Un articolo a caso


La vita prodigiosa di Isidoro Sifflotin, di Enrico Ianniello

 
Enrico Ianniello, La vita prodigiosa di Isidoro Sifflotin
Enrico Ianniello, La vita prodigiosa di Isidoro Sifflotin
Enrico Ianniello, La vita prodigiosa di Isidoro Sifflotin

 
Scheda del libro
 

Autore: Enrico Ianniello
 
Titolo: La vita prodigiosa di Isidoro Sifflotin
 
Casa editrice: Feltrinelli
 
Anno: 2015
 
ISBN: 9788807031236
 
Pagine: 267
 
Formato: cartaceo; eBook
 
Genere: ,
 
Il nostro voto
 
 
 
 
 
4/5


Voto degli utenti
5 Voti totali

 

Aspetti positivi


Un libro genuino, particolare e ben scritto, divertente e poetico allo stesso tempo

Aspetti negativi


In alcuni passaggi l'uso del dialetto diventa un po' troppo


In sintesi

“La vita prodigiosa di Isidoro Sifflotin” racconta la storia di un ragazzo che ha la capacità di dialogare con gli uccelli e riesce a creare una lingua nuova.

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pubblicatomercoledì, 1 luglio 2015 da

 
La nostra recensione
 
 

Enrico Ianniello, La vita prodigiosa di Isidoro SifflotinCon La vita prodigiosa di Isidoro Sifflotin, l’autore, Enrico Ianniello, qui alla sua opera prima (e per questo premiato con il Campiello Opera Prima e, comunque, tra i titoli in corsa per il Premio Bancarella 2015), scrive un romanzo sull’arte della comunicazione e sul fatto che, spesso, le parole sono troppo abusate a discapito di altre forme di comunicazione.

Isidoro Sifflotin, il protagonista, è un bambino che non ha avuto sempre questo nome, ma gli è stato dato perché ha una particolarità: parla tranquillamente con gli uccelli (Sifflotin è un calco dal francese fischiare) e questi parlano con lui. Un merlo indiano, in particolare, Alì, sarà il suo mentore e gli insegnerà a urlafischiare. Inizia così tutta una serie di avventure che porteranno il nostro, la voce narrante, a diventare sì una celebrità nei suoi luoghi – siamo nell’Irpinia – ma che gli permetteranno di guardare la realtà in modi sempre nuovi, perché per tradurla in un linguaggio comprensibile ad Alì, dovrà reinterpretare alcuni concetti. Ma non si pensi che La vita prodigiosa di Isidoro Sifflotin sia un romanzo pesante: Enrico Ianniello scrive un romanzo brioso, pieno di vita e capace di commuovere (è ambientato al tempo del terremoto in Irpinia, nel 1980) e comunque sempre avendo presente l’idea di base: qual è la migliore comunicazione che si può stabilire tra esseri viventi? Non è un caso che uno dei capitoli, il decimo della seconda parte, abbia per titolo La raccolta di silenzi: siamo molto avanti nella storia, quello che doveva succedere è successo, gli incontri sono avvenuti, le parole sono state dette e quello che doveva essere visto è stato visto, ma non tutto è avvenuto come lo si immagina. Si può benissimo vedere una città pur essendo ciechi e si può raccontare quello che si vede anche solo modulando dei fischi.

La vita prodigiosa di Isidoro Sifflotin è una lettura che conquista, anche se personalmente avrei fatto un po’ meno ricorso al dialetto, non solo nell’uso dei termini, ma anche nella struttura del periodo: a volte, infatti, la lettura potrebbe risentirne.




Roberto Russo

 

Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.



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