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Un articolo a caso


Solo il tempo di morire, di Paolo Roversi

 
Paolo Roversi, Solo il tempo di morire
Paolo Roversi, Solo il tempo di morire
Paolo Roversi, Solo il tempo di morire

 
Scheda del libro
 

Autore: Paolo Roversi
 
Titolo: Solo il tempo di morire
 
Casa editrice: Marsilio
 
Anno: 2015
 
ISBN: 9788831720366
 
Pagine: 461
 
Formato: cartaceo; eBook
 
Genere: ,
 
Il nostro voto
 
 
 
 
 
4/5


Voto degli utenti
3 Voti totali

 

Aspetti positivi


Il ritmo, la tensione, i dialoghi serrati, la caratterizzazione dei personaggi, la freddezza dello stile, necessaria a calarsi nella storia e nell’assenza di scrupoli dei protagonisti. Un romanzo che racchiude in sé tanti generi, mescolandoli abilmente.

Aspetti negativi


In diversi passaggi si ha l’impressione di aver già letto questo libro, e ciò potrebbe non giovare al coinvolgimento. Tuttavia ci rendiamo conto che trattandosi in buona parte di fatti realmente accaduti e di personaggi scandagliati più e più volte da saggi, cinema e tv, ciò è inevitabile.


In sintesi

Solo il tempo di morire è un romanzo di Paolo Roversi che racchiude in sé tanti generi, pur se in alcuni passaggi sembra di aver già letto la storia.

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pubblicatomartedì, 30 giugno 2015 da

 
La nostra recensione
 
 

Paolo Roversi, Solo il tempo di morirePaolo Roversi, scrittore e giornalista, con il suo romanzo Solo il tempo di morire pubblicato da Marsilio Editori, si fa notare ancora una volta in senso positivo dai suoi lettori. Mantovano, classe 1975, appassionato di romanzi gialli, sceneggiatore e autore di soggetti per serie televisive, si racconta nel suo sito, ma oggi siamo noi che vogliamo raccontare di lui attraverso questa sua ultima pubblicazione.

Che cosa succedeva a Milano tra gli anni ’70 e ’80, e soprattutto chi faceva succedere il peggio, muovendosi tra bische, spaccio di droga, riciclaggio, rapine, belle donne e sparatorie? Ebbene, è questo che – dopo anni di lavoro al testo – l’autore rivela mediante la sua personale ottica. Naturalmente si tratta di un romanzo, e come tale egli attinge dalla sua fantasia, ma altrettanto vero è che nel leggerlo riconoscerete la storia di tre personaggi della cronaca del tempo, i quali si contendevano il potere negli angoli più malfamati o lussuosi della città: Francis Turatello (nel romanzo Franco Tarantino, ovvero “Faccia d’Angelo”), Renato Vallanzasca (che qui diventa il bandito dagli occhi di ghiaccio René Bellini), Angelo Epaminonda (rinominato nella storia Agostino Ebale, il Catanese re della coca). Naturalmente abbiamo anche il protagonista che sta dalla parte del bene, il giusto, il quale ha un ruolo fondamentale, importante, nel romanzo di Roversi, ed è Antonio Santi, un poliziotto tenace e incorruttibile, la cui figura è ispirata dal questore Achille Serra. Insomma, personaggi in parte reali – ovvero esistiti o esistenti – si muovono in una storia lunga ben dodici anni, che racconta di fatti accaduti, sebbene il tutto sia stato romanzato per esigenze narrative, ovvero per dar modo all’autore di rendere sempre scorrevole e d’impatto la lettura. In diverse interviste infatti, egli stesso ammette di aver voluto romanzare tutto il materiale raccolto e studiato, per sentirsi più libero nella stesura di un romanzo che, come sappiamo, necessita di ritmo, incastri da maestro, dialoghi efficaci, colpi di scena.

Attingere dalla realtà si è rivelato più che proficuo per la stesura di questa mescolanza di generi narrativi: giallo, thriller, noir, poliziesco… In realtà esistono molti saggi che si occupano di cronaca, di periodi caldi del nostro Paese, di criminali “famosi”, ma le loro storie se romanzate appassionano molto di più, è dimostrato: pensiamo per esempio a Romanzo criminale (Giancarlo De Cataldo), che ha dato vita anche a una fortunatissima serie, e Paolo Roversi – considerato dalla critica uno “Scerbanenco postmoderno” – lo sa bene.

Ottimo, in Solo il tempo di morire, il ritmo, realistici i dialoghi, efficace la tensione e la caratterizzazione dei personaggi, siano essi principali o secondari: nessuno di loro vuole guardare la vita dalla finestra, nessuno vuole che scorra là, lontano, oltre i vetri, senza partecipare alla corsa in prima persona, ma soprattutto senza tentare di modificarla a seconda delle proprie esigenze che non prevedono tentennamenti o scrupoli.

Impossibile, come già detto, catalogarlo in un unico genere, e considerato un ottimo epilogo del precedente Milano criminale, Solo il tempo di morire – Premio Selezione Bancarella 2015 – si rivela anche un perfetto romanzo d’azione.








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Susanna Trossero

 
Susanna Trossero è nata a Cagliari e vive a Roma. Ha fatto della scrittura la sua principale occupazione. Ha pubblicato poesie, raccolte di racconti, romanzi, e sta lavorando ad altri progetti. È un’appassionata di racconti brevi.


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