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Un articolo a caso


Una cosa che volevo dirti da un po’, di Alice Munro

 
Alice Munro, Una cosa che volevo dirti da un po'
Alice Munro, Una cosa che volevo dirti da un po'
Alice Munro, Una cosa che volevo dirti da un po'

 
Scheda del libro
 

Autore: Alice Munro (traduzione di Susanna Basso)
 
Titolo: Una cosa che volevo dirti da un po'
 
Casa editrice: Einaudi
 
Anno: 2016
 
ISBN: 9788806222987
 
Pagine: 280
 
Formato: cartaceo; eBook
 
Genere: ,
 
Il nostro voto
 
 
 
 
 
4/5


Voto degli utenti
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Aspetti positivi


Un tassello importante per chi vuole collezionare le opere della Munro e scoprire che non troppe cose sono cambiate da allora nella nostra vita.

Aspetti negativi


Dopo tante storie, comincio a sentire la necessità di una anche piccola sezione fotografica, che riguardi sia la Munro che i paesaggi e le città da lei descritti.


In sintesi

«Una cosa che volevo dirti da un po’» è una raccolta di racconti di Alice Munro edita nel 1974 e ora riproposta da Einaudi, con traduzione di Susanna Basso.

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pubblicatomartedì, 10 gennaio 2017 da

 
La nostra recensione
 
 
Alice Munro, Una cosa che volevo dirti da un po'

Alice Munro, Una cosa che volevo dirti da un po’

Sotto l’albero di Natale ho trovato Una cosa che volevo dirti da un po’  la raccolta di tredici racconti di Alice Munro edita nel 1974 e ora riproposta da Einaudi nella traduzione della sempre impeccabile Susanna Basso. I titoli: Materiali, Come ho conosciuto mio marito, Camminare sull’acqua, Perdono in famiglia, Dimmi se sì o no, La barca trovata, Giustizieri, Marrakesh, La dama spagnola, Vento d’inverno, Cerimonia di commiato, L’Ottawa Valley.

Per me si tratta, ovviamente, di un imperdibile tassello nella collezione di racconti della Munro, premio Nobel per la Letteratura. Se anche pubblicassero una raccolta con tutti i racconti dell’autrice, preferirei i volumi dell’Einaudi, dato che la mia vista sta peggiorando e la misura dei caratteri è fondamentale, ma torniamo a noi.

I protagonisti della raccolta Una cosa che volevo dirti da un po’ sono alle prese con l’amore, i conflitti all’interno della coppia e della famiglia, il tradimento, ma anche con i cambiamenti che stanno avvenendo: giovani che rifiutano le tradizioni, che vestono in modo strano, che praticano meditazione, credendo nel potere della mente sul corpo, che vivono dei prodotti della terra e cercano un contatto con una dimensione sovrannaturale secondo loro esistente, ma abitualmente negata.

Solo che i ragazzi del negozio, coi loro capelli lunghi e incolti, le fasce indiane e i costumi di scena fati di tute a righe e canottiere bucate […] e i loro devoti melodiosi discorsi su giardinaggio e regime alimentare, o avevano irritato al punto che aveva smesso di entrare. Si incensavano troppo. Non era la prima volta che qualcuno infornava del pane o coltivava rape. (Camminare sull’acqua)

Mutano i cataloghi dei libri e compaiono testi di meditazione, di esperienze di levitazione, di telecinesi. La magia entra nelle storie della Munro che, pur raccontandole con quel distacco che la contraddistingue, esplora maggiormente le pulsioni umane, la rabbia, le fantasie violente di alcuni dei suoi protagonisti. Parallelamente alla magia e all’illusione di poter controllare il mondo intorno a sé, qualcosa sfugge a queste donne e a questi uomini che devono fare i conti con il proprio dolore. Non è solo l’insondabilità del mondo interiore altrui, ma anche del proprio.

In quel momento la nostra dolcezza reciproca era senza nubi, senza strategie, e i nostri conflitti sembravano irreali. Si era aperto un cancello, molto probabilmente, ma noi non lo varcammo. (La dama spagnola)

Quello che mi ha sorpreso di questi racconti, soprattutto del fatto che risalgono a più di quarant’anni fa, è la loro attualità. I commenti disseminati dei racconti somigliano molto a quelli in cui mi imbatto nei social, così come anche alcuni comportamenti:

Gli scrittori stravaganti al giorno d’oggi possono saltabeccare da un privilegio all’altro, sbigottiti dall’eccesso di approvazione, come si dice capiti ai bambini allevati con metodi permissivi. (Materiali)

Una volta ragazze e ragazzi cercavano in ogni modo di apparire donne e uomini fatti, spesso con risultati ridicoli. Ora invece c’erano uomini e donne che cercavano di sembrare ragazzini finché, presumibilmente, un giorno si svegliavano a un passo dalla vecchiaia. (Marrakesh)

La Munro già allora, ed è questo che ne fa un classico da leggere, identificava l’umana capacità di fare di se stessi i propri idoli, basando la propria divinità su gesti banali, su scelte di comodo, su mode passeggere, sull’illusione del controllo (che sia dato da un pensiero razionale o magico poco importa). Cui seguono di solito un doloroso risveglio o  un rassegnato abbandono.

L’unica speranza che abbiamo, pensa Eileen, è di scivolare ogni tanto nella realtà, e mentre lo pensa si addormenta per una manciata di secondi e si risveglia con le dita strette attorno al bicchiere. (Cerimonia di commiato).




Mariantonietta Barbara

 
Editore digitale con il marchio Lazy BOOK e web writer, ha vissuto in Puglia, a Roma e in Veneto, dove risiede. Ha scritto per diverse testate di nanopublishing. Si è occupata di blogging e web strategy per piccole aziende. Leggere, scrivere e perdersi nelle serie tv sono le sue grandi passioni.








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