Un articolo a caso


La ragazza del treno, di Paula Hawkins

 

 
Scheda del libro
 

Autore: Paula Hawkins (traduzione di Barbara Porteri)
 
Titolo: La ragazza del treno
 
Casa editrice: Piemme
 
Anno: 2015
 
ISBN: 9788856637779
 
Pagine: 306
 
Formato: cartaceo; eBook
 
Genere: ,
 
Il nostro voto
 
 
 
 
 
5/5


Voto degli utenti
40 Voti totali

 

Aspetti positivi


Tutti i protagonisti si mostrano al lettore senza sconti o abbellimenti; ogni loro fragilità, ogni “difetto” è ben delineato e racconta della loro psicologia, rendendo coerenti le loro azioni o reazioni. La suspense è presente in ogni pagina, e non lascia la storia neppure quando questa rallenta.

Aspetti negativi


Le voci narranti si raccontano in date differenti e questo rischia di rallentare la lettura e confondere un po’; una scelta che forse l’autrice avrebbe potuto evitare senza nulla togliere alla storia, anche se è stata portata avanti abilmente.


In sintesi

La ragazza del treno è il romanzo d’esordio di Paula Hawkins che subito si è imposto all’attenzione internazionale per la suspense che crea.

3
pubblicatomartedì, 14 luglio 2015 da

 
La nostra recensione
 
 

Paula Hawkins, La ragazza del trenoPaula Hawkins esordisce non certo in sordina con il suo primo romanzo La ragazza del treno, divenuto immediatamente caso letterario: già nella prima settimana si è piazzato primo in classifica tra i best seller americani, ma subito dopo è stata la volta dell’Inghilterra e poi di seguito Irlanda, Canada, Australia… Ben quarantuno editori ne hanno acquistato i diritti (in Italia è stato pubblicato da Piemme) e dopo appena cinque mesi il romanzo vantava due milioni di copie vendute solo in America. Insomma, un successo enorme per l’autrice, nata e cresciuta in Zimbabwe e trasferitasi a Londra nel 1989, dove vive e lavora come giornalista free lance. Sembra anche che la Dreamworks si sia aggiudicata i diritti della versione cinematografica: Emily Blunt sarà la protagonista, mentre alla regia ci sarà Tate Taylor.

Noi lo abbiamo letto per voi e cominciamo subito con il darvi una informazione fondamentale: La ragazza del treno non è un “semplice” thriller e – per chi non ama il genere raccapricciante – non fatevi fuorviare dalla dichiarazione di Stephen King presente nella quarta di copertina che dice “Un capolavoro di suspense. Mi ha tenuto sveglio tutta la notte”. Una frase del genere, se appartiene al re del romanzo horror, può indurvi a catalogare questo libro nel posto sbagliato e sarebbe riduttivo.

Ambientata nella periferia londinese, la storia raccontata ne La ragazza del treno nasce su di un treno preso quotidianamente da Rachel, prima voce narrante della storia. Il tragitto è sempre lo stesso e favorisce i voli della fantasia, soprattutto se si necessita di evadere da una vita ancora fresca di mutilazioni, delusioni, tradimenti; così Rachel osserva il mondo fuori fino a sceglierne i protagonisti preferiti: una coppia che vive poco distante dalla ferrovia, visibile da quel finestrino e che lei immagina felice, appagata. Dà loro un nome, dei connotati, ne inventa impegni e quotidiano. Certo, là fuori e proprio in quella particolare zona, non vi abita solo la coppia ma anche qualcuno che ha fatto parte della vita di Rachel, e che lei non riesce a dimenticare. Forse questa è una delle tante ragioni per cui la sua compagna di viaggio è fin troppo spesso una bottiglia di vino.

Comincio a credere che non esista una soluzione. L’ho imparato dalla psicoterapia: i buchi della vita non si chiudono più. Devi crescere intorno a loro, come radici che affondano nel cemento, e devi rimodellarti intorno alle crepe.

