Un articolo a caso


Sesso e apocalisse a Istanbul, di Giuseppe Conte

 
Giuseppe Conte, Sesso e apocalisse a Istanbul
Giuseppe Conte, Sesso e apocalisse a Istanbul
Giuseppe Conte, Sesso e apocalisse a Istanbul

 
Scheda del libro
 

Autore: Giuseppe Conte
 
Titolo: Sesso e apocalisse a Istanbul
 
Casa editrice: Giunti
 
Anno: 2018
 
ISBN: 9788809850538
 
Pagine: 237
 
Formato: cartaceo; eBook
 
Genere: ,
 
Il nostro voto
 
 
 
 
 
3.5/5


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Aspetti positivi


Il racconto degli amori dei protagonisti senza tanti falsi pudori.

Aspetti negativi


Qualche frase buttata qua e là rischia di far capire troppo presto come andranno a finire le cose.


In sintesi

Giuseppe Conte in «Sesso e apocalisse a Istanbul» racconta una storia di passioni sullo sfondo delle paure più profonde dell’oggi.

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pubblicatomartedì, 23 gennaio 2018 da

 
La nostra recensione
 
 
Giuseppe Conte, Sesso e apocalisse a Istanbul

Giuseppe Conte, Sesso e apocalisse a Istanbul

È chiaro fin dal titolo Giuseppe Conte: Sesso e apocalisse a Istanbul è un romanzo che racconta proprio quello. È ambientato a Istanbul, anche se gli antefatti sono in Italia, a Genova per la precisione. C’è sesso: tanto, praticato, immaginato, esaltato dalla letteratura. E c’è l’apocalisse, sia nel suo significato etimologico di «rivelazione» che in quello più comune di catastrofe. Rivelazione del vero «Io» dei protagonisti del romanzo, delle storie che si inseriscono nella Storia. E catastrofe perché quello che doveva essere un focoso fine settimana a Istanbul si trasforma in una tragedia. Del resto, leggiamo in Sesso e apocalisse a Istanbul: «La vita chiedeva di essere vissuta, che rivendicava i suoi diritti elementari, anche tra le macerie del XXI secolo». C’è tutto il romanzo in questa frase.

Sesso e apocalisse a Istanbul

Il romanzo inizia con Giona Castelli, libraio, anzi ex libraio, di Genova, che atterra a Istanbul. «La discesa, una di quelle rovinose, senza scampo, nella sua vita era cominciata da ben prima, e l’aveva così spiaccicato a terra che credeva di non risollevarsi mai più».

Giona Castelli è in quella città per vivere lungo weekend di passione con la sua amante, Vero, moglie di un importante politico italiano. Il loro primo incontro è stato tra gli scaffali della sua libreria. Una donna volitiva che ama leggere «romanzi pubblicizzati e premiati, romanzi oscuri, di autori dal nome impronunciabile o di autrici famose, riedizioni di classici». Tra le pagine dei libri nasce la passione forte e dirompente. Giona e Vero saranno amanti sui versi di Hikmet: «Ti amo come se mangiassi il pane spruzzandolo di sale». Ed è sempre Vero che acquista l’ultimo libro che Giona vende nella sua libreria prima di chiudere «i battenti definitivamente il 10 maggio 2015». L’ultimo libro a essere venduto era stato Sottomissione di Houellebecq. Quasi una premonizione, visto quello che accadrà dopo.

I personaggi del romanzo

Comunque, Giona arriva a Istanbul un giorno prima di Vero, per non destare sospetti. In questa manciata di ore, l’ex-libraio incontra un suo amico, lo scrittore Ilhan Durcan, che si presenta insieme a Khaled Nejim, traduttore arabo di Henry Miller. Da qui si snoda tutta la vicenda. Una serie di delitti; incontri con Giuseppe Maria Rizzi, detto Ritz, amico d’infanzia di Giona, ora direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Istanbul, e con Jacopo Lavagna, italiano convertito all’Islam con il nome di Yunus Emré «un mistico Sufi turco di tanti secoli prima».

Yunus rivestirà un ruolo centrale in Sesso e apocalisse a Istanbul. La sua bellezza alla Brad Pitt lo rende oggetto di desiderio da parte delle donne, e il suo bisogno «di qualcosa di sacro, di sottomissione a un principio alto, invisibile, inviolabile, irrappresentabile» lo conduce sulle vie del Califfato. Sesso e apocalisse a Istanbul diventa, così, un romanzo in cui le paure della società moderna si rivelano. Apocalisse, appunto.

I diversi temi del romanzo di Giuseppe Conte

La storia raccontata da Giuseppe Conte è, prima di tutto, una storia d’amore per i libri e la lettura. Citazioni più o meno esplicite (come quelle di Houellebecq ma anche di Dan Brown e di poeti di varie epoche), passione per i libri come oggetto fisico (con qualche frecciatina agli eBook, anche se se ne riconosce l’utilità) e per la lettura in sé («la sua passione aveva abbracciato tutto quello che appariva su un bancone di libreria, indipendentemente. Purché ci fosse una copertina, una costola, una quarta di copertina e in mezzo tante pagine»).

È, poi, uno spaccato della società attuale. Speranze e paure («Il crollo delle Torri Gemelle a Manhattan è niente, quando vengono abbattute le tue Torri Gemelle personali, e ti trovi in mano calcinacci e cenere della tua vita»). Scontro di civiltà che sempre più fatica a diventare incontro. Ma è anche un inno all’amore, senza distinzioni, che può trovare la propria strada nei modi più particolari, siano questi una dirompente passione su un divano in una libreria o l’ultimo banco di una chiesa.

La struttura del romanzo invita alla lettura. Lo stile di Giuseppe Conte, fatto di giustapposizione e contrapposizione di termini, concetti e realtà vissute, è incantevole. A volte, forse, si lascia un po’ andare la mano alla presenza del sesso: nemmeno due giovani in pieno turbinio ormonale ne fanno così tanto – in compagnia e da soli – come Vero e Giona!

Una curiosità. La pagina 69 – che secondo McLuhan è indicativa per capire tutto un romanzo – è veramente illuminante per quel che riguarda Sesso e apocalisse a Istanbul.




Roberto Russo

 
Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.


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