Notifiche Facebook Messenger


 
 
Un articolo a caso


«La vita di ogni giorno», di Leonardo Caffo

 
Leonardo Caffo, La vita di ogni giorno. Cinque lezioni di filosofia per imparare a stare al mondo
Leonardo Caffo, La vita di ogni giorno. Cinque lezioni di filosofia per imparare a stare al mondo
Leonardo Caffo, La vita di ogni giorno. Cinque lezioni di filosofia per imparare a stare al mondo

 
Scheda del libro
 

Autore: Leonardo Caffo
 
Titolo: La vita di ogni giorno. Cinque lezioni di filosofia per imparare a stare al mondo
 
Casa editrice: Einaudi
 
Anno: 2016
 
ISBN: 978-88-06-23129-3
 
Pagine: 122
 
Formato: cartaceo; eBook
 
Genere: ,
 
Il nostro voto
 
 
 
 
 
5/5


Voto degli utenti
Non ci sono ancora voti.

 

Aspetti positivi


La mia vita non è quella che vorrei, non è quella che desidero, nemmeno quella che ho sempre sognato per me stesso. Perché? Questo libro svela in modo inequivocabile che esiste una risposta di fondo che emerge dalla nostra umanità. Dobbiamo solo illuminarla e lasciare che essa ci mostri il cammino da seguire. La risposta è dentro e fuori di noi, bisogna solamente comprenderla.


In sintesi

Leonardo Caffo pubblica per Einaudi «La vita di ogni giorno. Cinque lezioni di filosofia per imparare a stare al mondo». La nostra recensione.

0
pubblicatovenerdì, 2 settembre 2016 da

 
La nostra recensione
 
 
Leonardo Caffo, La vita di ogni giorno. Cinque lezioni di filosofia per imparare a stare al mondo

Leonardo Caffo, La vita di ogni giorno. Cinque lezioni di filosofia per imparare a stare al mondo

La vita di ogni giorno di Leonardo Caffo è un testo di filosofia difficilmente catalogabile in quanto parte da concetti per lo più filosofici, che rappresentano le cinque lezioni di filosofia, per arrivare a esempi pratici in cui tutte le persone, filosofi e non, almeno una volta si sono trovate. I lettori sicuramente almeno una volta nella vita di ogni giorno si sono confrontati e posti alcune domande che l’autore risolve con immensa chiarezza.

«La filosofia come strumento di liberazione, di distruzione dell’oblio del quotidiano, non si occuperà dunque di un dibattito volto alla “semplice” indagine sulla realtà, ma migliorare ciò che si esperisce diventerà il vero obbiettivo di questo percorso»1)L. Caffo, Flatus vocis. Breve invito all’agire animale, Novalogos, Aprilia 2012, p. 49..

La lettura del testo La vita di ogni giorno è molto lineare e colloquiale, nonostante esso passi per i pensieri di Tommaso d’Aquino, Kant, Hegel, Heidegger, Nietzsche, Wittgenstein, Chomsky, Foucault, Adorno, Deleuze, Rawls e molti altri classici del pensiero filosofico che sono alla base del pensare e dell’agire moderno rispetto ai problemi della vita, dell’esistenza e del comportamento sociale.

È difficilmente catalogabile perché La vita di ogni giorno è un ibrido dalle infinite sfaccettature, dall’architettura all’arte moderna, dalla pittura alla poesia, dalla scienza all’amore. Tutti quanti i personaggi che sono compresi all’interno e che sorreggono il filo rosso seguito dal lettore, grazie al passaggio intimamente complementare delle lezioni, accompagnano ogni persona per mano lungo i sentieri del labirinto della vita, attraverso le problematiche che affrontiamo tutti i giorni nelle nostre apparentemente “semplici” vite. Per arrivare alla chiave di volta del libro, Caffo ci insegna che nella vita di tutti i giorni siamo tutti dei filosofi, perché senza nemmeno accorgersi anche il soccorrere una persona, meravigliarsi di fronte ad un’opera contemporanea, riflettere su come classificare le cose, parlare e comprendere gli altri, preoccuparsi per il nostro futuro sono tutti modi profondamente filosofici di stare al mondo. Ma allora perché “imparare” a stare al mondo, se tanto, senza nemmeno sapere cosa si fa, stiamo lo stesso nel mondo? Perché «imparare a stare al mondo significa imparare a fare della vita, la nostra unica vita, un’occasione di felicità»2)Id. La vita di ogni giorno. Cinque lezioni di filosofia per imparare a stare al mondo, Einaudi, Torino 2016, p. 4.

Molte volte la filosofia può apparire ostica, lontana dalla realtà o se la descrive è in modo molto teoretico e poche volte, se non in casi eccezionali, si scorgono vie di risoluzione dei problemi in modo esplicito e diretto. «Non si faccia filosofia con la filosofia, ma con la vita»3)Id. Flatus vocis, op. cit., p. 74. è il motto dell’autore.

