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Un articolo a caso


I Beatles dal vivo, una forza della natura: The Beatles at The Hollywood Bowl

 

 
Scheda
 

Autore: The Beatles
 
Titolo: The Beatles at The Hollywood Bowl
 
Etichetta: Capitol/Parlophone
 
Anno: 2016
 
Genere: , ,
 
Il nostro voto
 
 
 
 
 
4/5


Voto degli utenti
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Aspetti positivi


Sorprendente resa sonora del disco, di gran lunga migliore rispetto alla precedente edizione in vinile.

Aspetti negativi


Il chiasso prodotto dal pubblico può alla lunga disturbare l'ascolto.


In sintesi

Recensione di «The Beatles at The Hollywood Bowl» rimasterizzato per l’uscita del film «The Beatles: Eight days a week – The touring years» di Ron Howard.

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pubblicatomartedì, 27 settembre 2016 da

 
La nostra recensione
 
 
The Beatles at The Hollywood Bowl

The Beatles at The Hollywood Bowl

In occasione della presentazione di The Beatles: Eight days a week – The touring years, il docu-film di Ron Howard che documenta magistralmente i primi, quasi epici anni dei Fab Four, è stato ripubblicato l’album The Beatles at the Hollywood Bowl.

Non si tratta della solita, becera operazione di marketing: questa nuova edizione del disco originariamente apparso nel 1977 sfoggia infatti un suono ben diverso da quello ascoltabile sull’originale disco in vinile. Lo ricordo bene, per averlo acquistato all’epoca: quel long-playing era interessante, diciamo così, più che altro come una sorta di prezioso documento storico della cosiddetta Beatlemania, poiché la resa di strumenti e voci era davvero povera, spesso sovrastata dallo strepito festoso, ma diciamo pure isterico, del pubblico in visibilio.

Il transfer dei brani è stato eseguito dai nastri originali a tre piste, remixati e rimasterizzati da Giles Martin, figlio di George, storico produttore dei Beatles, nei mitici Abbey Road Studios di Londra.

Un altro motivo d’interesse è costituito dal fatto che in questa versione compaiono anche quattro canzoni inedite: You can’t do that, I want to hold your hand, Everybody’s trying to be my baby e Baby’s in black. A proposito, anche l’ordine dei brani è diverso rispetto alla versione in vinile del ’77.

The Beatles at The Hollywood Bowl

In apertura un minuto e mezzo di Twist and Shout, quasi un prologo al concerto vero e proprio, mostra già l’impatto sonoro raggiunto dai Beatles nella metà degli anni Sessanta, prima di abbandonare i palchi mondiali per lanciarsi a sperimentare in studio e creare così i dischi più importanti: Revolver uscirà l’anno seguente, e la storia del Rock cambierà per sempre.

L’attacco di She’s a woman sorprende: il brano, che nella versione da studio suona in fondo del tutto innocuo, dal vivo colpisce per la grinta con cui è eseguito. Stesso discorso per All my loving e She loves you, che però si prestano già di più ad essere suonate in maniera energica.

Ma è in Dizzy Miss Lizzy, un rock and roll serrato e martellante, che esplode tutta la carica dei Fab Four, con un impasto basso-chitarra-batteria degno degli U2.

Il medesimo trattamento è riservato a Roll over Beethoven, arrangiato più veloce rispetto all’originale.

Boys non è da meno, con un basso da urlo. E a proposito di urla, quelle del pubblico sono davvero impressionanti e rendono bene l’atmosfera di delirio imperante – George Martin parlò apertamente di vero e proprio panico – nei concerti del mitico Quartetto, i cui membri non disponevano tra l’altro delle casse monitor, né tanto meno degli auricolari oggi così usati anche dal vivo: i musicisti cantavano e suonavano letteralmente al vento, senza potersi ascoltare. Una circostanza che testimonia la grande coesione e abilità tecnica raggiunte dalla band tutto sommato a distanza di pochi anni dagli esordi nel mitico Cavern Club di Liverpool.

A risentire semmai della situazione sono i famosi coretti dei Beatles, qui ovviamente più urlati e meno scanditi che su disco. D’altro canto, l’entusiasmo incontenibile trasmesso dal pubblico adorante contagia anche i ragazzi sul palco, spingendoli a dare il meglio di sé.

Long tall Sally, la traccia numero 13, parte e prosegue a razzo, anche questa proposta in versione accelerata: ottima chitarra davvero e voce tirata per un brano che è un perfetto esempio di ciò che erano i primi Beatles.

In conclusione, The Beatles at the Hollywood Bowl è un tassello importante, se non fondamentale, nella rutilante carriera dei Beatles: se siete loro fan o se li avete amati in passato, non potete permettervi il lusso di ignorare questo album.

Se invece non conoscete ancora, magari per ragioni meramente anagrafiche, la musica di John Lennon, Paul McCartney, Ringo Starr e George Harrison, né ovviamente l’atmosfera irripetibile di quel magico periodo, tanto più dovete acquistare il disco.

Tracklist di «The Beatles at The Hollywood Bowl»

  1. Twist And Shout – Live / Remastered – (1:33)
  2. She’s A Woman – Live / Remastered – (3:12)
  3. Dizzy Miss Lizzy – Live / Remastered – (3:39)
  4. Ticket To Ride – Live / Remastered – (2:26)
  5. Can’t Buy Me Love – Live / Remastered – (2:14)
  6. Things We Said Today – Live / Remastered – (2:18)
  7. Roll Over Beethoven – Live / Remastered – (2:14)
  8. Boys – Live / Remastered – (2:8)
  9. A Hard Day’s Night – Live / Remastered – (3:13)
  10. Help! – Live / Remastered – (2:52)
  11. All My Loving – Live / Remastered – (2:15)
  12. She Loves You – Live / Remastered – (3:11)
  13. Long Tall Sally – Live / Remastered – (2:4)
  14. You Can’t Do That – Live / Bonus Track – (2:34)
  15. I Want To Hold Your Hand – Live / Bonus Track – (2:29)
  16. Everybody’s Trying To Be My Baby – Live / Bonus Track – (2:21)
  17. Baby’s In Black – Live / Bonus Track – (2:44)



Luigi Milani

 
Luigi Milani è giornalista freelance, editor e traduttore. Autore di due romanzi e una raccolta di racconti, ha curato le edizioni italiane degli ultimi due libri di Jasmina Tešanović, Processo agli Scorpioni e Nefertiti (Stampa Alternativa 2008-2009), e le versioni italiane di alcuni racconti di Bruce Sterling (40k eBooks). È tra i fondatori delle Edizioni XII. Vive e lavora a Roma.Per la Graphe.it edizioni dirige la collana di narrativa digitale eTales.








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