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Un articolo a caso


Le notti blu, di Chiara Marchelli

 
Chiara Marchelli, Le notti blu
Chiara Marchelli, Le notti blu
Chiara Marchelli, Le notti blu

 
Scheda del libro
 

Autore: Chiara Marchelli
 
Titolo: Le notti blu
 
Casa editrice: Giulio Perrone
 
Anno: 2017
 
ISBN: 9788860044396
 
Pagine: 236
 
Formato: cartaceo; eBook
 
Genere: ,
 
Il nostro voto
 
 
 
 
 
5/5


Voto degli utenti
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Aspetti positivi


L’autrice sa ben raccontare il dolore, lo sa mostrare attraverso ciò che circonda i protagonisti e le bastano poche parole a rievocarlo attraverso sfumature. Non si abbandona agli inutili dettagli ma scende in profondità, coinvolgendo ed emozionando. Belle ed efficaci le ambientazioni, tra l’Italia e New York.

Aspetti negativi


Non accadono molte cose, non si va veloci, e forse molti lettori non sono più abituati alla lentezza necessaria a sviluppare uno stato d’animo. La storia contiene il giusto colpo di scena, ma è impregnata di emozioni più che di ritmo, e per qualcuno questo potrebbe risultare pesante.


In sintesi

«Le notti blu» è un romanzo che colpisce allo stomaco come un pugno ben assestato, grazie a Chiara Marchelli che sa raccontare il dolore.

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pubblicatomartedì, 11 aprile 2017 da

 
La nostra recensione
 
 
Chiara Marchelli, Le notti blu

Chiara Marchelli, Le notti blu

Le notti blu, di Chiara Marchelli, Giulio Perrone Editore, sono un po’ anche le nostre: quelle in cui si resta svegli – ognuno con la sua motivazione – e tutto diventa denso per via delle ore che non passano o dei pensieri che affollano un buio che proprio nero non è. È blu, per Mirko, e a colorarle è quella gradazione azzurrina della luce artificiale in cucina, mentre suo padre gli prepara una tazza di latte che forse lo aiuterà a riaddormentarsi.

In quelle notti blu, si crea un rito, una ripetizione, un appuntamento a cui non mancare.

Le mutilazioni sbiadiscono i colori

Cinque anni sono passati, dalla morte di Mirko oramai divenuto adulto, e Chiara Marchelli, con una prosa coinvolgente, ci mostra fin dalle prime pagine che cosa accade in una coppia unita, da sempre inseparabile, quando la luce del quotidiano si spegne, quando i riti scompaiono e le piccole grandi cose si trasformano in un grigio che soffoca pensieri e stagioni… Che cosa succede all’anima e tutt’attorno, quando si perde un figlio?

Non si lavavano più, non cambiavano le lenzuola. Non era solo il dolore sordo che gli levava le forze, era una punizione: come se non potessero meritare più nulla, a cominciare dalle cose elementari. Anche mangiare, solo roba secca o pronta, tirata fuori dal fondo della dispensa.

Si può sopravvivere a questo?

Ne Le notti blu, si sopravvive o si procede?

In realtà, ne Le notti blu, l’autrice affonda le mani sul procedere, sulla possibilità di trovare un modo per continuare, per ricostruire qualcosa: c’era un prima di Mirko, deve esserci un dopo Mirko. Larissa e Michele ci provano, ognuno a modo suo, e contengono il dolore chi non parlandone chi lasciandosi invadere seppur continuando a vivere. È difficile, tutto ha un altro sapore, un sapore nuovo che sbiadisce anche la bellezza di ciò che come coppia avevano costruito. Quando ogni cosa prende «la consistenza lattiginosa delle cose impossibili», lo sforzo di procedere appare sovrumano, e quel «noi» della coppia rischia di trasformarsi in «io e te», due singoli terremotati in balia del quotidiano, equilibristi in bilico con il muro del dolore a dividere.

La telefonata che rompe gli equilibri

Caterina, moglie di Mirko, sarà la scossa necessaria a modificare tutto ancora una volta: trovando una lettera che porta nella vita di ognuno qualcosa di inaspettato, metterà se stessa e gli altri personaggi del romanzo in una condizione di grandi dubbi e incertezze: conosciamo davvero le persone che amiamo e che dicono di amarci? Possiamo vivere accanto a qualcuno senza avvederci di quel suo braccio di ferro tra istinto e ragione, quel dilaniarsi fino alla decisione di uccidersi? Che ne sarà, ancora una volta, di Larissa e Michele?

Piano piano le sembra di tornare, avvertire il corpo del marito, la voce che dice stai tranquilla. La loro casa intorno, il silenzio denso quanto è denso il silenzio dentro uno squarcio, le vite dei vicini che Larissa percepisce al di là dei muri. Un brulicare mai fermo, fervido e operoso, che d’un tratto la circonda e fa tornare il sangue a fluire normalmente, rassicurandola.

Raccontare il dolore

Il romanzo Le notti blu, colpisce allo stomaco come un pugno ben assestato, grazie all’autrice che sa raccontare il dolore, lo sa mostrare con delicatezza. Si muove tra i suoi personaggi alla deriva, con la discrezione di un buon amico, facendoci sentire il suo amore per loro. Abbiamo l’impressione che durante la stesura del romanzo, da burattinaia si sia trasformata in spettatrice di un vissuto tormentato e per questo si sia ritrovata ad osservare con rispetto i protagonisti che all’improvviso si sono mossi da soli, nel contesto da lei creato.

Non ci stupisce la candidatura del libro al Premio Strega 2017: se leggerete questo meraviglioso romanzo non stupirà neppure voi.








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Susanna Trossero

 
Susanna Trossero è nata a Cagliari e vive a Roma. Ha fatto della scrittura la sua principale occupazione. Ha pubblicato poesie, raccolte di racconti, romanzi, e sta lavorando ad altri progetti. È un’appassionata di racconti brevi.


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