Un articolo a caso


L’eredità dell’abate nero, di Marcello Simoni

 
Marcello Simoni, L'eredità dell'abate nero
Marcello Simoni, L'eredità dell'abate nero
Marcello Simoni, L'eredità dell'abate nero

 
Scheda del libro
 

Autore: Marcello Simoni
 
Titolo: L'eredità dell'abate nero
 
Casa editrice: Newton Compton
 
Anno: 2017
 
ISBN: 9788822704474
 
Pagine: 347
 
Formato: cartaceo; eBook
 
Genere: , ,
 
Il nostro voto
 
 
 
 
 
4/5


Voto degli utenti
Non ci sono ancora voti.

 

Aspetti positivi


Una storia ben costruita, con i giusti colpi di scena e i cliffhanger ben studiati per invogliare nella lettura.


In sintesi

«L’eredità dell’abate nero» è il primo titolo della «Secretum saga» di Marcello Simoni per Newton Compton. La nostra recensione.

0
pubblicatomercoledì, 12 luglio 2017 da

 
La nostra recensione
 
 
Marcello Simoni, L'eredità dell'abate nero

Marcello Simoni, L’eredità dell’abate nero

Inutile negare che l’alchimia eserciti sempre un certo fascino sulle persone. Magari si sa che son credenze senza alcuna base scientifica, ma si anche che nel corso dei secoli fior fiore di studiosi l’hanno difesa come valida. Tant’è che quella serie di scritti antichi che vanno sotto il nome di Corpus hermeticum e che si ritenevano fossero stati scritti da Ermete Trismegisto hanno rappresentato una importante fonte del pensiero rinascimentale. Alla scoperta, in Occidente, di questo Corpus hermeticum è dedicata la Secretum Saga, nuova opera di Marcello Simoni, il cui primo libro ha per titolo L’eredità dell’abate nero.

È lo stesso autore a contestualizzare il romanzo L’eredità dell’abate nero in un’annotazione posta a inizio libro: «Questo è un romanzo d’avventura e la sua trama si basa su personaggi di pura invenzione. Corrisponde però a verità storica che nel 1459, durante un viaggio in Macedonia, il monaco Lionardo da Pistoia sia entrato in possesso di alcuni manoscritti sacri, e che in seguito li abbia consegnati ai due uomini più controversi vissuti nel tardo Medioevo: il cardinal Bessarione e Cosimo de’ Medici. Ancora oggi quelle pagine vengono considerate la pietra miliare dell’alchimia e dell’esoterismo. Il loro titolo, Corpus hermeticum, deriva da una remota tradizione che le attribuisce a Ermete Trismegisto, ovvero il dio Mercurio conosciuto dai sacerdoti egizi con il nome di Thot e dai cristiani gnostici come Michele arcangelo. Ma se la leggenda è sopravvissuta, non si può dire altrettanto delle avventure di chi lottò per impossessarsi di quella arcana sapienza. O di chi, semplicemente, fu coinvolto nella sua ricerca».

Una nota esplicativa, come dicevamo, ma anche un ottimo espediente letterario per descrivere quello di cui tratterà il libro senza, di fatto, svelare un bel nulla. Insomma, con la bravura che lo caratterizza, Marcello Simoni stimola la curiosità del lettore.

L’eredità dell’abate nero

Il romanzo di Marcello Simoni inizia con un flashback: il 15 aprile 1439 Cosimo de’ Medici si trova a bordo di una nave a largo di Livorno per incontrare un misterioso personaggio che gli fa una consegna del tutto particolare. Perché Cosimo de’ Medici è così deferente verso questo personaggio lo si scoprirà alla fine del libro.

Dopo il prologo, L’eredità dell’abate nero ci porta a Firenze, nel 1459 e da qui la storia procede in ordine logico e cronologico. Essendo un romanzo giallo, il morto lo troviamo fin da subito: è tal Giannotto de’ Bruni, banchiere fiorentino. L’omicidio avviene nella cripta dell’abbazia di Santa Trinita e del delitto viene accusato Tigrinus, ladruncolo che vive a Firenze anche se non si sa dove venga. Il fatto è che Tigrinus è solo testimone del delitto e si trovava in quella cripta per fare un furto. Ma quasi nessuno gli crede. Così finisce nelle prigioni. E da qui inizia una serie di rocambolesche avventure. Sì, perché mentre i discendenti di Giannotto de’ Bruni – suo figlio Angelo e sua nipote Nunzia de’ Brancacci – chiedono vendetta, Cosimo de’ Medici in persona lo fa liberare e gli affida una missione alquanto assurda. Tigrinus porterà a termine la sua missione, ma non certo come si aspettava il Medici.

Secretum Saga

Il romanzo L’eredità dell’abate nero è un’ulteriore prova dello stile di Marcello Simoni. Stile inteso sia come modo di narrare che argomento del raccontare. Simoni, infatti, inserisce qua e là parole proprie del tempo in cui il libro è ambientato e il risultato è quello di leggere un testo che ha un sapore leggermente arcaizzante. Qualche volta, soprattutto per i termini tecnici, è utile avere un buon vocabolario da consultare, e questo, a mio modo di vedere aumenta il fascino del romanzo. La storia, poi, è avvincente. Forse in alcuni passaggi un po’ stereotipata, ma è pur vero che fa parte di quel genere d’avventura, giallo storico alla Dan Brown che si leggono con piacere.

Interessante il fatto che, pur essendoci un protagonista – Tigrinus – di fatto le storie e i personaggi principali sono molti che si inseguono fra le pagine e vanno avanti in maniera armonica. Questo rende la lettura più avvincente.

Una copertina che rimandasse più al Monte Athos che non al Sacro Speco di Subiaco sarebbe stata gradita (al limite, meglio l’Eremo delle Carceri, visto che una parte della storia è ambientata in Umbria), ma è un dettaglio molto secondario.




Roberto Russo

 

Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.



0 Comments



Non ci sono ancora commenti! Rompi tu il ghiaccio!


Di' la tua!


(richiesto)