Un articolo a caso


La scelta del buio, di Piergiorgio Pulixi

 
Piergiorgio Pulixi, La scelta del buio
Piergiorgio Pulixi, La scelta del buio
Piergiorgio Pulixi, La scelta del buio

 
Scheda del libro
 

Autore: Piergiorgio Pulixi
 
Titolo: La scelta del buio
 
Casa editrice: E/O
 
Anno: 2017
 
ISBN: 9788866328735
 
Pagine: 188
 
Formato: cartaceo; eBook
 
Genere: , ,
 
Il nostro voto
 
 
 
 
 
4/5


Voto degli utenti
Non ci sono ancora voti.

 

Aspetti positivi


Una storia ottimamente costruita che spinge a farsi «compagni» di Vito Strega alla ricerca degli indizi.


In sintesi

Il commissario Vito Strega nel giallo «La scelta del buio» si trova a dover indagare sul suicidio di un collega: quello che scoprirà non sarà affatto bello.

0
pubblicatomartedì, 19 settembre 2017 da

 
La nostra recensione
 
 
Piergiorgio Pulixi, La scelta del buio

Piergiorgio Pulixi, La scelta del buio

Piergiorgio Pulixi continua la serie de I canti del male con il giallo La scelta del buio. Il primo titolo che ha dato il via alla serie è uscito nel 2015 e ha per titolo Il canto degli innocenti.

Ne La scelta del buio ritroviamo, naturalmente, il commissario Vito Strega, finalmente reintegrato ma sempre guardato in tralice dai colleghi. La storia si aggancia a quanto raccontato ne Il canto degli innocenti, ma la lettura di quel giallo non è necessaria per comprendere questo. Nel corso de La scelta del buio, infatti, Pulixi fa qualche breve riassunto che serve a contestualizzare quanto racconta e capire gli intrecci senza alcun intoppo.

La scelta del buio

Le indagini di Vito Strega questa volta riguardano il suicidio di un collega, Roberto Larocca. E qui le cose si fanno subito complicate, dal momento che «a nessun poliziotto piace investigare sul suicidio di un collega». La spiegazione di questo fatto la leggiamo subito dopo:

È un’indagine che mette in circolo domande subdole che difficilmente trovano risposte. Domande quanto mai personali, che ogni sbirro prima o poi si trova a porsi. Sono pochi gli investigatori che rimangono alla Omicidi per più di cinque, sei anni. La maggior parte avverte subito che la violenza corrode l’anima come la ruggine il ferro. E quando iniziano a percepire che stanno diventando delle persone diverse, che gli incubi prevalgono sui sogni, abbandonano e chiedono un trasferimento. Giustizia, senso del dovere, missione sono tutte belle parole sulla bocca dei protagonisti delle fiction poliziesche. Ma la realtà è che pochi resistono al confronto quotidiano col Male. La morte genera una naturale repulsione; ma se ti leghi troppo a lei da nemica diventa amante. Quel tipo di amante che con i suoi baci ti succhia via l’anima.

Ma siamo proprio sicuri che si tratti di suicidio? L’intuito di Vito Strega dice di no, ma le prove, le benedette prove, affermano proprio di sì. Roberto Larocca si è ucciso. Punto. E il caso va archiviato quanto prima per poter passare ad altri delitti. Tuttavia ormai abbiamo imparato a conoscere Vito Strega e sappiamo bene che non desisterà facilmente e riuscirà a trovare il bandolo della matassa. Una matassa talmente ingarbugliata in cui rientra anche la morte dell’ispettore Jacopo Di Giulio, della cui uccisione era stato accusato proprio Vito Strega.

Una storia di opposizioni

La scelta del buio è una storia costruita sugli opposti che intendono mettere in rilievo la statura morale di Vito Strega. Abbiamo, così, il poliziotto buono, quello cattivo, ma anche quello che approfitta della situazione. Per non parlare del raccomandato. Tuttavia, alla fine, i nodi vengono al pettine e ognuno deve assumersi le sue responsabilità. Il titolo, del resto, indica chiaramente che la scelta del buio è, appunto, una scelta e, giocoforza, ci sarà chi sceglierà la luce. Anche se, in alcuni momenti della vita, non è semplice capire se si sia nel buio o nella luce.

Il buio del titolo viene declinato nel romanzo anche come solitudine che, però, può avere una duplice valenza. C’è quella subita e quella scelta. La prima è pesante e da essa si vuole fuggire. La seconda è rigenerante e non è un caso che Vito Strega la cerchi per poter risolvere il caso: un’occasione per pensare senza tante distrazioni.

L’evoluzione di un personaggio

In questo secondo romanzo de I canti del male, Piergiorgio Pulixi definisce meglio alcuni aspetti del suo personaggio. Vito Strega continua a essere sì il «commissario geniale e maledetto», ma tende anche meno ai cliché (la dedizione all’assenzio che nel primo giallo era più forte in questo secondo è molto attenuata, per esempio).

Aspettiamo il nuovo titolo de I canti del male (la serie ne prevede in tutto tredici) per conoscere ulteriori sfaccettature di Vito Strega e per continuare a godere della penna, sempre piacevole, di Pulixi.




Roberto Russo

 
Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.








Potrebbe interessarti anche…

0 Comments



Non ci sono ancora commenti! Rompi tu il ghiaccio!


Di' la tua!


(richiesto)