Un articolo a caso


«Ogni storia è una storia d’amore», di Alessandro D’Avenia

 
Alessandro D'Avenia, Ogni storia è una storia d'amore
Alessandro D'Avenia, Ogni storia è una storia d'amore
Alessandro D'Avenia, Ogni storia è una storia d'amore

 
Scheda del libro
 

Autore: Alessandro D'Avenia
 
Titolo: Ogni storia è una storia d'amore
 
Casa editrice: Mondadori
 
Anno: 2017
 
ISBN: 9788804681571
 
Pagine: 324
 
Formato: cartaceo; eBook
 
Genere: ,
 
Il nostro voto
 
 
 
 
 
3/5


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Aspetti positivi


La struttura del libro è interessante: a metà fra il saggio e il romanzo. Le vicende personali di tanti grandi del passato sono forti e coinvolgenti.

Aspetti negativi


Lo stile di scrittura è colto ma a tratti un po’ troppo pedagogico.


In sintesi

Alessandro D’Avenia si domanda se l’amore abbia potere salvifico. E per scoprirlo parte dal mito di Orfeo ed Euridice raccontato ne Le Metamorfosi di Ovidio. Poi analizza le storie d’amore di trentasei donne, che sono state le compagne di uomini celebri. Pittori, compositori, scrittori, poeti.

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pubblicatomercoledì, 6 dicembre 2017 da

 
La nostra recensione
 
 
Alessandro D'Avenia, Ogni storia è una storia d'amore

Alessandro D’Avenia, Ogni storia è una storia d’amore

Essere la donna di un’artista è sempre un’arma a doppio taglio. E il compagno più pericoloso è senz’altro il poeta. Meglio evitare se non si è pronte a immolarsi. Questo si evince da Ogni storia è una storia d’amore (Mondadori) opera più recente di Alessandro D’Avenia, dove lo scrittore partendo dal mito di Orfeo ed Euridice, narrato nei libri decimo e undicesimo de Le Metamorfosi di Ovidio (riprodotto in questo saggio con testo latino a fronte) analizza e approfondisce il concetto di amore, per capire se sia veramente questo il sentimento che può salvarci. Per farlo ripercorre le vicende sentimentali di molti grandi del passato. Da Bach a Dostoevskij, da Keats a Dylan Thomas, da Pirandello a Leopardi e tanti, tantissimi altri.

Ogni storia è una storia d’amore

«Le storie d’amore tra gli artisti e le loro donne sono infatti tormentate, seducenti, tenere, folli, feconde, distruttive, distruttive, devote, ancillari, cruente, giocose, eterne…soprattutto perché si tratta di un triangolo, nel quale la donna in carne e ossa, vuole conquistare un territorio già occupato dalla Musa».

Per questo impariamo che gli amanti peggiori sono i poeti. Troppo egoisti e tormentati. Guido Gozzano, ad esempio, si era invaghito della collega Amalia Guglielminetti ma sacrificò appunto il loro amore in nome dell’arte. Peggio fece Dante Gabriele Rossetti che dedicò un libro di poesie all’amata, la sua bellissima musa, Elizabeth Siddal e quando lei morì lo mise come omaggio estremo nella bara, nascosto in mezzo ai suoi meravigliosi e lunghissimi capelli rossi. Poi sette anni dopo, sopraffatto dai debiti, fece riaprire la tomba per riprendersi il libro. Era l’unica copia e voleva venderlo. Nella Russia di Stalin invece Nadežda, moglie di Osip Mandel’štam imparò a memoria tutte le poesie del marito che fu deportato in un gulag e ucciso. Se non ci fosse stata lei quei bellissimi versi, distrutti dal regime, sarebbero andati perduti.

Mogli, compagni, amanti di grande levatura

In questo libro ci sono trentasei capitoli, ognuno dei quali intitolato con il nome di una donna: mogli, compagne e amanti di uomini passati alla storia come «grandi». Però leggendo le loro vicende sentimentali, appaiono decisamente «piccoli»: immaturi e narcisi. Infatti sono riusciti nella loro arte perché hanno avuto a fianco donne che li hanno sostenuti, ispirati, consolati, mantenuti, amati. Come Anna Magdalena, cantante di talento e moglie di Bach, che gli diede tredici figli e scrisse le ultime partiture quando il marito divenne cieco. Poi Zelda Fitzgerald che, è risaputo, subì da Scott il furto delle sue idee letterarie. E la povera Jeanne Hébuterne, ultima compagna di Modigliani si gettò dalla finestra, al nono mese di gravidanza dopo il suicidio del pittore alcolizzato.

In Ogni storia è una storia d’amore D’Avenia narra di queste donne con passione e ammirazione, in uno stile colto, ricco di citazioni, letterarie, storiche e semantiche. A volte però diventa un po’ troppo pedagogico per il lettore che non è uno studente da prendere per mano.

La tappa definitiva dell’amore è l’insemprarsi, entrare in una dimensione oltre lo spazio e il tempo e costruire un’eternità fatta non di una sovrabbondanza quantitativa delle cose che più desideriamo, ma della profondità qualitativa dell’amare e del sentirsi amati, continuamente e sempre di più in ogni istante, a ogni passo che si compie.




Patrizia Violi

 

Patrizia Violi è laureata in giurisprudenza, vive a Milano dove fa la giornalista, occupandosi di attualità, psicologia e costume. È sposata e ha due figlie: dalla sua esperienza famigliare è nato il blog extramamma.net. Ha scritto il romanzo “Una mamma da URL” (Baldini & Castoldi). Per Emma Books ha pubblicato “Love.com” e “Affari d’amore”.



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