Un articolo a caso


Candelora: presentazione del Signore

 
La presentazione di Gesù al Tempo o Candelora
La presentazione di Gesù al Tempo o Candelora
La presentazione di Gesù al Tempo o Candelora

 
La scheda del santo del giorno
 

Nome: Presentazione del Signore
 
Data della ricorrenza: 2 febbraio
 
Grado della celebrazione: festa
 
Titolo:
 

Preghiera


Dio onnipotente ed eterno, guarda i tuoi fedeli riuniti nella festa della Presentazione al tempio del tuo unico Figlio fatto uomo, e concedi anche a noi di essere presentati a te pienamente rinnovati nello spirito.


In sintesi

Il 2 febbraio si celebra la Candelora, nome con cui è popolarmente conosciuta la festa della Presentazione del Signore. Come nasce questa festa?

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pubblicatomartedì, 2 febbraio 2016 da

 
Il santo del giorno
 
 
La presentazione di Gesù al Tempo o Candelora

La presentazione di Gesù al Tempo o Candelora

2 febbraio: la chiesa celebra la Presentazione del Signore, festa che popolarmente viene chiamata Candelora perché in questo giorno si tiene una processione, all’interno delle chiese, con le candele.

Come ricorda il Martirologio Romano quella di oggi è la «Festa della Presentazione del Signore, dai Greci chiamata Ipapánte: quaranta giorni dopo il Natale del Signore, Gesù fu condotto da Maria e Giuseppe al Tempio, sia per adempiere la legge mosaica, sia soprattutto per incontrare il suo popolo credente ed esultante, luce per illuminare le genti e gloria del suo popolo Israele».

Il Messale Romano dal canto suo spiega così la festa della Candelora: «Festa delle luci, ebbe origine in Oriente con il nome di “Ipapante”, cioè “Incontro”. Nel sec. VI si estese all’Occidente con sviluppi originali: a Roma con carattere più penitenziale e in Gallia con la solenne benedizione e processione delle candele popolarmente nota come la candelora. La presentazione del Signore chiude le celebrazioni natalizie e con l’offerta della Vergine Madre e la profezia di Simeone apre il cammino verso la Pasqua».

La festa in sé, quindi, ricorda il fatto che, dopo quaranta giorni dalla nascita, Gesù venne presentato al Tempio, come prescriveva la legge. Nella celebrazione della Messa di oggi si può fare la processione con le candele, come si diceva. All’inizio il sacerdote così introduce il rito:

sono passati quaranta giorni dalla solennità del Natale. Anche oggi la Chiesa è in festa, celebrando il giorno in cui Maria e Giuseppe presentarono Gesù al tempio. Con quel rito il Signore si assoggettava alle prescrizioni della legge antica, ma in realtà veniva incontro al suo popolo, che l’attendeva nella fede. Guidati dallo Spirito Santo, vennero nel tempio i santi vegliardi Simeone e Anna; illuminati dallo stesso Spirito riconobbero il Signore e pieni di gioia gli resero testimonianza. Anche noi qui riuniti dallo Spirito Santo andiamo incontro al Cristo nella casa di Dio, dove lo troveremo e lo riconosceremo nello spezzare il pane, nell’attesa che egli venga e si manifesti nella sua gloria.

Il brano evangelico della presentazione del Signore

È l’evangelista Luca (2, 22-38) che racconta l’episodio della presentazione al Tempio:

Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale, secondo la legge di Mosè, portarono il bambino a Gerusalemme per presentarlo al Signore – come è scritto nella legge del Signore: Ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore – e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o due giovani colombi, come prescrive la legge del Signore.
Ora a Gerusalemme c’era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e pio, che aspettava la consolazione d’Israele, e lo Spirito Santo era su di lui. Lo Spirito Santo gli aveva preannunciato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Cristo del Signore. Mosso dallo Spirito, si recò al tempio e, mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per fare ciò che la Legge prescriveva a suo riguardo, anch’egli lo accolse tra le braccia e benedisse Dio, dicendo:

“Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo
vada in pace, secondo la tua parola,
perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza,
preparata da te davanti a tutti i popoli:
luce per rivelarti alle genti
e gloria del tuo popolo, Israele”.

Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: “Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione – e anche a te una spada trafiggerà l’anima -, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori”.
C’era anche una profetessa, Anna, figlia di Fanuele, della tribù di Aser. Era molto avanzata in età, aveva vissuto con il marito sette anni dopo il suo matrimonio, era poi rimasta vedova e ora aveva ottantaquattro anni. Non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere. Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme.

Perché si chiama Candelora?

Se il 2 febbraio è la festa della presentazione al Tempio del Signore, da dove deriva l’usanza di chiamarla Candelora? Si fa riferimento al brano del Vangelo riportato qui sopra e, in particolare, a queste parole: «I miei occhi hanno visto la tua salvezza, preparata da te davanti a tutti i popoli: luce per rivelarti alle genti».

Fin dal secolo X i cristiani si sono ispirati a queste parole di Simeone ed è nata la processione con le candele. Per celebrare questa luce da seguire, spesso la processione della Candelora avviene al buio (quindi di mattina presto o di sera) in modo che l’illuminazione sia solo quella delle candele.

Foto | Giovanni Bellini (1430 circa–1516) [Public domain], attraverso Wikimedia Commons




Agiografo

 


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