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Un articolo a caso


Tarantula, di Bob Dylan

 
Bob Dylan, Tarantula
Bob Dylan, Tarantula
Bob Dylan, Tarantula

 
Scheda del libro
 

Autore: Bob Dylan (traduzione di Andrea D'Anna; revisione e cura di Alessandro Carrera e Sandro Pettinato)
 
Titolo: Tarantula
 
Casa editrice: Feltrinelli
 
Anno: 2007
 
ISBN: 9788807819377
 
Pagine: 340
 
Formato: cartaceo
 
Genere: , ,
 
Il nostro voto
 
 
 
 
 
3/5


Voto degli utenti
Non ci sono ancora voti.

 

Aspetti positivi


I giochi fonetici sono tanti e interessanti e alcuni sono resi molto bene in italiano.

Aspetti negativi


Nonsense. Tanto nonsense.


In sintesi

«Tarantula» è il primo libro di Bob Dylan, pubblicato nel 1971 dopo una difficile gestazione. È un prosimetro in cui prosa e poesia si alternano.

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pubblicatomercoledì, 9 novembre 2016 da

 
La nostra recensione
 
 
Bob Dylan, Tarantula

Bob Dylan, Tarantula

Tarantula è il primo libro scritto da Bob Dylan. La genesi di questo libro è stata alquanto travagliata. Dylan lo scrisse come un monologo interiore tra il 1965 e il 1966, quando vedeva la luce Blonde on blonde, il primo significativo album doppio della storia del rock, e quando rinnegava la sua condizione di portavoce della canzone di protesta. Ma in quel momento il (misterioso) incidente di motocicletta di cui fu vittima fecero ritardare la pubblicazione del libro di vari anni. Le prime cinquanta copie del libro vennero stampate, in maniera pirata, da Albion, casa editrice underground di San Francisco. Varie versioni pirata del libro giravano nel mercato nero e a prezzi anche esorbitanti. L’edizione ufficiale risale al 1971, e alla critica non piacque molto. In seguito Bob Dylan ha anche provato a rinnegarlo o a parlarne come di un libro non compiuto.

Scritto in versi e in prosa, Tarantula risponde alla tecnica della scrittura automatica, di radice surrealista. Bob Dylan intende porsi nel solco di Jack Kerouac, William S. Burroughs e Allen Ginsberg. Il titolo, poi, sembrerebbe proprio mutuato da Sulla strada di Kerouac e potrebbe avere connotati sessuali. Compaiono alcuni personaggi delle sue canzoni, gli ambienti, ma tutto si muove sullo sfondo di immagini avanguardiste. Un esempio:

l’avvocato che porta un maiale al guinzaglio
si ferma a farsi un tè e mangia per sbaglio
la ciambella del censore / gli piace togliersi
gli anni e prende sul serio la sua paranoia.

Non è facile scrivere di questo libro. Per la descrizione mi affido alle parole di Alessandro Carrera e Sandro Pettinato in appendice all’edizione italiana. Tarantula è «un prosimetro, vale a dire un libro misto di versi e prosa […] è diviso in quarantasette capitoli di lunghezza variabile, quasi tutti composti di due sezioni: la prima scritta in una prosa poetica molto ritmata, molto musicale, e basata un gran numero di giochi fonetici; la seconda scritta nella forma di un’epistola in versi liberi […], firmata con nomi immaginari e che costituiscono a loro volta altri giochi di parole».

Tarantula di Bob Dylan affronta vari temi (il sesso, la musica, l’America del dopo Kennedy, la guerra del Vietnam), ma la lettura non è semplice. È un testo nonsense, in fin dei conti, e come tale, alla fine, dev’essere letto. Inutile, a mio modo di vedere, stare a cercare un significato in ogni singola parola (tra l’altro, il testo di partenza non è così facile da rendere in quello di arrivo e spesso i traduttori hanno dovuto fare operazioni linguistiche molto particolari per rendere in italiano il senso dell’originale).

Probabilmente, il modo migliore per leggere Tarantula è quello di lasciarsi andare al suono delle parole, operazione resa più facile nell’edizione Feltrinelli per via della presenza del testo a fronte. Altro consiglio che mi sento di dare è quello di leggere prima gli apparati critici (la Prefazione all’edizione originale e l’appendice) e di proseguire nella lettura tenendo sott’occhio la Guida ai singoli capitoli, sempre in appendice.

Una curiosità. Nel 2003 la rivista Spin ha pubblicato un articolo dal titolo «e maggiori cinque incomprensibili affermazioni tratte da libri scritti da rock-star». Al primo posto si è piazzata una di Bob Dylan tratta proprio da Tarantula: «Adesso non è il momento di fare lo stupido, quindi mettiti gli stivaloni e salta addosso ai pagliacci della spazzatura» (& now’s not the time to act silly, so wear your big boots & jump on the garbage clowns).




Roberto Russo

 
Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.








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