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Un articolo a caso


Uno sparo nel buio, di Vincenzo Cerracchio

 
Vincenzo Cerracchio, Uno sparo nel buio
Vincenzo Cerracchio, Uno sparo nel buio
Vincenzo Cerracchio, Uno sparo nel buio

 
Scheda del libro
 

Autore: Vincenzo Cerracchio
 
Titolo: Uno sparo nel buio
 
Casa editrice: Fazi
 
Anno: 2017
 
ISBN: 9788893252386
 
Pagine: 378
 
Formato: cartaceo; eBook
 
Genere: ,
 
Il nostro voto
 
 
 
 
 
3.5/5


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Aspetti positivi


Con la scusa di un giallo, un tuffo nel nostro recente passato e nei pensieri e nei movimenti che hanno visto un'Italia pronta ad acclamare Mussolini

Aspetti negativi


La meticolosa ricostruzione storica, sposta a volte l'attenzione dagli eventi principali (ma non è detto che sia un limite).


In sintesi

Vincenzo Cerracchio in «Uno sparo nel buio» ricostruisce, in maniera romanzata, una storia gialla che ha fatto parlare molto di sé negli anni Venti.

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pubblicatomartedì, 11 luglio 2017 da

 
La nostra recensione
 
 
Vincenzo Cerracchio, Uno sparo nel buio

Vincenzo Cerracchio, Uno sparo nel buio

Mi son lanciata con leggerezza nel romanzo di Vincenzo Cerracchio dal titolo Uno sparo nel buio, forse sostenuta da un inconscio legato a Blake Edwards e dai ricordi d’infanzia, quando, in edicola, si potevano acquistare i volumetti gialli che avrebbero reso spensierata l’estate dei grandi.

Ho dovuto invece rallentare e non poco. Altro che lancio e slancio, quando mi sono resa conto che questo giallo, edito da Fazi, un giallo classico non è. Vincenzo Cerracchio, infatti, prende le mosse da un processo che catturò l’attenzione di Roma negli anni Venti e ne trae una ricostruzione accurata (naturalmente romanzata) e intelligente.

Uno sparo nel buio

Ignazio (Ignacio) Mesones, cieco e precedentemente dissoluto, venne accusato dell’omicidio della moglie, Bice Simonetti, una giovane di famiglia bene. Le avrebbe sparato alla tempia, prima negando, poi confessando. Come lui, anche testimoni e presunti complici modificano più volte la loro versione della storia, facendo impazzire gli avvocati e infervorando la gente comune.

C’è qualcosa di poco chiaro in questo delitto e si sussurra perfino che il cadavere ritrovato non sia davvero quello di Bice. Se chiedete a Google lumi sulla vicenda, vi proporrà non solo pagine wiki e immagini dei quotidiani dell’epoca, ma anche libri di diversi decenni fa che cercarono di ricostruire questa intricata e avvincente storia.

Naturalmente, non posso darvi qui tutti i dettagli altrimenti mi odiereste. Vi basti sapere che Cerracchio ci porta nelle aule di tribunale attraverso gli occhi di un giovane e giornalista di venticinque anni, Diego, che lavora per Il Giornale d’Italia:

«Diego» aggiunse «quanti anni hai?»
«Venticinque, direttore».
«Ti voglio più cattivo. In questo lavoro non si guarda in faccia a nessuno. La notizia è la nostra unica padrona». Glielo disse scandendo le parole.

Diego incrocia ripetutamente sulla sua strada un suo diretto rivale, Giulio Rossini. Scrivono per quotidiani di diversa ispirazione politica e sulle prime sembrano non sopportarsi, ma lentamente impareranno a stimarsi e, colpo di scena mentre ci avviciniamo al finale… naturalmente non posso svelarvelo.

Ad arricchire le settimane in cui Diego segue il processo, una giovane e agguerrita psichiatra, una madre sola con un segreto quasi inconfessabile, un amico che si schiera con la destra armata. Il nostro eroe si muove in un’Italia che dal primo dopoguerra si sposta verso le insofferenze che metteranno le basi per l’ascesa al potere di Mussolini.

La vita è un’avventura da vivere

Ho trovato piacevole passeggiare per la Roma raccontata, ragionare non solo di indizi e di politica, ma anche di vita quotidiana, di operai, di portinaie, di balli, di muovermi in una storia passata che spesso mi sfugge, ricostruire un clima italiano di cui dovremmo, con i tempi che corrono, fare gelosamente memoria.

Due violini, un banjo, un piano, un sassofono. Sasà indicò il sassofonista: «Non ci crederesti, mi hanno detto che viene dalla banda dei carabinieri. Suona con gli altri da una settimana appena». L’orchestrina alternava un fantasioso fox-trot con lo one step e lo shimmy shake. E il salone era già pieno di signore, vestite a squame, con lunghi strascichi d’argento e generosi décolleté […]

Certo che, mi vien da pensare, questa è un annata tutta dedicata alla storia: Parazzoli, Malaparte, Tuzzi. Forse davvero sentiamo il bisogno di capire come siamo arrivati ai nostri giorni, di quali sentimenti e storie siamo figli.

Per quanto mi riguarda, mi tengo stretta questa citazione:

«La vita è un’avventura da vivere, non un problema da risolvere».




Mariantonietta Barbara

 
Autrice per il web, scrittrice, editor. Ha collaborato con diverse testate nazionali di nanopublishing. Si è occupata di blogging e web strategy per piccole aziende. Leggere, scrivere e perdersi nelle serie tv sono le sue grandi passioni.








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