Un articolo a caso


Ranocchio salva Tokyo, di Murakami Haruki

 
Muakami Haruki, Ranocchio salva Tokyo
Muakami Haruki, Ranocchio salva Tokyo
Muakami Haruki, Ranocchio salva Tokyo

 
Scheda del libro
 

Autore: Murakami Haruki (traduzione di Giorgio Amitrano) Illustrazioni di Lorenzo Ceccotti
 
Titolo: Ranocchio salva Tolkyo
 
Casa editrice: Einaudi
 
Anno: 2017
 
ISBN: 9788806236533
 
Pagine: 72
 
Formato: cartaceo; digitale
 
Genere: ,
 
Il nostro voto
 
 
 
 
 
4/5


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Aspetti positivi


Le metafore usate da Murakami sono molto suggestive: crea situazioni surreali e immaginarie per indurre il lettore a riflettere sulla realtà che vive, e sull’eterno conflitto tra bene e male dal quale si esce più spesso vinti che vincitori.

Aspetti negativi


Proprio lo stile surreale dell’autore, rende il libro non per tutti. Si tratta di un genere che apre le porte all’onirico, delle suggestioni fantastiche, ed è necessaria una predisposizione a lasciar fuori dalla porta la razionalità a favore dell’immaginazione.


In sintesi

«Ranocchio salva Tokyo» è una storia surreale di Murakami Haruki (illustrata da Lorenzo Ceccotti) in cui si parla dell’eterno conflitto tra bene e male.

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pubblicatogiovedì, 7 dicembre 2017 da

 
La nostra recensione
 
 
Muakami Haruki, Ranocchio salva Tokyo

Muakami Haruki, Ranocchio salva Tokyo

Ranocchio salva Tokyo è un libro di Murakami Haruki, pubblicato in Italia da Einaudi. Il testo è arricchito dai disegni del fumettista e illustratore Lorenzo Ceccotti, e ci conduce – come sempre quando si tratta dell’autore giapponese – in un mondo surreale denso di significati e metafore da cogliere tra le righe, pagina dopo pagina.

Ranocchio, mi chiami semplicemente Ranocchio

Come vi sentireste se, al vostro ritorno a casa dopo una giornata di lavoro, trovaste nel salotto di casa un ranocchio gigante ad attendervi? È ciò che capita a un solerte e anonimo impiegato che esige crediti per una società finanziaria, un lavoro sgradevole seppur compiuto con zelo da Katagiri, questo il nome del protagonista.

Ebbene, così come reagireste voi reagisce il povero ragioniere: è uno scherzo? Si tratta di un grosso pupazzo governato da un uomo? Ci sono le telecamere nascoste?
Ma, il ranocchio è tutt’altro che un pupazzo, e interagisce con lui con estrema tranquillità, proponendo un tè davanti al quale parlare delle motivazioni che lo hanno condotto in quell’appartamento.

Un grave problema da risolvere

In circostanze normali, non ci si presenta a casa della gente senza un appuntamento, – disse Ranocchio – Me ne rendo conto benissimo, signor Katagiri. Chiunque rimarrebbe stupito, tornando a casa, nel ritrovarsi dinanzi un ranocchio delle mie dimensioni. Ma è sorto un problema di estrema gravità e urgenza. Spero quindi vorrà perdonare le mie maniere improprie.

Il lombrico gigante e l’uomo comune

A quel punto, la curiosità supera l’assurdità di una simile situazione, e l’uomo vuole saperne di più. Un lombrico gigante minaccia la popolazione di Tokyo, poiché intende provocare un terremoto dagli effetti devastanti, che farà tanti morti! Le previsioni parlano di centocinquantamila vittime, di macerie e distruzione, e di una data: 18 febbraio, otto e trenta del mattino. L’epicentro sarà proprio là, sotto gli uffici in cui Katagiri lavora. Ma che può fare un uomo mediocre, senza alcuna qualità apparente? Perché chiedere il suo aiuto? E come, Ranocchio salverà Tokyo?

Il senso di giustizia di Katagiri

In realtà la grande battaglia si svolgerà tra i due giganteschi animali, il ranocchio e il lombrico, ma il primo desidera avvalersi dell’appoggio morale dell’impiegato poiché in realtà costui possiede una grande qualità nascosta: il senso di giustizia. La sua capacità di accettare le avversità della vita in silenzio, di sopportare le angherie e di cercare sempre di dare il meglio, ne fanno un uomo degno di rispetto agli occhi del ranocchio, dunque può essere un grande supporto – sebbene non fisico – in una battaglia tra il bene e il male.

Ranocchio salva Tokyo o della lotta tra il bene e il male

Perché di questo parla, Ranocchio salva Tokyo: dell’eterno conflitto tra bene e male, della battaglia quotidiana del singolo e dei popoli, della difficoltà di fare la cosa giusta o di combattere quella ingiusta. L’immaginazione, strumento che nelle mani di Murakami diviene quasi bacchetta magica, non fa che condire realtà d’ogni giorno, in cui di certo non ci apparirà un ranocchio di enormi dimensioni, ma vi è sempre chi – più coraggioso – si espone per combattere le ingiustizie, nella speranza d’essere appoggiato da chi il senso di giustizia ancora conosce.

Ma è davvero la fantasia a produrre i veri mostri?

Diverse sono le citazioni che compaiono nei discorsi del ranocchio: da Tolstoj, Hemingway, e poi Dostoevskij, a condire una grande verità: l’irreale, i mondi immaginari che la letteratura propone, non sono mai più terrificanti della realtà.




Susanna Trossero

 

Susanna Trossero è nata a Cagliari e vive a Roma. Ha fatto della scrittura la sua principale occupazione. Ha pubblicato poesie, raccolte di racconti, romanzi, e sta lavorando ad altri progetti. È un’appassionata di racconti brevi.



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