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Un articolo a caso


L’abbazia dei cento delitti, di Marcello Simoni

 
Marcello Simoni, L'abbazia dei cento delitti
Marcello Simoni, L'abbazia dei cento delitti
Marcello Simoni, L'abbazia dei cento delitti

 
Scheda del libro
 

Autore: Marcello Simoni
 
Titolo: L'abbazia dei cento delitti
 
Casa editrice: Newton Compton Editori
 
Anno: 2015
 
ISBN: 978-88-541-7895-3
 
Pagine: 384
 
Formato: cartaceo; eBook
 
Genere: , ,
 
Il nostro voto
 
 
 
 
 
4/5


Voto degli utenti
14 Voti totali

 

Aspetti positivi


Questo secondo capitolo della Codice Millenarius Saga riesce a intrecciare in maniera ancora più ammirabile la conoscenza dell'epoca al mistero del romanzo, i personaggi sono credibili e la lettura procede fluida senza mai inciampare in quel troppo che spesso nei romanzi storici rischia di stancare il lettore.


In sintesi

L’abbazia dei cento delitti è il secondo capitolo della Codice Millenarius Saga creata da Marcello Simoni. Ecco di cosa parla questo romanzo.

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pubblicatomercoledì, 29 luglio 2015 da

 
La nostra recensione
 
 

Marcello Simoni, L'abbazia dei cento delittiSecondo capitolo della Codice Millenarius Saga di Marcello Simoni, L’abbazia dei cento delitti era atteso da tempo dai tantissimi lettori che hanno apprezzato il primo romanzo L’abbazia dei cento peccati: l’insieme non deluderà, su questo non ho dubbi.

Storia e personaggi riprendono la narrazione esattamente da dove li avevamo lasciati: un misterioso delitto e la pressante verità complicano il soggiorno ferrarese di Maynard de Rocheblanche, cavaliere francese che rischia di venire eletto uomo dell’anno (ovviamente nel campo letterario). Maynard dovrà affrontare non poche insidie prima di decidersi e chiedere finalmente aiuto agli amici più fidati. Ma non è solo la sua vita che dovrà affidare ad altri: anche il segreto del  Lapis exilii, reliquia misteriosa che sta mettendo a dura prova il coraggio di tutti i protagonistiverrà infine ceduto, questo mentre la peste distrugge un’epoca, intere città si inginocchiano di fronte alla morte, e la stessa virtù umana rischia l’estinzione.

Impossibile sintetizzare L’abbazia dei cento delitti senza svelare dettagli che toglierebbero fascino al romanzo: quindi perdonatemi se non andrò oltre nella trama, posso solo consigliarvene la lettura perché, sono certa, ne rimarrete affascinati. Come me vi immaginerete Ferrara e la bellissima Reims, incontrerete con stupore nomi noti e altri inventati con tanta bravura da chiedervi se per caso siano esistiti realmente, e infine vi ritroverete a chiedere anche voi: quando il prossimo capitolo?

Stanco di essere tenuto all’oscuro, il francese pestò un piede a terra e sbottò: «Volete dirmi una volta per tutte cosa sta accadendo?».
Il vescovo sollevò le bianche sopracciglia. «L’ira dell’Onnipotente, messere», e nascose una smorfia di terrore sotto il cappuccio della cappa. «La peste imperversa su queste terre».
Maynard lo fissò sbalordito. Consultò con un’occhiata incredula l’abate di Pomposa, poi si piegò in ginocchio davanti al vescovo. «Ma come può essere accaduto… senza alcun preavviso?»
«La morte ha forse bisogno d’invito?»

Marcello Simoni dimostra ancora una volta estrema abilità nell’intrecciare una ammirabile ricerca storica alla fantasia, senza mai deludere o farsi trascinare da eventi facilmente interpretabili. I personaggi, alcuni reali altri di puro ingegno, accompagnano il lettore verso la verità, ma nel farlo riescono a descrivere il Medioevo, sottolineando le incredibili differenze di classe dell’epoca e come fede e ricchezza spesso si svelassero alleati inseparabili.

Si trovavano nel piano basso del Palatium Abbatis, diventato all’occorrenza sede del vescovo. Da quelle stanze sua eccellenza aveva tentato di riallacciare i contatti con Ferrara, inviando messaggi al marchese e alle maggiori chiese tramite i colombi del monastero. Nell’attesa di una risposta si era isolato dal mondo, serrando persino ogni finestra. Nessuno, eccetto l’abate, aveva il permesso di conferire con lui.
Il reverendo Andrea disprezzava quell’atteggiamento. Mentre l’infirmarius rischiava di esporsi al contagio pur di salvare il giovane soccorso da Bonus, il pastore della diocesi ferrarese non faceva che preoccuparsi della propria incolumità.

Marcello Simoni, oltre a descrivere un’epoca storica da sempre affascinante, ritaglia un notevole spazio per l’arte, un’arte incredibile se si considera le tante disgrazie del momento:  guerre, peste, malattie, povertà, una bellezza inaspettata capace di donare luce anche ai luoghi più remoti.




Anna Fogarolo

 
Fotogiornalista per le maggiori testate italiane come Corriere della Sera, Il Sole 24 Ore, Gente, Oggi, Focus... Dal 2009 sposta la sua attenzione sulle nuove tecnologie iniziando la carriera di Web content e blogger per alcuni noti portali e Network, successivamente si specializza come Social Media Manager. Attualmente: consulenza di Ufficio Stampa, Content & Community Manager, Web Relation e Digital PR per le Edizioni Centro Studi Erikson.








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