Notifiche Facebook Messenger


 
 
Un articolo a caso


Lo «Stile sobrio» di Manlio Brusatin

 
Manlio Brusatin, Stile sobrio. Breve storia di un'utile virtù
Manlio Brusatin, Stile sobrio. Breve storia di un'utile virtù
Manlio Brusatin, Stile sobrio. Breve storia di un'utile virtù

 
Scheda del libro
 

Autore: Manlio Brusatin
 
Titolo: Stile sobrio. Breve storia di un'utile virtù
 
Casa editrice: Marsilio
 
Anno: 2016
 
ISBN: 978-88-317-2413-5
 
Pagine: 240
 
Formato: cartaceo; eBook
 
Genere: , , ,
 
Il nostro voto
 
 
 
 
 
3.5/5


Voto degli utenti
Non ci sono ancora voti.

 

Aspetti positivi


Un saggio ricco di argomentazioni espresse in una forma elegante e scorrevole.

Aspetti negativi


Il rischio di cadere nell’eccesso di erudizione è sempre in agguato.


In sintesi

«Stile sobrio. Breve storia di un’utile virtù» è il titolo di un saggio – ricco di argomentazioni –di Manlio Brusatin, pubblicato da Marsilio.

1
pubblicatogiovedì, 10 novembre 2016 da

 
La nostra recensione
 
 
Manlio Brusatin, Stile sobrio. Breve storia di un'utile virtù

Manlio Brusatin, Stile sobrio. Breve storia di un’utile virtù

«Tutti viviamo almeno tre vite: una reale, una immaginaria e una non percepita».

Sono tempi bui quelli che viviamo. Sotto tanti punti di vista: economico, sociale, culturale. Non solo. Lo sono anche sul piano dello stile e più in generale del modo di comportarci: basti pensare al dilagante narcisismo che spinge molti a infestare i social network con una presenza ossessiva e perlopiù autocompiaciuta: si condividono gigabyte interi di album di foto che dovrebbero testimoniare chissà quale bellezza o fascino, d’imprescindibile rilevanza nelle intenzioni di chi le pubblica on line.

Spreco di banda a parte, giunge quindi quanto mai opportuno Stile sobrio, saggio pubblicato da Marsilio Editore, nel quale il professor Manlio Brusatin, già autore tra l’altro del fortunatissimo Storia dei colori (1983) come anche di Verde. Storie di un colore (2013), ricostruisce la storia della sobrietà, una qualità ultimamente caduta piuttosto in disgrazia.

C’imbattiamo così nei nomi, non proprio universalmente noti, di alcuni precursori dello stile di vita sobrio. In primis Alvise Cornaro, autore nel lontano 1561 del pamphlet Vita sobria, nonché inventore della dieta moderna. A seguire la marchesa Émilie du Chȃtellet, compagna di Voltaire, che nel Discorso sulla felicità del 1746 stigmatizzò l’ingordigia, raccomandando invece di assumere al mattino liquidi in gran quantità e rifuggire le mangiate pantagrueliche…

Ma trova spazio anche Vincent Van Gogh, cultore della semplicità delle abitazioni: si pensi in proposito anche alla sua opera La camera di Vincent ad Arles. Proprio così, anche la dimora deve rispondere alle caratteristiche della sobrietà.

La vita all’insegna di una sana modestia naturalmente non può che riguardare anche la moda, oggetto di profonde trasformazioni non sempre all’insegna del buon gusto, almeno secondo i dettami cui faceva riferimento anche il sommo Baudelaire.

Ma perché poi dovremmo adottare uno stile di vita sobrio? In teoria per goderne i benefici sul piano della salute, giacché una vita priva o parca di eccessi potrebbe protrarsi più a lungo di un’esistenza «alla Steve Mc Queen», per citare un maestro di tutt’altro genere di vita, ossia l’inossidabile e «spericolato» Vasco Rossi. Il quale però obietterebbe al Cornaro ricordato in apertura, come del resto fece Sperone Speroni in Contro la sobrietà, che non vale la pena di vivere una vita lunga se questa dev’essere scialba, senza slanci, in una parola: inutile.

Del resto la storia dell’arte e della scienza è fittamente popolata da personaggi che hanno lasciato un segno indelebile pur non avendo vissuto affatto secondo le raccomandazioni del più che sobrio Cornaro: Èvariste Galois, un giovane alcolista, geniale matematico che di morigerato ebbe ben poco nella sua breve vita o Diogene, maestro di stravaganza non a caso ribattezzato da Platone «Socrate Pazzo», eppure considerato uno dei padri della filosofia, fondatore della scuola cinica.

Anche Friedrich Nietzsche dissentiva profondamente dall’invito alla sobrietà, vista come il contrario del superuomo. Ma la dialettica a distanza tra i fautori della sobrietà da un lato e i «non moderati» dall’altro è ricca di esempi, e Brusatin la ricostruisce con zelo e precisione estremi, pari forse solo alla sua squisita erudizione.

D’altro canto il saggio Stile sobrio può essere letto non tanto come una dotta dissertazione sulla storia della tanto ambita – ma sarà poi così? – virtù, quanto come una sorta di viatico a un approccio più sano, ancorché forse un poco snob, alla vita, in… sobrio distacco dal dilagante consumismo che involgarisce e omologa l’odierna società.




Luigi Milani

 
Luigi Milani è giornalista freelance, editor e traduttore. Autore di due romanzi e una raccolta di racconti, ha curato le edizioni italiane degli ultimi due libri di Jasmina Tešanović, Processo agli Scorpioni e Nefertiti (Stampa Alternativa 2008-2009), e le versioni italiane di alcuni racconti di Bruce Sterling (40k eBooks). È tra i fondatori delle Edizioni XII. Vive e lavora a Roma.Per la Graphe.it edizioni dirige la collana di narrativa digitale eTales.








Potrebbe interessarti anche…

  1.  
    Marina Premoli

    Stile sobrio non è certamente quello dell’autore: uno sfoggio di erudizione con citazioni e collegamenti spesso non apprezzabili. Non ho ritenuto di andare oltre il terzo capitolo.





Di' la tua!


(richiesto)