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Un articolo a caso


Per non dimenticare: «Quando arrivarono i tedeschi», di Gianluca Meis

 

 
Scheda del libro
 

Autore: Gianluca Meis
 
Titolo: Quando arrivarono i tedeschi
 
Casa editrice: Graphe.it edizioni
 
Anno: 2015
 
ISBN: 9788897010791
 
Pagine: 56
 
Formato: cartaceo; eBook
 
Genere: ,
 
Il nostro voto
 
 
 
 
 
5/5


Voto degli utenti
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Aspetti positivi


Scrittura efficace, che ben rende il punto di vista "al femminile" delle storie

Aspetti negativi


Qualche paginetta in più ci sarebbe stata bene


In sintesi

«Quando arrivarono i tedeschi» è un “piccolo-grande” libro di Gianluca Meis, composto da 5 racconti, finemente illustrati da Francesca Lancisi.

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pubblicatovenerdì, 1 luglio 2016 da

 
La nostra recensione
 
 
Gianluca Meis, Quando arrivarono i tedeschi

Gianluca Meis, Quando arrivarono i tedeschi

Capita a volte d’imbattersi in un libro che ci eravamo ripromessi di leggere, ma che presi nel solito vortice d’impegni e, come nel mio caso, di tante altre letture in corso, avevamo quasi rimosso. E capita anche, una volta intrapresane la lettura, di rammaricarsi di non averlo fatto prima. Pubblicato lo scorso anno in occasione del settantesimo anniversario della Liberazione (25 aprile 1945 – 2015), Quando arrivarono i tedeschi di Gianluca Meis è un “piccolo grande” libro, composto com’è da cinque racconti elegantemente illustrati da Francesca Lancisi.

Piccolo dicevamo, perché si tratta di una sessantina di pagine circa, ma grande però per qualità e contenuti.

Si tratta di testi brevi, scritti in uno stile asciutto ma elegante, mai retorico o didascalico. A tratti fanno pensare a certe pagine del grande Beppe Fenoglio, anche se i toni di Meis suonano forse più sfumati.

Sono racconti di guerra questi di Meis, sì, ma narrati da una prospettiva femminile, a dire il vero poco praticata da questo particolare genere narrativo: molto bella in tal senso la tensione sotterranea espressa nel primo racconto, Giorno di bucato, che culmina ed esplode nel colpo di scena finale.

Il secondo racconto, romantico e struggente, In sella, sfoggia una scrittura fatta di frasi brevi, quasi sincopate, una sorta di flash narrativi che fanno pensare quasi più a una sceneggiatura che non a un tipico racconto.

Lasciando al lettore il piacere di assaporare la bontà dei due racconti seguenti, voglio segnalare la particolarità dell’ultimo testo, Alla cronaca: nella sua rarefatta, drammatica brevità sottende molto più di quanto riveli, alla maniera del grande Raymond Carver.

A rischio di fare un’osservazione banale, confesso di essere rimasto molto colpito dalla sensazione di autenticità e verità emanata dalle pagine del libro: giureresti che l’autore abbia vissuto in prima persona gli eventi che descrive con tanta spietata profondità.

Così non è naturalmente, per motivi anagrafici, visto che lo scrittore è nato negli anni Settanta, ma è pur vero che, da bravo narratore qual è, Meis sa riprodurre con grande partecipazione e abilità i racconti e soprattutto le atmosfere di chi quei tragici anni di guerra li ha vissuti davvero, sulla propria martoriata pelle.

Non credo di esagerare se mi spingo ad affermare che Quando arrivarono i tedeschi è un’opera fondamentale per mostrare e tentare di comprendere l’orrore delle guerra. Sarebbe bello se gli insegnanti lo consigliassero ai propri studenti, magari come lettura estiva. Per non dimenticare.




Luigi Milani

 
Luigi Milani è giornalista freelance, editor e traduttore. Autore di due romanzi e una raccolta di racconti, ha curato le edizioni italiane degli ultimi due libri di Jasmina Tešanović, Processo agli Scorpioni e Nefertiti (Stampa Alternativa 2008-2009), e le versioni italiane di alcuni racconti di Bruce Sterling (40k eBooks). È tra i fondatori delle Edizioni XII. Vive e lavora a Roma.Per la Graphe.it edizioni dirige la collana di narrativa digitale eTales.








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