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Un articolo a caso


Tre donne nella rivoluzione, di Silvana Sonno

 
Silvana Sonno, Tre donne nella rivoluzione. Marina Cvetaeva. Anna Achmàtova. Aleksandra Kollontaj
Silvana Sonno, Tre donne nella rivoluzione. Marina Cvetaeva. Anna Achmàtova. Aleksandra Kollontaj
Silvana Sonno, Tre donne nella rivoluzione. Marina Cvetaeva. Anna Achmàtova. Aleksandra Kollontaj

 
Scheda del libro
 

Autore: Silvana Sonno
 
Titolo: Tre donne nella rivoluzione. Marina Cvetaeva. Anna Achmàtova. Aleksandra Kollontaj
 
Casa editrice: Era Nuova
 
Anno: 2017
 
ISBN: 978-88-6662-116-4
 
Pagine: 194
 
Formato: cartaceo
 
Genere: , , , ,
 
Il nostro voto
 
 
 
 
 
4/5


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Aspetti positivi


Un’analisi completa e interessante delle tre donne.

Aspetti negativi


Per una maggiore completezza si sarebbe potuta pubblicare la lettera finale di Kollontaj anche con il testo originale a fronte.


In sintesi

Nel libro «Tre donne nella rivoluzione» Silvana Sonno analizza la figura di Marina Cvetaeva, Anna Achmàtova e Aleksandra Kollontaj.

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pubblicatovenerdì, 16 giugno 2017 da

 
La nostra recensione
 
 
Silvana Sonno, Tre donne nella rivoluzione. Marina Cvetaeva. Anna Achmàtova. Aleksandra Kollontaj

Silvana Sonno, Tre donne nella rivoluzione. Marina Cvetaeva. Anna Achmàtova. Aleksandra Kollontaj

Ci sono molti modi per raccontare un evento, un anniversario. Solitamente quando si avvicinano centenari o altri anniversari «importanti» la produzione di analisi, saggi, argomentazioni e via dicendo è enorme e indaga i vari aspetti dell’evento che si celebra. È così anche per la Rivoluzione d’ottobre, fase finale della rivoluzione russa iniziata nel febbraio e che portò alla caduta dell’impero russo degli zar.

Silvana Sonnoautrice che chi ci segue conosce molto bene – sceglie un taglio femminile per raccontare quell’evento. E, in particolare, si sofferma su tre donne: Marina Cvetaeva, Anna Achmatova e Aleksandra Kollontaj.

Scrive Silvana Sonno nel suo libro Tre donne nella rivoluzione: «A cento anni dalla Rivoluzione di Ottobre, mentre molte ombre si aggirano ancora per l’Europa e l’Occidente tutto, numerosi scrittori: storici, filosofi, saggisti, si cimenteranno in riflessioni e commenti ben documentati, su un periodo storico che sconvolse un’epoca dalle fondamenta, e su cui non è stata detta la parola definitiva. Ma io ho pensato alle donne russe che quella Rivoluzione hanno vissuto, a quelle che se ne sono fatte attraversare, a quelle che hanno cercato di schivarla, a quelle che ne sono state trafitte – in un modo o nell’altro. E fra tante ho scelto queste tre, con cui ho legami di vicinanza, che durano da molto tempo. Benvenute, dunque, Marina (Cvetaeva), Anna (Achmàtova), Aleksandra (Kollontaj)».

Così nel tracciare le biografie delle tre donne – le prime due, più note, poetesse; la terza, rivoluzionaria in prima linea, e prima donna della storia a rivestire l’incarico di ministra e ambasciatrice – si procede anche ad affrescare il grande quadro della Rivoluzione d’ottobre, con quello che ha significato.

Tre donne nella rivoluzione

Marina Cvetaeva, per dirla con Boris Pasternàk «era coraggiosa, categorica, perentoria, e la sua anima cercava distacchi veri, violenti, dolorosi, definitivi». Anna Achmatova «aveva occhi chiari grigio-verdi, naso aquilino, frangetta scura, portamento fiero, gambe lunghissime, un metro e ottanta di altezza; e una piega amara le serrava le labbra». A partire da queste descrizioni fisiche e caratteriali, veniamo portati nel loro mondo, nella loro produzione (ci sono ampi stralci di poesie delle due donne) per conoscere meglio queste pietre miliari della letteratura, non solo russa.

Di Aleksandra Kollontaj, mentre ben conosciamo il ruolo nella costruzione dell’Unione Sovietica, «più ombra proietta ancora la sua posizione di femminista rivoluzionaria, la cui militanza politica fu sempre intrecciata alla bandiera della libertà sessuale incondizionata per tutte le donne; pensiero e pratica controcorrente e contro ogni tipo di ipocrisia, sperimentata nella propria esperienza di vita, senza sottomissioni e mediazioni, anche quando a attaccarla non fu solo la stampa borghese che la indicava come “pazza bolscevica”, ma gli stessi compagni con cui aveva sognato “il sol dell’avvenir”». Silvana Sonno si auspica che quanto prima Kollontaj venga riconosciuta «come antesignana della corrispondenza tra privato e politico, che in definitiva riassume il suo pensiero e il suo impegno, pur dentro un contesto storico in cui le condizioni sociali ed economiche e le contingenze internazionali dettavano la linea alle donne impegnate a fare la Storia».

Tre donne nella rivoluzione si conclude con la pubblicazione della Lettera alla gioventù lavoratrice di Aleksandra Kollontaj, nella traduzione di Claudio Fracassi che firma anche la prefazione a tutto il libro.




Roberto Russo

 
Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.








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