Succede qualcosa di strano, là fuori, nella vita vera, e forse la realtà è ben diversa da quella costruita da Rachel: se ne renderà conto molto presto e tutto si farà confuso, complicato, denso di dubbi e false certezze, ma anche terribile. Alla voce narrante di Rachel se ne aggiungeranno altre due, quella di Megan e quella di Anna in un susseguirsi di situazioni che pur procedendo lentamente e con qualche salto temporale, vi indurranno a non lasciare più il libro.

Un intreccio che avvince, il bisogno di proseguire senza interruzioni esterne: grande la suspense che impregna le pagine facendo sì che sia considerato un thriller, ma si tratta soprattutto di una storia di donne, della loro forza e della loro vulnerabilità, della loro psicologia e di quella capacità spesso deleteria di darsi totalmente; una storia di dipendenze in tutti i sensi (dalle passioni, dai propri sogni, dall’alcol, dal desiderio di maternità, da ciò che non si ha), di uomini bravi a mentire, ma anche di uomini sinceri che non vengono creduti; di violenze domestiche, di alleanze inaspettate, di torbido che racconta che non è mai come sembra.

Io non credo all’esistenza dell’anima gemella, ma con lui c’è un’intesa che non ho mai provato prima, o almeno che non provavo da un sacco di tempo. Nasce dall’aver condiviso esperienze simili: noi sappiamo cosa significa essere spezzati.

La ragazza del treno è un ottimo romanzo che tuttavia è soggetto a molte critiche, poiché gli si contesta lentezza, donne troppo simili tra loro nelle debolezze e fragilità, uomini troppo meschini, salti temporali faticosi. Personalmente, a dire il vero, avrei preferito che la storia scorresse nello stesso istante per tutti i protagonisti, ma per quanto riguarda le altre critiche, non posso far altro che dire di aver letto nella cronaca di uomini simili ai protagonisti, e di non vedere nelle fragilità delle protagoniste nulla di assurdo o irreale. Non siamo tutti uguali, è vero ma, purtroppo, siamo anche questo.




Susanna Trossero

 

Susanna Trossero è nata a Cagliari e vive a Roma. Ha fatto della scrittura la sua principale occupazione. Ha pubblicato poesie, raccolte di racconti, romanzi, e sta lavorando ad altri progetti. È un’appassionata di racconti brevi.



  1.  

    Ciao Susanna ti ho citato nel mio post. Per il mio parere è forse più opportuno considerare “La ragazza del treno” un romanzo drammatico travestito da thriller.
    Il finale non è sorprendente e inatteso, il ritmo non è incalzante, i protagonisti non hanno un profilo psicologico ben distinto… perché non è un thriller!
    Se interessa, la mia recensione è qui: https://goo.gl/BbNAmi




  2.  
    susanna

    Ciao Fabio, grazie per avermi scritto, leggerò volentieri la tua recensione. Ho apprezzato molto il romanzo di cui parliamo e che definisco thriller sebbene manchi di alcune caratteristiche da te citate. Ma sappiamo anche che il genere di cui parliamo utilizza la tensione, la suspense e i colpi di scena, che elargisce incertezze, che a volte confonde o devia il lettore dalla “verità” per regalargliela un poco più in là e tenerlo avvinghiato. Direi pertanto che, in nome di tutto ciò, può essere definito thriller anche “La ragazza del treno”, forse catalogandolo fra i thriller psicologici, quelli cioè in cui ci si sofferma maggiormente sulla psicologia dei personaggi piuttosto che sulla trama, sui loro conflitti interiori e non solo su quelli che imbastiscono con gli altri personaggi. E se apparentemente i loro profili possano sembrare non delineati in modo chiaro, ci rendiamo conto molto più avanti che è tutto creato ad arte per confondere il lettore, non è vero? Ti dirò di più: io ho trovato anche il ritmo incalzante, poiché non aveva bisogno di velocità per tenere avvinghiati.
    Trovo interessante questo scambio, e spero che altri si uniranno a noi. Torna a trovarci!




  3.  

    Abbiamo dovuto moderare dei commenti in quanto scritti tutti in maiuscolo e questo, in rete, vuol dire urlare.





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