Un articolo a caso


L’uomo che scrisse il romanzo perfetto, di Charles J. Shields

 
Charles J. Shields, L'uomo che scrisse il romanzo perfetto
Charles J. Shields, L'uomo che scrisse il romanzo perfetto
Charles J. Shields, L'uomo che scrisse il romanzo perfetto

 
Scheda del libro
 

Autore: Charles J. Shields (traduzione di Nazzareno Mataldi e Franca di Muzio)
 
Titolo: L'uomo che scrisse il romanzo perfetto. Ritratto di John Williams, autore di Stoner
 
Casa editrice: Fazi
 
Anno: 2016
 
ISBN: 9788893250214
 
Pagine: 324
 
Formato: cartaceo; eBook
 
Genere: , , ,
 
Il nostro voto
 
 
 
 
 
3.5/5


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Aspetti positivi


Una biografia curata, piacevole, lineare e accattivante.

Aspetti negativi


Mi sarebbe piaciuto trovare all'interno del libro una sezione fotografica.


In sintesi

«L’uomo che scrisse il romanzo perfetto. Ritratto di John Williams, autore di Stoner» è una biografia scritta da Charles J. Shields e pubblicata da Fazi.

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pubblicatomartedì, 13 dicembre 2016 da

 
La nostra recensione
 
 
Charles J. Shields, L'uomo che scrisse il romanzo perfetto

Charles J. Shields, L’uomo che scrisse il romanzo perfetto

Presumo che ci sarà un incremento nelle vendite del romanzo di John Williams, Stoner, che deve a Fazi il suo ritrovato posto nel mondo dei romanzi che i lettori si consigliano gli uni con gli altri. So, non presumo, che io stessa mi procurerò il romanzo dopo aver letto la storia del suo scrittore e in parte del romanzo, redatta dal biografo Charles J. Shields: L’uomo che scrisse il romanzo perfetto. Ritratto di John Williams, autore di Stoner.

Procediamo però con ordine. Il romanzo Stoner non ebbe un grande successo quando venne pubblicato nel 1965. Forse ad alcuni la trama apparve troppo semplice (esulava, come dire, dall’idea del grande romanzo americano): un professore universitario si destreggia tra il suo lavoro, un matrimonio infelice, l’amore per una ricercatrice, l’ingombrante presenza del rettore che ne ostacola una felice carriera. «A quarantatré anni compiuti, William Stoner apprese ciò che altri, ben più giovani di lui, avevano imparato prima: che la persona che amiamo da subito non è quella che amiamo per davvero e che l’amore non è una fine ma un processo attraverso il quale una persona tenta di conoscerne un’altra».

Dopo la sua riscoperta, a partire dal 2003 e grazie a passaparola e social, è  considerato oggi uno di quei libri che arricchiscono la vita dei lettori:

La trama, se ci si limita a elencare i suoi elementi, può suonare molto noiosa e un po’ troppo triste. Ma di fatto è una vita minima da cui John Williams ha tratto un romanzo davvero molto bello. Ed è la più straordinaria scoperta per noi fortunati lettori.(Ian McEwan)

Non è la prima volta che mi capita di leggere prima una biografia (di uno scrittore, di una pittrice, di una poetessa o fotografa) e poi di ammirarne le opere. A spingermi verso romanzi di cui non so niente o a caccia di mostre nel mio territorio, contribuisce naturalmente la capacità narrativa di chi ha voluto presentare l’artista. È qui che entra in gioco, ovviamente, Charles J. Shield.

Intrecciando abilmente la vita di Williams alla genesi dei suoi romanzi più famosi, Shield, con una prosa lineare e accattivante, che non prende mai i toni del pettegolezzo o della voglia fine a se stessa di rimestare nei lati oscuri di un personaggio, si comporta come un bravo cicerone: ci accompagna in casa di Williams, nella sua infanzia, nel rapporto con sua moglie. Ci fa incontrare i protagonisti dei suoi romanzi e le persone che non lo vedevano di buon occhio a causa della sua vita privata.

Grazie anche alla piacevole traduzione di Nazzareno Mataldi e Franca di Muzio, ci porta a leggere le affinità tra Stoner e Williams, persi in un mondo accademico che li osteggiava e in cui non riuscivano a distinguersi quanto avrebbero meritato:

Neanche la direttrice della rivista degli ex allievi fu felice della notizia. Di norma, un docente vincitore di un riconoscimento nazionale poteva essere la persona migliore per incoraggiare gli ex allievi a fare una bella donazione all’università, ma lei, nel corso degli anni, aveva sempre cercato di evitare il professor Williams. Lo giudicava un tipo impossibile. Disapprovava le sue storie d’amore e il fatto che a volte non si presentasse a lezione a causa dei postumi di una sbornia.

L’uomo che scrisse il romanzo perfetto è un bel libro, piacevole, curioso, ricco di spunti. Pericoloso perché, inevitabilmente, vi verrà voglia di leggere tutti i romanzi di Stoner. E non è detto che sia un male.

 




Mariantonietta Barbara

 
Autrice per il web, scrittrice, editor. Ha collaborato con diverse testate nazionali di nanopublishing. Si è occupata di blogging e web strategy per piccole aziende. Leggere, scrivere e perdersi nelle serie tv sono le sue grandi passioni.








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