Un articolo a caso


La prima verità, di Simona Vinci

 

 
Scheda del libro
 

Autore: Simona Vinci
 
Titolo: La prima verità
 
Casa editrice: Einaudi
 
Anno: 2016
 
ISBN: 9788806212681
 
Pagine: 397
 
Formato: cartaceo
 
Genere: ,
 
Il nostro voto
 
 
 
 
 
5/5


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Aspetti positivi


Un romanzo toccante, commovente, che trascina il lettore in un girone dell’Inferno più che reale. Uno stile coinvolgente, che trasforma nomi e storie in qualcosa che diviene parte del nostro vivere.

Aspetti negativi


L’argomento è scomodo, taluni diranno che “tanto è solo un romanzo”, ed è a questi che non è consigliato. Ci vuole coraggio, per ascoltare e conoscere ciò di cui siamo capaci, e altrettanto coraggio per capire che una simile sorte può capitare anche ai savi.


In sintesi

«La prima verità» è un romanzo di Simona Vinci che, con uno stile coinvolgente, ci porta sull’isola greca di Leros, un girone dell’Inferno più che reale.

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pubblicatovenerdì, 5 agosto 2016 da

 
La nostra recensione
 
 
Simona Vinci, La prima verità

Simona Vinci, La prima verità

La prima verità, pubblicato da Einaudi, è un romanzo di Simona Vinci, autrice che continua a non deludere i suoi lettori con storie struggenti.

Ispirato da una vicenda realmente accaduta, La prima verità narra di un’isola greca – Leros – che per molti anni rappresentò un lager per tutti coloro che in Grecia venivano considerati dei malati di mente incurabili o particolarmente pericolosi, relitti umani da far scomparire e dimenticare. Infatti, là esisteva un ospedale psichiatrico che funzionò allo scopo, le cui stanze «ospitarono» dal 1958 al 1981 ben quattromila sfortunati pazienti psichiatrici, tra i quali anche dissidenti politici (spacciati per malati di mente) dell’epoca della dittatura e dei Colonnelli. Soltanto nel 1990 l’Europa intervenne per imporne la chiusura.

Attratta per motivi personali da tutto ciò che ruota attorno al disagio psichico, per Simona Vinci tutto cominciò in seguito alla lettura di articoli che parlavano di Leros e dell’ospedale; vedere delle foto che lasciavano dedurre quanto fosse disumano fece il resto.

Il personaggio principale del libro La prima verità è Angela, una volontaria ricercatrice che giunge sull’isola nel 1992, con altri italiani che come lei intendevano occuparsi di una situazione da cambiare e denunciare. Ma l’incontro con i reclusi di uno dei padiglioni della struttura, e con la struttura stessa, lascia il gruppo sconcertato: si poteva essere preparati al peggio, ma là il peggio era inimmaginabile. Larve umane, persone denutrite e altre seminude, una sporcizia e un odore terribili, personale del tutto incompetente (alcuni neppure sapevano leggere e scrivere, figurarsi fare il lavoro di un infermiere), e storie, tante, troppe storie, dinnanzi alle quali si cambia e si prova un male dentro che non ci abbandona più.

Chi è normale, chi no? E, soprattutto, chi merita di essere segregato in un luogo in cui anche il più savio impazzirebbe…

Che effetto può fare un’isola-lager come quella su una giovane studiosa come Angela?

Adesso l’isola non era più solo una proiezione nella sua testa, ma una cosa concreta e terrificante, e lei si rendeva conto di essere davvero troppo giovane per riuscire a farsi carico psicologicamente di tutto quello che succedeva. Le capitava di ritrovarsi a piangere buttata in un angolo, con la schiena contro il muro, morsicandosi le ginocchia per non urlare.

L’angoscia, quei relitti che diventano storie, che hanno un passato tra le unghie sporche o l’assenza di denti, che non sono solo matti. E il timore che a saperne sempre di più sarebbe diventata matta anche lei, e dimenticata tra tutti loro, senza più nome né identità.

E poi c’è Stefanos, così bravo con le parole, che avrebbe voluto cibarsi del suo stesso cervello per cancellare ogni ricordo: una persona e una porzione di vita per ogni boccone, fino ad essere libero, poeta tra i matti.

Molti nomi, oltre al suo, troviamo in questo romanzo; molti segreti e lampi di vita che accecano di lacrime chi ne viene a conoscenza. Si mescolano alle storie dei matti di Budrio, che l’autrice ricorda passeggiare per le strade del suo paese nei giorni di “libera uscita”. Pagine in cui si reinventano vite, si romanzano, ma si condiscono di verità e segreti raccolti da testimoni reali.

E se oggi, sull’isola, ci sono i migranti che sbarcano portando altre disperazioni, ieri vi erano nomi e volti di cui non si ha voglia di parlare, così come capita al cospetto di un argomento scomodo. Nondimeno, tutti coloro che si sono rotolati nella disperazione di quel cortile di cemento, morti o sopravvissuti, restano là per sempre, come fantasmi senza pace, e finalmente – grazie a questa interessante autrice – possono in qualche modo esistere ancora.

O, forse, per la prima volta.




Susanna Trossero

 

Susanna Trossero è nata a Cagliari e vive a Roma. Ha fatto della scrittura la sua principale occupazione. Ha pubblicato poesie, raccolte di racconti, romanzi, e sta lavorando ad altri progetti. È un’appassionata di racconti brevi.



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