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Un articolo a caso


Un incredibile esordio: le «Nuvole di fango» di Inge Schilperoord

 

 
Scheda del libro
 

Autore: Inge Schilperoord (traduzione di Stefano Musilli)
 
Titolo: Nuvole di fango
 
Casa editrice: Fazi
 
Anno: 2017
 
ISBN: 9788893250061
 
Pagine: 188
 
Formato: cartaceo; eBook
 
Genere: ,
 
Il nostro voto
 
 
 
 
 
5/5


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Aspetti positivi


Una narrazione fatta di attese, introspettiva che trascina nella storia facendoci provare sensazioni molto forti ma disturbanti, in un’atmosfera perfettamente delineata. Un romanzo psicologico che lascia un segno indelebile, un finale inaspettato.

Aspetti negativi


Il tema trattato è difficile, tanto più che si ascolta dall’interno il malessere che sfocia in morboso pensiero, ovviamente inaccettabile. Non è un libro per chi non vuole neppure conoscere i meccanismi malati di uomini comuni.


In sintesi

«Nuvole di fango», opera prima di Inge Schilperoord, è un romanzo coraggioso, intenso, con alto potere disturbante eppure avvincente.

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pubblicatogiovedì, 10 agosto 2017 da

 
La nostra recensione
 
 
Inge Schilperoord, Nuvole di fango

Inge Schilperoord, Nuvole di fango

Nuvole di fango, rappresenta l’esordio letterario della psicologa forense Inge Schilperoord, olandese la cui opera prima è stata accolta con numerosi riconoscimenti ed è in via di pubblicazione in una decina di paesi.

Si tratta di un romanzo coraggioso, intenso, con alto potere disturbante eppure avvincente, al quale è molto difficile sottrarsi grazie allo stile della narrazione e a quell’affondare le mani (e la penna) nel… fango, appunto.

Nascondersi nel fango

È la storia di Jonathan, un trentenne senza amici, che vive all’interno di se stesso e delle sue intime battaglie condividendo il quotidiano con una madre anziana. L’uomo è stato accusato di un grave reato per il quale non vi sono ancora prove tali da tenerlo in carcere, per cui tenta di riprendere una vita «normale» nel vecchio paese oramai disabitato – a parte eccezioni – e pronto per la demolizione. Ai pochi abitanti rimasti è destinata una nuova ma sempre squallida e modesta casa. Nel frattempo, Jonathan, si distrae occupandosi dell’amato cane e osservando i movimenti e le abitudini delle tinche, pesci che vivono nascosti nella fanghiglia dei fondali.

Il pensiero molesto che si integra con l’ambiente

Passeggiate lungo i canali, lo stagno d’acqua salmastra tra le dune, il caldo soffocante dei lunghi pomeriggi assolati, l’estate che provoca tedio, la ricerca della tinca giusta da mettere nell’acquario: tutto ciò crea un’ambientazione che vive in prima persona anche il lettore, sentendosi soffocare non soltanto dalla calura ma anche da quei silenzi solitari, dalle case diroccate, e infine dai pensieri. Pensieri che cominciano a prendere il sopravvento quando nella vita dell’uomo appare una ragazzina. Ingenua, piccola, spontanea, e sola come lui perché parte integrante di una famiglia problematica.

La vera natura di Jonathan riaffiora e diviene sempre più difficile nascondersi così come fa quello strano pesce di grandi dimensioni. Il rischio che il fango si faccia notare anche in superficie è ogni giorno più alto, ogni giorno più invadenti i pensieri…

Luce oscura, vecchie frenesie

Pensò alla ragazzina. A come parlava. Alle sue labbra. A tutte le vocali e le consonanti che nella sua bocca parevano così belle e rotonde, come ciottoli.

Dirsi va bene, va tutto bene, convincersene davanti allo specchio, tentando di non notare quella luce oscura, che accompagna vecchie frenesie.

Anche se aveva sentito il suo odore, quell’afrore leggero e piacevole, non si era avvicinato troppo. Solo le dita, che gli erano tremate leggermente, niente altro.

Vorremmo intervenire, allontanare chi è priva di difese, metterla in guardia, ma possiamo soltanto divorare le pagine assorbiti dall’ineluttabilità, oramai avvinti dalla storia.

Affrontare le nuvole di fango

Nuvole di fango è una lettura difficile ma che ci spinge sul fondo tra il fango assieme alla tinca, per tentare forse non di capire quanto di conoscere, di affrontare.

È evidente che in questa profonda introspezione vissuta dal «mostro», in questo suo restare prigioniero come in una ragnatela da dettagli come la peluria nella nuca, piccoli aloni di sudore, vestitini che si sollevano al vento, vi è una professionista qual è l’autrice. Si scandaglia l’animo umano attraverso un crescendo spaventoso, in Nuvole di fango; si evidenzia un percorso mentale che altrimenti non affronteremmo; impossibile volerlo fare, desiderosi di punire anche i soli pensieri.

Un personaggio che fa inorridire, ma del quale viviamo le tempeste, le lotte interne, quella consapevolezza che «è sbagliato» a scontrarsi con l’istinto, il desiderio malato.

Il malessere che insinua nuovi concetti

Quando, le fantasie, hanno il sopravvento? Quando si mescolano alla realtà, inquinandola?

Un tema terribile affrontato con stupefacente efficacia, un’autrice in grado di farci sentire anche un sentimento che nella realtà di ogni giorno e davanti a fatti di cronaca mai potremmo provare. Che assomiglia alla pena, ma pena non è. È forse una sorta di malessere, a insinuarsi tra le crepe del nostro giudizio, che spinge a formulare concetti come «sventurato» e a lasciarsi confondere da essi.

Il finale, del tutto inaspettato, è comunque doloroso.




Susanna Trossero

 
Susanna Trossero è nata a Cagliari e vive a Roma. Ha fatto della scrittura la sua principale occupazione. Ha pubblicato poesie, raccolte di racconti, romanzi, e sta lavorando ad altri progetti. È un’appassionata di racconti brevi.








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