Un articolo a caso


Smash: antologia di racconti sul tennis de «La nave di Teseo»

 
Smash. 15 racconti di tennis
Smash. 15 racconti di tennis
Smash. 15 racconti di tennis

 
Scheda del libro
 

Autore: Sandro Veronesi, Elena Stancanelli, Sergio Claudio Perroni, Valeria Parrella, Edoardo Nesi, Marco Missiroli, Carmen Llera Moravia, Fulvio Garrone ed Edoardo Albinati, Giorgio Falco, Mauro Covacich, Leonardo Colombati, Matteo Codignola, Guido Maria Brera, Mario Andreose, Fulvio Abbate
 
Titolo: Smash. 15 racconti di tennis
 
Casa editrice: La nave di Teseo
 
Anno: 2016
 
ISBN: 9788893440240
 
Pagine: 234
 
Formato: cartaceo; eBook
 
Genere: , ,
 
Il nostro voto
 
 
 
 
 
3.5/5


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Aspetti positivi


Bello lo sguardo a più voci su uno degli sport più seguiti e amati, anche in Italia.

Aspetti negativi


«La nave di Teseo» è ancora alla ricerca di una propria identità e la copertina di questa antologia, brutta copia dello stile di Sellerio, ne è la prova.


In sintesi

La nave di Teseo ha pubblicato l’antologia «Smash. 15 racconti di tennis», testi scritti da diversi autori italiani intorno al mondo del tennis.

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pubblicatogiovedì, 18 agosto 2016 da

 
La nostra recensione
 
 
Smash. 15 racconti di tennis

Smash. 15 racconti di tennis

Lo smash nel tennis è la schiacciata, un colpo che spesso porta il punto a chi lo effettua, vista la grande potenza che sviluppa. Il senso di ebbrezza dello smash, unitamente alla forza che ci vuole per effettuarlo e al gusto per il punteggio che si riesce a ottenere dominano nell’antologia omonima pubblicata da La nave di Teseo. Smash è, infatti, il titolo di un libro che contiene «quindici racconti di tennis», come recita il sottotitolo. Autori dei racconti sono: Sandro Veronesi, Elena Stancanelli, Sergio Claudio Perroni, Valeria Parrella, Edoardo Nesi, Marco Missiroli, Carmen Llera Moravia, Fulvio Garrone ed Edoardo Albinati, Giorgio Falco, Mauro Covacich, Leonardo Colombati, Matteo Codignola, Guido Maria Brera, Mario Andreose e Fulvio Abbate. Autori e autrici diversi tra loro come differente è la lunghezza dei racconti. Se il filo conduttore è il tennis, il modo di approcciarlo è diverso a seconda della sensibilità di ogni autore presente nell’antologia.

Visto che l’argomento sono delle partite e le relative vittorie, in una mia ideale classifica porrei al primo posto il racconto La sentinella di Valeria Parrella. Mi è sembrato il migliore tra i racconti presenti nell’antologia, sia per il modo in cui è scritto, sia perché racconta di una passione che ti entra sotto la pelle senza che uno se ne renda conto e alla fine, pur non amando il tennis e lo sport in generale, ci si ritrova ad avere cuciti addosso dei tratti peculiari di quella disciplina.

Al secondo posto metto il racconto In seguito, pirilì-pompòm di Sergio Claudio Perroni, perché è un testo scanzonato e narra di una situazione che molti ragazzi hanno vissuto negli spogliatoi di qualunque tipo di sport.

Medaglia di bronzo a Sandro Veronesi che con il brano Vitamina racconta di una serie di strepitose e inspiegabili vittorie a tennis di un adolescente che solo dopo anni capirà come ha fatto a vincere. A dirla tutta, il vero motivo si intuisce più o meno a metà del racconto, ma Veronesi è bravo a tenere le fila della narrazione.

Non è male il testo 6-0 6-0 di Elena Stancanelli che però si parla un po’ troppo addosso. E poi c’è quella frase a inizio racconto – «Per quaranta giorni i miei, tutti i genitori avevano scosso la testa davanti al telegiornale» – che non si capisce se sia un errore, un anacoluto o una svista e lascia un po’ perplessi.

Ricorda un po’ troppo i «pensierini» delle scuole elementari il racconto Lola e i tennisti di Carmen Llera Moravia: alla fine gli si dà la sufficienza, ma non si capisce poi tanto cosa volesse dire.

Infine, un «non classificato» al testo di Edoardo Albinati: in Smash lui intervista Matteo Garrone. Mi sembra un testo «fuori del seminato» visto che non è un racconto ma un’intervista che non c’entra più di tanto con tutto il resto dell’antologia.




Roberto Russo

 
Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.


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