Questo è un esempio che qualche cosa, nel panorama filosofico, sta cambiando, nel quale emerge che «solo la filosofia ha storicamente cambiato il mondo, e solo la filosofia può incaricarsi di ritentare l’impresa. […] Se per suo tramite impariamo a stare al mondo, la realtà che osserviamo ogni giorno assumerà nuove forme e strutture, nuove relazioni»4)Id. La vita di ogni giorno, op. cit., p. 4..

Ciò che si rende evidente è come la filosofia sia sempre stata al servizio della vita, la quale si esplica nel sapere come vivere. «Una sola cosa conta, la maniera di vivere. Una sola cosa conta, la meditazione sulla vita. La filosofia può essere solo questo»5)G. Deleuze, Cosa può un corpo? Lezioni su Spinoza, Ombre Corte, Verona 2013, p. 63..

Con Leopardi, Caravaggio, Pasolini, Leonardo Da Vinci, Gilles Clément, Marina Abramivic’ si entra in un mondo, in un paesaggio che per quanto distante da tutti noi, ha sempre guardato al futuro, direzionandolo in un certo verso che possiamo definire un progresso. La tesi dell’estetica, come il costante verso del libro stesso, «è la capacità di “anticipare strutture di vita”»6)L. Caffo, La vita di ogni giorno, op. cit., p. 38.. Intuizioni che rasentano ciò che Wittgenstein chiama il “mistico” rappresentano la struttura profonda di ogni lezione alle quali vengono adattate questioni giornaliere, che a me personalmente sono capitate, e penso anche a moltissimi altri lettori.

Nonostante il caos che circonda le nostre vite, nell’anarchia più totale che non riusciremo mai risolvere in assoluto, in «una filosofia che sia anarchica nella struttura, ogni espressione della vita può essere utilizzata come spunto per la teoria della conoscenza»7)Id. Flatus vocis, op. cit., p. 66.. Per questo motivo è indagato il modo dell’essere umano di stare al mondo come conoscenza stessa.

L’ultimo capitolo si intitola Futuro, non perché vuole essere una mera predizione, ma in quanto è un tassello, un componente, un foglio bianco su cui è possibile lasciare spazio alla filosofia che «ridisegna, dalle fondamenta, i principi della società»8)Id. Adesso l’animalità, Graphe Edizioni, Perugia2013, p. 15..

Il percorso di filosofo dell’autore è sempre concentrato su un disvelamento di ciò che regna nell’ideologia umana che si regge su categorie infondate, errate, o negative ed infatti in altri scritti si evince la dichiarazione della propria umanità a partire da un percorso che volge lo sguardo a tutti i viventi partendo dalle passeggiate nei boschi in compagnai di Thoreau fino ad arrivare ad un viaggio in macchina «dopo una settimana di lavorio snervante, [costeggiando] un lungo paesaggio di campagna»9)Id. La vita di ogni giorno, op. cit., p. 11., perché «se l’umano è essenzialmente in movimento, allora chi si ferma smette di essere umano. […] [L’esemplarità serve a] mostrare che l’unico movimento possibile è quello che avvicina la diversità con stupore e mai con violenza»Id. La vita di ogni giorno, op. cit., p. 25.. L’umanità tutta si sorregge su questi pilastri di tolleranza ed empatia.

L’apertura al possibile è la forma propria dell’essere umano che è in continuo contrasto con il male, però è sempre il punto di vista del proprio sguardo che ricostruisce l’umanità a partire da una innaturale negatività. Scrive Caffo: «grazie al malessere di questa condizione di vita ho potuto indagare i mondi possibili attraverso un’universale relazione di accessibilità»10)Id. Adesso l’animalità, op. cit., p. 35., perciò è il suo libro La vita di ogni giorno che sostiene la colonna portante dell’esemplarità che serve all’uomo per rendersi conscio che «l’obbiettivo è comune ed è indispensabile raggiungerlo insieme»11)Id. Il maiale non fa la rivoluzione. Manifesto per un antispecismo debole, Sonda, Casale Monferrato 2013, p. 60.. A mio parere, l’argomentazione coglie lo spirito più fondo della filosofia: «la filosofia si potrebbe chiamare ciò che è possibile prima di ogni nuova scoperta e invenzione»12)L. Wittgenstein, La filosofia, (a cura di) D. Marconi, Donzelli Editore, Roma 1996, p. 43..

Ritornando al testo, esso è una guida sicura per chi si pone domande, laddove l’uomo che ne è intimamente alla ricerca, vuole rispondersi attraverso se stesso e ciò che lo circonda. Tutto quanto esiste è il riflesso di ciò che siamo, perciò contemplare quello che c’è e il nostro comportarci in relazione ad esso è una via per conoscersi. Una scrittura “divulgativa” che cambia il punto di vista del lettore da semplice osservatore ad attivo scrutatore del reale. L’umiltà e la modalità espressiva del testo non presuppongono alcun ragionamento forzato, come spesso avviene nella filosofia, ma anzi, «si cambia modo di ragionare se si cambia modo di stare al mondo»13)L. Caffo, La metafisica delle qualità: dove letteratura e filosofia si incontrano, in N. Fioretto, E. Jossa (a cura di), n. d. s. “Narrare, graffiare.”, Animot: l’altra filosofia, 2, I, Giugno 2015, p. 111. perciò le due cose si co-implicano a vicenda durante il susseguirsi delle cinque lezioni. Con le parole di Wittgenstein «lo scopo [della filosofia]: trasparenza delle argomentazioni»14)L. Wittgenstein, La filosofia, op. cit., p. 27..

