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La storia e la leggenda di San Valentino, patrono degli innamorati

 
La leggenda di San Valentino, patrono degli innamorati
La leggenda di San Valentino, patrono degli innamorati
La leggenda di San Valentino, patrono degli innamorati

 
La scheda del santo del giorno
 

Data della ricorrenza: 14 febbraio
 
Periodo: 176-273
 
Patronato: amanti, innamorati, fidanzati, epilettici; viene invocato contro i dolori del ventre.
 
Iconografia: bastone pastorale, palma, bambino epilettico
 
Grado della celebrazione: memoria facoltativa
 
Titolo: ,
 

Preghiera


O Dio, onnipotente ed eterno, che al tuo santo martire Valentino hai dato la forza di sostenere fino all'ultimo la pacifica battaglia della fede, concedi anche a noi di affrontare, per tuo amore, ogni avversità, e di camminare con entusiasmo incontro a te, che sei la vera vita.


In sintesi

La leggenda di San Valentino, patrono degli innamorati, con alcuni elementi della storia del santo che si festeggia il 14 febbraio di ogni anno.

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Postedgiovedì, 2 febbraio 2017 by

 
Il santo del giorno
 
 
La leggenda di San Valentino, patrono degli innamorati

La storia e la leggenda di San Valentino, patrono degli innamorati

San Valentino di Terni è il patrono degli innamorati, lo sappiamo tutti. Varie sono le motivazioni del perché la festa degli innamorati si festeggi a san Valentino. Ci sono motivi storici, ma la tradizione affonda anche nella storia e nella leggenda di san Valentino stesso. Proviamo a vedere, allora, la storia di san Valentino e le leggende fiorite intorno alla sua figura.

È necessario fare una premessa, comunque. Anche quando parliamo di «vera storia di san Valentino», dobbiamo porre attenzione, perché le fonti sono molto lacunose. Del resto stiamo parlando di persone vissute nel IV secolo dopo Cristo e i secoli hanno steso una coltre polverosa sulla memoria.

La vera storia di San Valentino

Stando alle fonti, a Roma c’era un tal Cratone, intellettuale di origine e cultura greca, il cui figlio Cerimone soffriva di una malattia che lo rendeva incapace di camminare. I medici del tempo non riuscivano a raccapezzarsi. Caso volle che della stessa malattia soffriva anche il fratello del tribuno Fonteio e che era guarito grazie al vescovo di Terni, Valentino. Cratone si rivolse quindi a Valentino per chiedere la guarigione del figlio e, per tutta risposta, il vescovo pose come condizione della guarigione la conversione dell’intera famiglia al cristianesimo. Cratone, pur non comprendendo tale richiesta, accettò e allora Valentino pregò per chiedere la guarigione del ragazzo. Dopo un’intera notte di orazioni Cerimone guarì. Cratone, come promesso, si convertì al cristianesimo insieme a tutta la sua famiglia. Con loro si convertìe anche Abbondio, figlio del prefetto di Roma. E, dietro il suo esempio, tanti intellettuali romani aderirono alla religione di Valentino.

Questa conversione di massa venne mal vista dalla classe dirigente, tanto che il senato di Roma fece arrestare (di notte e di nascosto) il vescovo Valentino per poi giustiziarlo. Probabilmente la data della morte di san Valentino è il 347. Ma la data non è affatto certa: altre fonti parlano del 273.

Il corpo di san Valentino venne in seguito recuperato da tre giovani – Procolo, Efebo e Apollonio – e sepolto a Terni. Tuttavia Lucenzio, magistrato romano di Terni, punì tre giovani per il loro atto di pietà e li fece uccidere. Abbondio (il figlio del prefetto di Roma, convertito al cristianesimo) raccolse i corpi martoriati dei tre giovani e diede loro sepoltura accanto a quella del santo vescovo Valentino.

La leggenda di san Valentino

Attorno alla figura di san Valentino sono sorte diverse leggende. Le più celebri riportano il fatto che fosse come amante delle rose che poi donava alle coppie di fidanzati per augurare loro tanta felicità. In particolare ci sono due leggende su san Valentino che sono molto diffuse.

La leggenda della rosa

Un giorno il vescovo Valentino sentì due giovani fidanzati che bisticciavano. Decise allora di andare loro incontro portando una rosa: questo fece sì che i due giovani smettessero di litigare. Per l’occasione Valentino spiegò loro l’importanza dell’amore e del matrimonio. I due giovani furono conquistati dalle sue parole e gli chiesero di presiedere le loro nozze. La cosa si venne a sapere e tutti volevano farsi unire in matrimonio da Valentino. Lui non poteva certo celebrare i matrimoni di tutti i fedeli, quindi stabilì che il 14 del mese avrebbe benedetto l’unione degli sposi. E proprio il 14 febbraio Valentino morì per unirsi in matrimonio eterno con il suo Signore.

La leggenda di Sabino e Serapia

L’altra leggenda riguarda i giovani Sabino e Serapia. Serapia abitava in una piazza di Terni (quella che oggi è piazza Clai). Sabino era un giovane centurione romano che passava tutti i giorni da quelle parti e, vedendola se ne innamorò. La chiese quindi in sposa, ma i parenti di Serapia erano contrari a tali nozze perché Sabino non era cristiano.

Spinto da Serapia, Sabino ne parlò con il vescovo Valentino che lo istruì e lo battezzò. Tutto a posto per le nozze, quindi? No, perché si venne a scoprire che Serapia era molto malata e ormai stava per morire. Venne chiamato il Vescovo al capezzale della moribonda e Sabino lo supplicò di non permettere che si separasse dalla sua amata. Il vescovo Valentino, allora, si raccolse in preghiera e il sonno eterno abbracciò i due amanti, che da allora non si sono più separati.

La leggenda di Sabino e Serapia era stati quasi dimenticata, fino a quando, nel secolo scorso, a Terni, in località Pentima, non venne ritrovato un sarcofago con dentro gli scheletri di due giovani. Il pensiero andò subito a Sabino e Serapia.

E i single?

E chi non è innamorato non ha un patrono? Certo che sì! Il patrono dei single è San Faustino, che si celebra il 15 febbraio, il giorno dopo San Valentino.

Foto | Leonhard Beck [Public domain], via Wikimedia Commons




Agiografo

 


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