Un articolo a caso


Storie della tua vita: la fantascienza erudita di Ted Chiang

 
Ted Chiang, Storie della tua vita
Ted Chiang, Storie della tua vita
Ted Chiang, Storie della tua vita

 
Scheda del libro
 

Autore: Ted Chiang (traduzione di Christian Pastore)
 
Titolo: Storie della tua vita
 
Casa editrice: Frassinelli
 
Anno: 2016
 
ISBN: 9788893420020
 
Pagine: 324
 
Formato: cartaceo; eBook
 
Genere:
 
Il nostro voto
 
 
 
 
 
3.5/5


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Aspetti positivi


Alcuni dei racconti contenuti in questa antologia sono davvero notevoli, soprattutto per i temi trattati.

Aspetti negativi


A volte l’eccessivo sfoggio di erudizione scientifica e una certa indeterminatezza nei finali dei racconti possono sfociare nella noia.


In sintesi

«Storie della tua vita» è un’antologia di fantascienza di Ted Chiang che, pur tra alti e bassi, merita comunque di essere letta.

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pubblicatolunedì, 3 aprile 2017 da

 
La nostra recensione
 
 
Ted Chiang, Storie della tua vita

Ted Chiang, Storie della tua vita

In concomitanza con l’uscita nelle sale cinematografiche italiane del film The Arrival, l’editore Frassinelli ha pubblicato lo scorso autunno Storie della tua vita, antologia di racconti di Ted Chiang, autore tanto schivo e riservato quanto apprezzato, e non solo dai lettori di fantascienza.

Già apparso anni fa per i tipi di Stampa Alternativa, il volume contiene otto racconti, scritti tra il 1990 e il 2002. Tra questi figura appunto Storia della tua vita, vincitore del premio Nebula e ispiratore del film Arrival di Denis Villeneuve.

Rispetto alla trasposizione cinematografica, che non ci aveva convinto del tutto, il testo di Chiang è più chiaro, nei limiti beninteso della peculiare struttura narrativa adottata dall’autore. Il quale utilizza una scrittura limpida, posta però al servizio di un impianto narrativo a volte tendente alla ridondanza e che può far sfociare la storia in una sorta di voluta indeterminatezza.

I racconti contenuti in «Storie della tua vita»

È quanto accade in Storia della tua vita, ma anche in Torre di Babele: ispirato in parte al mito della Torre di Babele, il racconto è in larga parte riuscito e coinvolgente, a parte qualche caduta nella descrittività, ma a mio avviso il finale è un poco affrettato e non all’altezza del resto del testo.

Capisci può essere invece considerato un piacevole mix del primo Asimov, di cui ricorda piacevolmente il sense of wonder dei primi racconti, e perfino del grande H.G. Wells. Colpisce per l’accuratezza scientifica e per il mostruoso livello d’erudizione, caratteristiche che appartengono del resto un po’ a tutti i racconti di Chiang. Il racconto affronta il tema affascinante ma anche inquietante della percezione accresciuta: un racconto magistrale, d’impronta cyberpunk, costruito come un thriller incalzante e che a mio avviso non sfigurerebbe trasposto al cinema.

Incantevole il racconto Divisione per zero, che, poggiando su un paradosso matematico, può ben essere considerato un’acuta riflessione sul senso ultimo dell’esistenza. Senso che può sfuggire, come accade alla protagonista della storia, una valente accademica, quando giunge a dimostrare l’incoerenza della matematica, sua materia d’elezione.

Settantadue lettere è un racconto molto ambizioso, ascrivibile per certi versi al genere steampunk. Molto preciso e riuscito nell’impianto di fondo, non convince del tutto, specie nel finale. In questo testo Chiang riesce a utilizzare contemporaneamente due temi all’apparenza molto distanti. Mi riferisco da un lato alla storia del Golem, a sua volta abbinata alla permutazione delle lettere e dall’altro alla teoria della preformazione. L’ambientazione, curata a livelli maniacali, sembrerebbe vittoriana, ma l’autore immagina una realtà alternativa alla nostra, nella quale l’alchimia eletta a vera e propria scienza.

Mi ha lasciato invece abbastanza freddo L’inferno è l’assenza di Dio: la storia, che all’inizio appare intrigante e paradossale, si stempera nel corso della narrazione, fino a sfocarsi del tutto verso lo stanco finale.

Ho trovato infine quasi illeggibile e oltremodo tedioso Amare ciò che si vede: un documentario.

In definitiva, al di là dei pur inevitabili alti e bassi, tipici del resto di qualunque antologia di racconti, mi sento comunque di consigliare la lettura di Storie della tua vita, che dà la misura di quale direzione stia prendendo la migliore fantascienza contemporanea.




Luigi Milani

 

Luigi Milani è giornalista freelance, editor e traduttore. Autore di due romanzi e una raccolta di racconti, ha curato le edizioni italiane degli ultimi due libri di Jasmina Tešanović, Processo agli Scorpioni e Nefertiti (Stampa Alternativa 2008-2009), e le versioni italiane di alcuni racconti di Bruce Sterling (40k eBooks). È tra i fondatori delle Edizioni XII. Vive e lavora a Roma.

Per la Graphe.it edizioni dirige la collana di narrativa digitale eTales.



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