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Un articolo a caso


Palermo. Guida insolita alla scoperta di una città indecifrabile

 
Augusto Cavadi, Palermo. Guida insolita alla scoperta di una città indecifrabile
Augusto Cavadi, Palermo. Guida insolita alla scoperta di una città indecifrabile
Augusto Cavadi, Palermo. Guida insolita alla scoperta di una città indecifrabile

 
Scheda del libro
 

Autore: Augusto Cavadi
 
Titolo: Palermo. Guida insolita alla scoperta di una città indecifrabile
 
Casa editrice: Di Girolamo
 
Anno: 2014
 
ISBN: 9788897050421
 
Pagine: 170
 
Formato: cartaceo
 
Genere: ,
 
Il nostro voto
 
 
 
 
 
3/5


Voto degli utenti
5 Voti totali

 

Aspetti positivi


La guida è davvero insolita, con ironia e competenza tocca diversi punti poco indagati dalle guide classiche. Basta dare un’occhiata al capitolo ottavo capitolo in cui, in maniera semiseria, si affronta l’argomento clou, ovvero “perché non siamo un paradiso”. E già, eppure fra mare, sole e cibo, sembrerebbe di sì.

Aspetti negativi


Lo stesso autore lo dichiara: la guida non è completa. L’invito è ad aprire un dibattito col lettore per arricchirla. Che aspettate?


In sintesi

Augusto Cavadi firma una particolarissima guida alla città di Palermo dal titolo “Palermo. Guida insolita alla scoperta di una città indecifrabile”.

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pubblicatomercoledì, 9 luglio 2014 da

 
La nostra recensione
 
 

Augusto Cavadi, Palermo. Guida insolita alla scoperta di una città indecifrabileDi guide, sotto l’estate, ne escono parecchie, ognuno con un taglio differente. Vanno particolarmente forte quelle autoriali. Questa di Augusto Cavadi, uscita per i tipi della Di Girolamo, è una sorta di excursus, personale, una pletora di voci che si rincorrono, un puzzle di sensazioni, un vorticare di emozioni, legate a una città piena di contraddizioni, splendori e miserie come Palermo. Il volume, edito nella collana Promemoria, s’intitola Palermo. Guida insolita alla scoperta di una città indecifrabile. Un universo sfaccettato raccontato dall’autore di libri come La mafia spiegata ai turisti e I siciliani spiegati ai turisti, che raccontano la città, nei suoi cliché, nella sua più terribile piaga, nella sua bellezza fragile.

“Citazioni raffinate o perlomeno rare, si intrecciano con indirizzi di gelaterie o di trattorie economiche” – spiega Cavadi nell’esergo, e avverte: “Chi vuole incontrare la città era deve essere spoglio da pregiudizi e pronto a tutto: difficilmente qualcosa o qualcuno sarà come lui se lo aspetta”.

Palermo dalla pasticceria sublime, Palermo dal mare, dalle coste abusive, dalla specialità culinarie capaci di muovere curiosità da tutto il mondo. Palermo, lenta, lentissima. “A Palermo – si legge nel terzo capitolo – si arriva per terra, per mare e per cielo. In tutti e tre i casi è consigliabile arrivarci con la massima calma interiore: a chiunque vi si rechi con fretta, per affari o con altre scadenze, si pareranno quasi sempre delle ragioni per perdere la pazienza”.

La guida presenta diverse opzioni: quanto tempo avete a disposizioni, ore? Giorni? Da dove volete cominciare a visitare il capoluogo siciliano? Dal mare, incorniciato a Porta Felice, proprio dove il Cassaro si tuffa? Oppure da Porta Nuova, praticamente dalle parti di palazzo dei Nomanni, dal centro della città? Esiste poi un rapporto tra fenomeno mafioso e turismo? Una sorta di mafiatour? Dice Cavadi che a “nessuna persona di buon senso verrebbe da speculare”, anche se ci sono delle curiosità:

Insomma, no mafiatour per menti attratte morbosamente dall’orrido, ma sì a qualche pellegrinaggio laico in questo o quell’altro angolo della città in cui si faccia memoria di un eroe dell’antimafia: senza dimenticare, ovviamente, che il modo migliore per onorare le vittime della criminalità organizzata è impegnarsi, giorno dopo giorno.




Daniela Gambino

 








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