Un articolo a caso


La scuola cattolica, di Edoardo Albinati

 
Edoardo Albinati, La scuola cattolica
Edoardo Albinati, La scuola cattolica
Edoardo Albinati, La scuola cattolica

 
Scheda del libro
 

Autore: Edoardo Albinati
 
Titolo: La scuola cattolica
 
Casa editrice: Rizzoli
 
Anno: 2016
 
ISBN: 9788817086837
 
Pagine: 1294
 
Formato: cartaceo; eBook
 
Genere: ,
 
Il nostro voto
 
 
 
 
 
2.5/5


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Aspetti positivi


La scrittura fluida, la vastità dei temi, l’impostazione tra il narrativo e il saggistico

Aspetti negativi


L’eccessiva prolissità che deriva dal tentativo – fallimentare per natura – di tradurre su carta l’universale


In sintesi

La scuola cattolica è un romanzo (lunghissimo!) di Edoardo Albinati, la cui scrittura molto fluida non fa certo dimenticare l’eccessiva mole del testo.

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pubblicatomercoledì, 22 giugno 2016 da

 
La nostra recensione
 
 
Edoardo Albinati, La scuola cattolica

Edoardo Albinati, La scuola cattolica

Roma, quartiere Trieste, via Nomentana. Una zona rispettabile, abitata da famiglie medio borghesi che mandano i figli in scuole private come il San Leone Magno. È in quella scuola gestita dai preti che Edoardo Albinati trascorre la sua adolescenza: le lezioni, i compagni, la famiglia, l’educazione cattolica, i primi rapporti col mondo femminile, le goliardate tra maschi, le prime vere amicizie. Caso volle che in questo stesso microcosmo raccontato dall’autore crebbero anche Angelo Izzo, Gianni Guido e Andrea Ghira, i protagonisti di uno dei fatti di cronaca più neri dell’epoca, il massacro del Circeo.

Il delitto del Circeo, fatto rilevante e fulcro dichiarato di questo romanzo, in realtà non ne è la forza motrice né il centro. Il racconto – lucido e distaccato, cronachistico – dei fatti che accaddero il 30 settembre del 1975 arriva a circa metà libro, dopo la bellezza di 472 pagine in cui Albinati costruisce una sorta di romanzo di formazione del maschio italiano. Ci sono tutta una serie di limitazioni sociali e temporali – gli anni Settanta, il ceto benestante, la scuola privata, l’educazione cattolica – che pure non intaccano l’universalità di questo racconto. Forse perché la domanda di fondo da cui il tutto parte è l’interrogativo più antico del mondo: qual è l’origine del male? Un male qui declinato in violenza, crudeltà, stupro.

Con grande scioltezza Albinati si muove tra il particolare della situazione storico-sociale in cui il romanzo La scuola cattolica è ambientato e il generale di questioni antropologiche ed esistenziali, in una modalità tutta particolare che affianca narrazione e riflessione di stampo saggistico, in un labirinto infinito di digressioni talvolta brevi e il più delle volte interminabili. Sembra, quello di Albinati, un tentativo assurdo, onnivoro, di spiegare il mondo; un continuo porsi domande su qualsiasi tema la vita gli ponga davanti, un ostinato tentativo di darsi delle risposte esaustive. Come se analizzando se stesso, la propria storia, la propria generazione, si potesse giungere a verità assolute, a risposte certe e definitive. L’enormità del romanzo è questa, e il massacro del Circeo vi rientra come una circostanza occasionale, una coincidenza – quella per cui l’autore conobbe gli assassini ed ebbe un vissuto sociale simile al loro – un caso esemplare.

Albinati ha una scrittura fluida, tutt’altro che pesante, eppure il romanzo La scuola cattolica sfinisce. Sarà la lunghezza (quasi 1.300 pagine), sarà la prolissità con cui l’autore si ostina a sviscerare ogni questione gli si pari davanti; se certi capitoli sono ricchi di spunti interessanti, se certi passi sanno incantare per la loro fluidità, tante pagine sono di troppo: alcune digressioni sono superflue, alcune ripetizioni sono al limite dello snervante. Forse quello che manca è una struttura più razionale, o forse questo libro è semplicemente troppo: troppo lungo, troppo prolisso, troppo ambizioso nel suo voler esaurire un argomento, la vita, che esauribile non è.




Eleonora Cocola

 

Laureata in Lettere Moderne, vivo a Milano dove mi occupo di comunicazione e ufficio stampa. Amante dei libri fin da bambina, la letteratura e l’arte (specie il teatro, che pratico come attrice amatoriale) sono da sempre le mie più grandi passioni.



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