Un articolo a caso


LiBlog recensisce Fili di fumo di Fabio Marzocca

 

 
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In sintesi

Io non appartengo alla categoria di persone che subisce il fascino del fumo, mai tentata la sigaretta, mai piaciuto nemmeno lontanamente l’odore. Ci sono però almeno due categorie di fumatori che hanno nei miei ricordi un posto speciale, coloro che fumano il sigaro e coloro che, invece, fumano la pipa. A questi ultimi è dedicata […]

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pubblicatomartedì, 23 dicembre 2008 da

 
La nostra recensione
 
 

Fili di fumoIo non appartengo alla categoria di persone che subisce il fascino del fumo, mai tentata la sigaretta, mai piaciuto nemmeno lontanamente l’odore. Ci sono però almeno due categorie di fumatori che hanno nei miei ricordi un posto speciale, coloro che fumano il sigaro e coloro che, invece, fumano la pipa.

A questi ultimi è dedicata la raccolta di racconti di Fabio Marzocca, Fili di fumo, un piccolo volume composto da otto racconti, otto ritratti di pipe e loro fumatori, come protagonisti, comprimari o semplicemente osservatori nelle storie.

La pipa, al contrario della sigaretta, si presta ad essere investita di senso, si sentimento, insomma a diventare un oggetto emotivo e simbolico: che sia usurata dal tempo e dalla trascuratezza o nuova, porta con sé microuniversi visibili solo al proprietario.

L’autore la usa infatti come grimaldello, e non come pretesto, per entrare nella psiche dei suoi personaggi, senza doverli necessariamente descrivere, anzi, spesso lasciando i veri personaggi clou al margine della narrazione.

I racconti sono molto diversi tra loro, passando per rievocazioni di un passato non troppo recente, toccando a volte  temi non semplici, quale ad esempio la percezione della vecchiaia come malattia, o descrivendo luoghi lontani.

La scrittura è un po’ ridondante, benché sia piana nel suo svolgersi e piuttosto didascalica. Lo stile è lineare, con ampio spazio alla narrazione e un buon equilibrio tra azione e descrizione.

Un libro non solo per amanti della pipa ma anche per nostalgici di quei piccoli riti che, in fin dei conti, costruiscono e accompagnano i ricordi.

Caym, alias Livia in LiBlog




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“La vita e i sogni sono fogli di uno stesso libro; leggerli in ordine è vivere, sfogliarli a caso è sognare” (A. Schopenhauer)



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