era rimasto bambino. Tutto questo strutturarsi era un proteggersi. La durezza, la minuziosa osservanza delle regole, erano la gabbia che si era costruito per fermare il mostro».

(Attenzione: anticipazioni sulla trama) Per buona parte della storia narrata ne La figlia femmina il lettore immagina che sia stata la madre a salvare a Maria dalle violenze del padre, scopriremo invece che è stata la piccola a salvarsi da sé. Il che è plausibile, considerando che, nonostante abbia capito gli abusi, la donna continua a vivere il rapporto con la figlia adolescente in termini di rivalità. «Sono paralizzata, sento la rabbia percorrermi tutto il corpo come un fuoco, gli occhi caldi e appannati mi bruciano di lacrime, i denti fanno rumore mentre sfregano l’uno con l’altro. La mandibola la sento serrata in un crampo, lo stomaco mi si muove e per poco non vomito sul tappeto. «Antonio!», urlo. Alza lo sguardo frastornato, non stacca le mani da Maria. Lei solo dopo alcuni secondi riapre gli occhi neri e sfavillanti. È tutta una messa in scena, si diverte un mondo».

Credo che la forza di questa autrice non ancora trentenne stia proprio in questo: nel raccontare la vicenda mostrando un’intricata rete di emozioni e desideri che avviluppa tutti i personaggi. La loro incapacità di crescere e di essere responsabili delle proprie azioni si riversa sulla vita altrui e affonda le proprie radici in quelli che, con tono innocente, chiamiamo stereotipi e che si rivelano spesso fatali e assassini di felicità.




Mariantonietta Barbara

 
Autrice per il web, scrittrice, editor. Ha collaborato con diverse testate nazionali di nanopublishing. Si è occupata di blogging e web strategy per piccole aziende. Leggere, scrivere e perdersi nelle serie tv sono le sue grandi passioni.








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