Un articolo a caso


La mappa, di Vittorio Giacopini

 
Vittorio Giacopini, La mappa
Vittorio Giacopini, La mappa
Vittorio Giacopini, La mappa

 
Scheda del libro
 

Autore: Vittorio Giacopini
 
Titolo: La mappa
 
Casa editrice: Il Saggiatore
 
Anno: 2015
 
ISBN: 9788842820727
 
Pagine: 332
 
Formato: cartaceo; eBook
 
Genere: ,
 
Il nostro voto
 
 
 
 
 
4/5


Voto degli utenti
1 Totale dei voti

 

Aspetti positivi


Un momento storico raccontato in modo insolito, interessante come i personaggi che ne fanno parte. Ma anche una suggestiva ambientazione, descrizioni poetiche che accarezzano il lettore, sia che si tratti di un fiume, di una città, di un paesaggio.

Aspetti negativi


Vi sono passaggi in cui lo stile si fa elaborato e manca di scorrevolezza, appesantisce la lettura. Nondimeno, il lettore si ritroverà a perdonare l’autore in nome di un insieme che funziona.


In sintesi

Ne ”La mappa” Vittorio Giacopini racconta la storia di Serge Victor che riceve l’ordine da Napoleone in persona di disegnare i nuovi confini d’Italia.

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pubblicatolunedì, 10 agosto 2015 da

 
La nostra recensione
 
 

Vittorio Giacopini, La mappaLa mappa è una pubblicazione di Vittorio Giacopini, autore di altrettanti libri interessanti, ma che collabora anche con Il Sole 24 Ore, la rivista letteraria Lo Straniero, ed è conduttore radiofonico.

Ma che cosa è una mappa? Senza avventurarci in definizioni di mappe concettuali o mentali, diciamo che è ciò che ci racconta di uno spazio, di un territorio. Per l’ingegnere cartografo Serge Victor, protagonista di questo romanzo edito da Il Saggiatore, è il compito – affidatogli da Napoleone – di ridisegnare i confini dell’Italia, naturalmente seguendo le direttive (e i desideri) del Generale. Perché lui? Beh, è un giovane coltissimo, di famiglia degna di nota, motivato da fervore e passione, un idealista che segue Napoleone durante la campagna d’Italia. E trova emozionante l’idea di poter catalogare e mettere in ordine ogni singola manciata di terra, di osservarla dall’alto, liberarla dal caos o dalla sete di possesso o di potere.

Quel che sognava, che si ostinava a sognare, cocciutamente, era un orizzonte sgombro da nebulosità, passioni, incerti, incognite, e in questo senso l’ideale che si andava segretamente ormai formando in testa era una specie di singolare assioma o di Utopia. Una mappa perfetta – ragionava senza attardarsi sul rovello irrisolto del rilievo – è un’immagine e un simbolo del mondo conosciuto (e del paesaggio), ma, in quanto copia, supera l’originale, lo surclassa.

Per Serge, una carta è qualcosa in cui i fiumi non bagnano e gli alberi non fanno ombra, un modo di osservare dall’alto, di far parte del mondo senza subirne ciò che disturba o gli errori umani. Una magia, insomma, ma anche una forma di dominio dolce, privata dell’impeto della violenza umana…

Personaggi come la Maga Zoraide, il poeta Diego Guicciardi, gli uomini politici, le truppe, gli uomini comuni, affiancano i sogni di Serge in un contesto storico raccontato in modo insolito e ben lontano a ciò a cui ci hanno abituato i libri di storia. E poi le città o le campagne, in suggestioni condensate a volta anche in poche ma intense righe… Vi invitiamo a soffermarvi, su questi passaggi, a lasciarvi accarezzare da descrizioni poetiche, come quella di pagina 262, che racconta quasi con l’amore di un pittore di un fiume bielorusso che da timido rigagnolo, diviene non senza fatica un fiume con tutti i crismi. E ancora Milano, vista dagli occhi dell’ingegnere, in un cambio di stagione tra i più malinconici dell’anno…

Giorni autunnali su Milano, foglie morte, i primi lampioni accesi all’imbrunire. La città riemergeva quasi attonita e stupita da uno spavento.

Non vi è solo sogno, desiderio da realizzare, in questo romanzo, ma anche il senso amaro della disfatta, la stupidità delle cannonate, il raggelante silenzio delle vittime o le bugie di un grande condottiero. La storia che stordisce, illude e delude, e là dove tutto inizia, tutto poi sbiadisce. Sognare la rivoluzione e poi ritrovarsi nel nulla quotidiano: prima giorni di gloria, poi sbadigli, tè con biscottini, stanchezza, deliri, ricordi pieni di buchi, confusi, irreali, e la sensazione costante di aver mancato in qualche modo l’appuntamento col destino.




Susanna Trossero

 

Susanna Trossero è nata a Cagliari e vive a Roma. Ha fatto della scrittura la sua principale occupazione. Ha pubblicato poesie, raccolte di racconti, romanzi, e sta lavorando ad altri progetti. È un’appassionata di racconti brevi.



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