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Un articolo a caso


Le bambine dimenticate, di Sara Blædel

 
Sara Blædel, Le bambine dimenticate
Sara Blædel, Le bambine dimenticate
Sara Blædel, Le bambine dimenticate

 
Scheda del libro
 

Autore: Sara Blaedel (traduzione di Alessandro Storti)
 
Titolo: Le bambine dimenticate
 
Casa editrice: Fazi
 
Anno: 2017
 
ISBN: 9788893250658
 
Pagine: 285
 
Formato: cartaceo; eBook
 
Genere: , ,
 
Il nostro voto
 
 
 
 
 
4/5


Voto degli utenti
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Aspetti positivi


Un ottimo ritmo, dialoghi serrati, colpi di scena e personaggi ben delineati. Il lettore indaga insieme alla protagonista, quasi seguisse tutta la vicenda proprio mentre accade.

Aspetti negativi


Il filone giallo o crime, offre spesso tracce comuni. La storia tra il protagonista e il collega, per esempio, il passato difficile della detective, qualche rapporto complicato nell’ambito lavorativo. Ci piacerebbe, per una volta, cogliere differenze evidenti, significative, nella psicologia dei personaggi principali.


In sintesi

«Le bambine dimenticate» è un giallo della scrittrice danese Sara Blædel: ottimo ritmo, dialoghi serrati, colpi di scena e personaggi ben delineati.

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pubblicatolunedì, 3 luglio 2017 da

 
La nostra recensione
 
 
Sara Blædel, Le bambine dimenticate

Sara Blædel, Le bambine dimenticate

Le bambine dimenticate è l’ultima pubblicazione di Sara Blædel (Darkside – Fazi Editore). L’autrice danese ha ricevuto prestigiosi premi ed è molto amata dai lettori; di certo è in grado di avvincere grazie allo stile narrativo denso di ritmo, semplice eppure ricco di situazioni intriganti, che si susseguono pagina dopo pagina senza momenti di stallo.

Abbiamo il fatto, le indagini, i personaggi ben delineati che ruotano attorno a quello principale, l’ambientazione interessante, i tasselli che ben si incastrano tuttavia senza rivelare mai troppo. E così ci ritroviamo a partecipare alle indagini, senza sapere neppure noi – insieme alla voce narrante – come muoverci e di chi o cosa dubitare.

La storia raccontata ne «Le bambine dimenticate»

Facile, cadere lungo un pendio, battere la testa e incidentalmente trovare la morte in una sera qualunque. Ma è davvero tutto così semplice? Il corpo della donna racconta ben altro: uno stato d’abbandono, solitudine, poca o inesistente cura di sé. Una lunga cicatrice che attraversa il viso rivela di una ferita mai ricucita, i denti sono in condizioni pietose, vecchie fratture mai trattate… Inoltre nessuno ne ha denunciato la scomparsa. Una senzatetto?

Affiancata da Eik Nordstrøm, si occupa delle indagini Louise Rick, direttore tecnico del Reparto Investigativo Speciale, e scopre che la donna aveva un nome e un luogo in cui vivere: Lisemette, paziente dell’ospedale psichiatrico infantile Eliselund.

Figli «malriusciti», genitori incapaci di accudirli: una realtà amara

Ma Lisemette è un’adulta, e allora? Dov’è nata? Che fine ha fatto la sua famiglia?

Molti piccoli danesi con problemi mentali, ospiti della struttura, di famiglia non ne avevano più una nel momento in cui proprio la famiglia non aveva le capacità o la voglia di occuparsi del “problema”…

Abbandonati tra le mura di una delle tante costruzioni che celano dolore, disagio, solitudine e trattamenti inumani, i «diversi» perdono il diritto ad un’infanzia normale, al calore, alla protezione, e si adattano a una nuova condizione che diviene per loro tutto ciò che conoscono. Divengono così Le bambine dimenticate del titolo del romanzo di Sara Blædel, un’autrice che affonda le mani in queste situazioni scabrose e inaccettabili.

Una storia che emoziona

Attorno ad ogni indagine che si rispetti, si verifica un altro caso inspiegabile che in qualche modo potrebbe rivelare dei collegamenti con il precedente, e poi ci sono i rapporti con i colleghi, l’amica fidata, l’ex che ancora suscita sentimenti contrastanti e che riveste un incarico nello stesso ambito lavorativo della protagonista principale… Insomma, si riscontrano in questo filone crime o giallo, più o meno ambientazioni e situazioni molto simili tra loro; nondimeno possiamo dire che le circostanze sono originali, e che narrando di uno di quei luoghi in cui i bambini non hanno più una storia, rende il romanzo giallo differente rispetto ad altri.

Tutti hanno un passato

Coinvolge, leggere di infanzia violata, di bambini che spesso vengo dati addirittura per morti o dispersi ma che in realtà continuano ad esistere nell’ombra, nel silenzio, nella solitudine. E forse hanno da qualche parte una famiglia, dei fratelli, delle sorelle… Magari una gemella.

E coinvolge scoprire la storia della protagonista principale, che pare priva d’ogni debolezza ma che si rivelerà più che umana. Una donna, Louse Rick, dal passato che ne ha condizionato la personalità, insinuando sotto la corazza la fragilità di una ferita mai richiusa del tutto, proprio come la cicatrice sul volto di Lisemette.

Il romanzo Le bambine dimenticate si conclude con passaggi intensi, che catturano e soddisfano la sete di storie avvincenti d’ogni buon lettore.




Susanna Trossero

 
Susanna Trossero è nata a Cagliari e vive a Roma. Ha fatto della scrittura la sua principale occupazione. Ha pubblicato poesie, raccolte di racconti, romanzi, e sta lavorando ad altri progetti. È un’appassionata di racconti brevi.








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