Un articolo a caso


Emiliano Fittipaldi indaga sulla lussuria nella chiesa cattolica

 
Emiliano Fittipaldi, Lussuria. Peccati, scandali e tradimenti di una Chiesa fatta di uomini
Emiliano Fittipaldi, Lussuria. Peccati, scandali e tradimenti di una Chiesa fatta di uomini
Emiliano Fittipaldi, Lussuria. Peccati, scandali e tradimenti di una Chiesa fatta di uomini

 
Scheda del libro
 

Autore: Emiliano Fittipaldi
 
Titolo: Lussuria. Peccati, scandali e tradimenti di una Chiesa fatta di uomini
 
Casa editrice: Feltrinelli
 
Anno: 2017
 
ISBN: 9788807173172
 
Pagine: 208
 
Formato: cartaceo; eBook
 
Genere: , ,
 
Il nostro voto
 
 
 
 
 
3.5/5


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Aspetti positivi


Un'indagine dettagliata e corroborata di molte prove documentali.

Aspetti negativi


L'aver «ridotto» a due gli argomenti principali rende questo libro qualcosa di già visto: si sarebbe gradita una più ampia analisi della lussuria nella chiesa cattolica.


In sintesi

Emiliano Fittipaldi in «Lussuria. Peccati, scandali e tradimenti di una Chiesa fatta di uomini» (Feltrinelli) indaga su questo «vizio capitale» nella Chiesa

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pubblicatomercoledì, 25 gennaio 2017 da

 
La nostra recensione
 
 
Emiliano Fittipaldi, Lussuria. Peccati, scandali e tradimenti di una Chiesa fatta di uomini

Emiliano Fittipaldi, Lussuria. Peccati, scandali e tradimenti di una Chiesa fatta di uomini

Dopo il bestseller Avarizia. Le carte che svelano ricchezza, scandali e segreti della Chiesa di Francesco, che l’ha portato dinanzi al tribunale del Vaticano, Emiliano Fittipaldi torna in libreria con un’altra indagine, sempre all’interno della chiesa cattolica. Il titolo è Lussuria. Peccati, scandali e tradimenti di una Chiesa fatta di uomini, in libreria per Feltrinelli.

Il libro prende le mosse proprio dalla seduta del tribunale del Vaticano (lui lo chiama prima «tribunale di Dio» e poi «tribunale di Francesco») in cui Fittipaldi viene prosciolto per «difetto di giurisdizione». Scrive Fittipaldi: «Quando esco dal tribunale di Francesco, l’abside bianchissima di San Pietro quasi mi abbaglia. È evidente che la giornata diventerà sempre più calda. “Dovrò comprarmi un ventilatore”, penso, “per lavorare sodo senza soffocare”. Il mio nuovo libro, Lussuria, non è ancora finito».

Inizia così il viaggio dentro la lussuria, tanto in Vaticano quanto nella chiesa cattolica in genere. Il testo è composto da quattro capitoli, di cui tre si occupano quasi esclusivamente degli abusi sui minori da parte di esponenti del clero e di chi li ha coperti; il quarto ha per argomento «La lobby gay».

Nei primi tre capitoli (L’uomo nero di Francesco; Gli intoccabili; Il sistema), Emiliano Fittipaldi presenta molti casi, tutti documentati, di ecclesiastici che per anni hanno abusato di minori e di altri ecclesiastici, influenti, che li hanno protetti.

Non è un caso che il primo capitolo, L’uomo nero di Francesco, sia dedicato al cardinale George Pell, australiano, «numero tre del Vaticano», uno dei cardinali del C9 «il gruppo ristretto di porpore che consiglia il Santo Padre sulla riforma della Chiesa universale». La politica di Pell in Australia è stata quella di coprire i preti che si macchiavano del reato di pedofilia (Fittipaldi si sofferma a lungo sul caso di don Kevin O’Donnell che con metodo scientifico abusava dei minori a lui affidati in quanto direttore di un istituto scolastico elementare) e non mancano anche voci che lo accusano direttamente di molestie sessuali. Lussuria di Fittipaldi è composto da una sfilza di dati impressionanti (alcuni dei quali corroborati da documenti pubblicati nel libro stesso) che fanno veramente accapponare la pelle.

Il quarto e ultimo capitolo riguarda «La lobby gay». L’autore parte proprio da questo concetto per analizzarne la portata e poi il suo discorso si allarga a esaminare diversi casi di ecclesiastici omosessuali, alcuni dei quali hanno avuto anche molto risalto sulla cronaca italiana.

Lussuria di Emiliano Fittipaldi, come dicevamo, è un testo molto documentato e, senza dubbio, farà discutere. Non condivido affatto, però, l’impostazione generale del libro. Si parla di lussuria, in generale, e si presentano solo «due» casi: il crimine della pedofilia e poi l’omosessualità. Si accenna qua e là a figli di preti che vengono mantenuti dalle varie chiese locali a patto che non la notizia non venga divulgata, ma il cuore del libro è la pedofilia e l’omosessualità. Come se dinanzi alla lussuria degli ecclesiastici eterosessuali, di cui le cronache abbondano, si possa, comunque, chiudere un occhio.

Sappiamo già quanto sia comune l’errore di identificare gli uni con gli altri e quanto questo porti a un odio verso le persone omosessuali. La pedofilia è un crimine; l’omosessualità è uno degli orientamenti sessuali dell’essere umano. Non dico che Fittipaldi accomuni le due cose. Anzi, lui mette le cose in chiaro: «Se una lobby si forma sotto l’egida dell’omosessualità o sulla base di altri interessi personali e affinità, non aggiunge e non toglie nulla alla sua orza, alla sua influenza ed eventuale pericolosità. Questo, almeno, dal punto di vista di osservatori laici, che guardano alla questione sessuale al di fuori della dottrina ufficiale della Chiesa». Ridurre il tema così vasto della lussuria solo a questi argomenti, però, mi sembra riduttivo e pericoloso. È più che giusto denunciare i reati di pedofilia – commessi dal clero o da laici – e Fittipaldi fa benissimo a farlo: solo che, vista la preponderante presenza di quest’argomento nel suo libro, il titolo non doveva essere Lussuria, sic et simpliciter.

In ogni caso Lussuria di Emiliano Fittipaldi merita di essere letto, pur tenendo presente che qua e là sono presenti imprecisioni che forse si sarebbero potute evitare (l’autore, per esempio, fa confusione tra l’Ordine dei Carmelitani e quello dei Carmelitani Scalzi nel riferire di episodi «lussuriosi» che riguardano alcuni frati: per carità, alla fine il fatto sussiste per entrambi gli Ordini, ma visto che si parla di questioni molto specifiche, anche la terminologia deve essere corretta).




Roberto Russo

 
Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.








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