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Libri in libreria

 

 
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In sintesi

Passeggio, devo far passare una mezz’ora. Entro in una libreria, chi mi segue sa che i libri sono un po’ il mio mondo. Entro per rilassarmi, per guardare i nuovi titoli in arrivo; guardo i grandi editori, cerco i piccoli – questi ultimi hanno meno spazio, come al solito. Proseguo e non lascio che i […]

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pubblicatosabato, 1 novembre 2008 da

 
La nostra recensione
 
 

Una libreriaPasseggio, devo far passare una mezz’ora. Entro in una libreria, chi mi segue sa che i libri sono un po’ il mio mondo. Entro per rilassarmi, per guardare i nuovi titoli in arrivo; guardo i grandi editori, cerco i piccoli – questi ultimi hanno meno spazio, come al solito. Proseguo e non lascio che i pensieri inizino a pensare al solito discorso delle differenze fra la grande e piccola editoria…

Mi metto ad osservare la gente, inizio a vederli con occhi di chi vorrebbe vendergli il proprio libro: cosa guardano quando hanno voglia di leggere qualcosa e, quindi, di acquistare un libro? Sembro una maniaca mi dico fra me e me, ma faccio finta di voler comprare un libro anche io e li guardo.

Una ragazzina prende l’ultimo di Moccia, Amore 14. Mi vengono i brividi. Ma chi sono io per giudicare uno che ha venduto milioni di libri e che ci hanno pure realizzato dei film? Nessuno. Tutta invidia la mia!

Una donna bionda prende in mano libri a caso, forse vuole fare un regalo; più che altro guarda le copertine. Un uomo, al contrario, legge tutte le quarte di copertine: mentre lo osservo ne ha già lette almeno tre, forse il libro è per lui e desidera comprare qualcosa che lo interessi veramente.

Noto che parecchi guardano la copertina e poi danno una letta alla quarta di copertina, ma in tutti i casi viaggiano fra le novità e in mezzo alle grandi case editrici – Adelphi, Mondadori, Baldini e Castoldi, Fazi… Pare che la grande casa editrice dia maggior fiducia: forse è vero perché pubblica quasi sempre scrittori conosciuti che danno garanzie. Dando un’occhiata, però, alle piccole case editrici trovo anche lì titoli, ma messi meno in evidenza. Certo, qualcuno bazzica anche fra i piccoli editori, ma proprio qualcuno. Ergo anche i nuovi e sconosciuti autori hanno meno spazio e sono e saranno meno conosciuti degli altri, per forza.

Per un nuovo autore, anche se straordinariamente bravo, arrivare alla grande casa editrice non è facile: è questione di fortuna. Magari ti pubblica una casa editrice più piccola perché crede in ciò che fai, ma se il libraio ti mette in ogni modo da una parte… Morale: se il tuo destino è quello di fare successo con i libri, il successo arriverà in ogni caso, altrimenti – come dico sempre ai miei autori o allievi – godete della scrittura, apritevi un blog, scrivete, fate godere più persone possibile di ciò che siete quando scrivete; qualcuno godrà lo stesso, voi avrete raggiunto uno scopo anche se in quantità minore: quello di scrivere e di essere letti.

da Schizofrenie letterarie




Mariella

 








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  1.  
    rita

    Ciao Mariella,
    credo tu abbia perfettamente ragione.. mi piace leggere e la scoperta delle piccole case editrici è stata davvero interessante. Lavoro per un grande editore e a volte la scelta del libro è legata allo sconto del 50%, non volermene per questo.. In fondo Mondadori pubblica tutti i libri di AB qualcosa, garanzia? Sì, la voglia di salirgli sopra con l’auto!! Buona giornata Rita





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