Un articolo a caso


Una famiglia diabolica, di Salvo Toscano

 
Salvo Toscano, Una famiglia diabolica
Salvo Toscano, Una famiglia diabolica
Salvo Toscano, Una famiglia diabolica

 
Scheda del libro
 

Autore: Salvo Toscano
 
Titolo: Una famiglia diabolica
 
Casa editrice: Newton Compton
 
Anno: 2017
 
ISBN: 9788822703729
 
Pagine: 288
 
Formato: cartaceo; eBook
 
Genere: , ,
 
Il nostro voto
 
 
 
 
 
4.5/5


Voto degli utenti
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Aspetti positivi


Ottima scrittura, trama ben costruita, mistero assicurato e battute inserite al momento giusto.

Aspetti negativi


Una pianta di Sperlinga sarebbe stata utile (anche se una nota avverte che «la geografia di Sperlinga è stata leggermente modificata per esigenze narrative»).


In sintesi

Con «Una famiglia diabolica» Salvo Toscano costruisce un giallo attorno a una storia di eredità e omicidi: non proprio una bella famiglia, insomma!

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pubblicatomercoledì, 24 maggio 2017 da

 
La nostra recensione
 
 
Salvo Toscano, Una famiglia diabolica

Salvo Toscano, Una famiglia diabolica

La duplice voce narrante rende la lettura di Una famiglia diabolica particolarmente gradevole. In questo romanzo tornano i fratelli Corsaro nati dalla penna di Salvo Toscano. Roberto è un avvocato e Fabrizio e giornalista. La coppia di fratelli è stata già presentata nel giallo Insoliti sospetti, ma anche se non lo si è letto la lettura di Una famiglia diabolica procede spedita e senza particolari intoppi. E questo vale non solo per i fratelli Corsaro, ma per l’intera storia, che è abilmente narrata e portata avanti con sicurezza dall’autore.

Una famiglia diabolica

Il giallo di Salvo Toscano narra di una situazione forse nota a molti: i dissapori familiari. Certo, nel romanzo in questione i dissapori sono molto forti, spinti un po’ all’estremo per motivi narrativi, ma poi, a ben guardare, potrebbero benissimo rappresentare uno spaccato di quotidianità.

La storia è ambientata in Sicilia, a Sperlinga (Enna) in particolare. Nel paesino si riunisce tutta la famiglia a seguito della morte di una vecchia zia, ma non per i suoi funerali. Mesi dopo la sua morte gli eredi si ritrovano per la divisione dell’eredità. La vecchia zia Fifì, che era vissuta sempre da sola e quasi di stenti («era secca come una sarda, si faceva bastare quello che aveva», salvo piangere «sempre miseria e i fratelli e le sorelle le mandavano qualcosa»), alla fine aveva due conti. «Trentaquattromila euro alla posta. Cinquantaduemila in banca». Insomma, non male per una donna che faceva la sarta. E si sa che là dove non arriva l’affetto, giungono i soldi.

Così i parenti da varie parti d’Italia confluiscono in quel di Sperlinga per la divisione dei beni. Dopo aver adempiuto le incombenze all’ufficio postale, bisogna andare alla banca. L’appuntamento è fissato per il giorno seguente, motivo per cui tutta la parentela di zia Fifì alloggia nell’unico albergo di Sperlinga. Tra i presenti c’è anche Roberto Corsaro, non perché sia un parente della defunta, ma perché sta accompagnando una delle eredi. Ma al mattino dopo, quando è il momento di andare in banca, uno dei parenti viene trovato morto. Con la testa fracassata.

A Palermo, intanto, Fabrizio Corsaro, che lotta con una brutta depressione, viene contattato dal direttore di un giornale che gli commissiona un servizio proprio sulla misteriosa morte avvenuta a Enna. Così parte e trova lì suo fratello, che non sentiva, né vedeva, da un pezzo. L’intesa tra i due rinasce e questo giova alle indagini.

Una lettura gradevole

Una famiglia diabolica di Salvo Toscano è, senza dubbio, una lettura gradevole. Alla fine, ogni lettore potrà individuare in questo o quel personaggio un qualche familiare particolarmente rompiscatole: Toscano è bravo nel dipingere i personaggi con poche, indimenticabili, pennellate.

Il giallo c’è tutto, con il mistero su chi abbia compiuto l’omicidio e pure sul movente. Ma, oltre a questo, che rappresenta l’ossatura, c’è tutto il mondo familiare che l’autore descrive. I rapporti interpersonali, quelli di lavoro, le amicizie, le relazioni: tutto contribuisce a rendere Una famiglia diabolica un romanzo veramente bello.

Tra l’altro, Toscano butta qua e là diverse citazioni di libri e film: alcune sono dichiarate, altre più nascoste. Scoprirle è quasi un giallo nel giallo.

Ottimo l’escamotage dell’albero genealogico della famiglia (riprodotto a pagina 25 dell’edizione cartacea). Capita spesso di perdersi, infatti, nei legami di parentela (soprattutto se ci sono casi di omonimia) e l’autore, facendo vivere lo stesso smarrimento all’avvocato Corsaro e proponendo la soluzione dell’albero genealogico scarabocchiato su un fazzoletto di carta, elimina alla radice il problema.

Fulminanti le battute dei personaggi (le mie preferite restano quelle di Fabrizio, il giornalista) che contribuiscono a rendere il giallo Una famiglia diabolica un piccolo gioiello della nostra narrativa.




Roberto Russo

 

Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.



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