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Un articolo a caso


Il pop perfetto dei Baustelle

 

 
Scheda
 

Autore: Baustelle
 
Titolo: L'amore e la violenza
 
Etichetta: Warner Music Italia
 
Anno: 2017
 
Genere: , ,
 
Il nostro voto
 
 
 
 
 
5/5


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Aspetti positivi


Un disco suonato e arrangiato come si faceva un tempo, arricchito da testi mai banali.

Aspetti negativi


A volte il gioco delle citazioni si fa forse troppo scoperto, e non sai più se stai ascoltando un disco del 2017 o, al contrario, del 1981…


In sintesi

«L’amore e la violenza» è il settimo album in studio del gruppo musicale italiano Baustelle: un album molto ben suonato e arrangiato.

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pubblicatovenerdì, 3 febbraio 2017 da

 
La nostra recensione
 
 
Baustelle, L'amore e la violenza

Baustelle, L’amore e la violenza

Innanzitutto un’avvertenza doverosa: L’amore e la violenza, il nuovo album dei Baustelle, può provocare forte assuefazione nell’ascoltatore. Come mai, si chiederanno preoccupati i lettori di GraphoMania. Semplice, il disco è così ben suonato e arrangiato che si finisce per ascoltarlo a ripetizione! È un album «oscenamente pop», come l’ha definito con la consueta autoironia l’eclettico Francesco Bianconi, voce solista e leader del gruppo.

Da sempre convinti citazionisti, in questo nuovo disco, il settimo in studio, i Baustelle si divertono un mondo ad attingere a piene mani al pop, elettronico e non, degli anni Settanta-Ottanta, quello di Franco Battiato, Giorgio Moroder, degli Abba, degli OMD.

Tutti i brani sono caratterizzati da una cura maniacale nei suoni e da melodie e arrangiamenti che catturano all’istante l’ascoltatore per… non lasciarlo più, appunto. Le sonorità sono piacevolmente vintage, in un profluvio di sintetizzatori e tastiere rigorosamente analogici, dai mitici Mellotron e Minimoog all’organo Vox Continental. Accanto a questi non mancano però strumenti più tradizionali, come pianoforte, chitarre elettriche e marimba.

A volte sembra di ascoltare un mix vagamente inacidito di Franco Battiato e Daft Punk, passando per Le Orme, i Dik-Dik e gli Oliver Onions di Sandokan. Di quest’ultimo brano i Baustelle hanno addirittura campionato il celebre inizio in Basso e batteria, forse la canzone dall’arrangiamento più riuscito in assoluto, ruffiano e trascinante come non mai.

Dunque è musica dichiaratamente Pop. Ma, come già ha fatto il modello ispiratore Battiato, a musiche talmente piacevoli da risultare a tratti quasi stucchevoli, il gruppo abbina i consueti testi graffianti, a tratti quasi urticanti. Penso a brani come Betty, Eurofestival, o al primo singolo Amanda Lear.

Vere e proprie perle i brani Musica Sinfonica, cantato da una Rachele Bastreghi in gran forma, ed Eurofestival, impreziosito dall’assolo finale di Claudio Brasini.

Francesco Bianconi continua a sfoggiare la tipica voce distaccata, quasi snob, ma che tuttavia ben si sposa con i testi al vetriolo (un esempio, la struggente e perfida Betty) e le musiche solo all’apparenza semplici del trio.

Insomma, a vent’anni dalla loro nascita, i Baustelle sembrano ormai approdati alla «canzone perfetta», con buona pace dei loro detrattori.

Tracklist de «L’amore e la violenza» dei Baustelle

  1. Love
  2. Il Vangelo di Giovanni
  3. Amanda Lear
  4. Betty
  5. Eurofestival
  6. Basso e batteria
  7. La musica sinfonica
  8. Lepidoptera
  9. La vita
  10. Continental Stomp
  11. L’era dell’acquario
  12. Ragazzina



Luigi Milani

 
Luigi Milani è giornalista freelance, editor e traduttore. Autore di due romanzi e una raccolta di racconti, ha curato le edizioni italiane degli ultimi due libri di Jasmina Tešanović, Processo agli Scorpioni e Nefertiti (Stampa Alternativa 2008-2009), e le versioni italiane di alcuni racconti di Bruce Sterling (40k eBooks). È tra i fondatori delle Edizioni XII. Vive e lavora a Roma.Per la Graphe.it edizioni dirige la collana di narrativa digitale eTales.








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