La domanda che sorge spontanea è: perché delle lezioni? Perché non semplicemente una lettura sulla pragmatica della filosofia? La risposta è: perché «anche il potere di emancipazione, quando non controllato rischia di condurre alla deriva»15)L. Caffo, Del destino umano. Nietzsche e i quattro errori dell’umanità, Piano B, Prato 2016, p. 79.. Per questo motivo l’autore ci induce a fidarci delle sue lezioni, in uno scambio di dialoghi che sono espressi in modo colloquiale e relazionale. «Il lavoro sulla filosofia – come spesso il lavoro in architettura – è in verità più il lavoro su se stessi, sul proprio modo di pensare; sul proprio modo di vedere le cose»16)L. Wittgenstein, La filosofia, op. cit., p. 5..

Quando si parla di filosofia si parla della vita, è certo, ma le lezioni ci insegnano che questo presupposto funziona anche al contrario. Siamo noi i costruttori della nostra vita, perciò dobbiamo ricercare necessariamente un posto in cui poterla comporre nel migliore dei modi, nella relazionalità con l’alterità e con l’umiltà di esserne esclusivamente una piccola parte. «Il compito della filosofia, dunque, al di là della comprensione del funzionamento di questa realtà sociale, è quello di analizzare il migliore dei “paesaggi sociali possibili” e in che modo, rispetto alla natura umana, tale paesaggio sia confacente e davvero realizzabile»17)L. Caffo, J. Derrida: umanità/animalità, ontologia sociale e accelerazionismo, in L. Caffo, M. Ferraris (a cura di), n. d. s. “Jackie D.”, Animot: l’altra filosofia, 1, I, Giugno 2014, p. 23..

Una speranza si scorge negli ultimi capitoli, sebbene il dialogo strutturale del testo lasci la più piena libertà di agire lo stesso nel modo che si vuole, solamente con un po’ più di coscienza verso il proprio rapporto con l’esistenza e con la realtà che resiste al di fuori di noi.

«Questo mondo dipende da ognuno di noi, e dal cambiamento del sistema politico e di pensiero in cui viviamo – cominciate a esigere, già domani, la vostra parte di questa vita che verrà»18)Id. Il maiale non fa la rivoluzione, op. cit., p. 12..

Note   [ + ]

1.L. Caffo, Flatus vocis. Breve invito all’agire animale, Novalogos, Aprilia 2012, p. 49.
2.Id. La vita di ogni giorno. Cinque lezioni di filosofia per imparare a stare al mondo, Einaudi, Torino 2016, p. 4
3.Id. Flatus vocis, op. cit., p. 74.
4.Id. La vita di ogni giorno, op. cit., p. 4.
5.G. Deleuze, Cosa può un corpo? Lezioni su Spinoza, Ombre Corte, Verona 2013, p. 63.
6.L. Caffo, La vita di ogni giorno, op. cit., p. 38.
7.Id. Flatus vocis, op. cit., p. 66.
8.Id. Adesso l’animalità, Graphe Edizioni, Perugia2013, p. 15.
9.Id. La vita di ogni giorno, op. cit., p. 11.
10.Id. Adesso l’animalità, op. cit., p. 35.
11.Id. Il maiale non fa la rivoluzione. Manifesto per un antispecismo debole, Sonda, Casale Monferrato 2013, p. 60.
12.L. Wittgenstein, La filosofia, (a cura di) D. Marconi, Donzelli Editore, Roma 1996, p. 43.
13.L. Caffo, La metafisica delle qualità: dove letteratura e filosofia si incontrano, in N. Fioretto, E. Jossa (a cura di), n. d. s. “Narrare, graffiare.”, Animot: l’altra filosofia, 2, I, Giugno 2015, p. 111.
14.L. Wittgenstein, La filosofia, op. cit., p. 27.
15.L. Caffo, Del destino umano. Nietzsche e i quattro errori dell’umanità, Piano B, Prato 2016, p. 79.
16.L. Wittgenstein, La filosofia, op. cit., p. 5.
17.L. Caffo, J. Derrida: umanità/animalità, ontologia sociale e accelerazionismo, in L. Caffo, M. Ferraris (a cura di), n. d. s. “Jackie D.”, Animot: l’altra filosofia, 1, I, Giugno 2014, p. 23.
18.Id. Il maiale non fa la rivoluzione, op. cit., p. 12.







Potrebbe interessarti anche…

Nicola Zengiaro

 


0 Comments



Non ci sono ancora commenti! Rompi tu il ghiaccio!


Di' la tua!


(richiesto)