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Un articolo a caso


Bollicine di Gérard Liger-Belair con La Closerie di Prévost

 
Bollicine di Gérard Liger-Belair con La Closerie di Prévost
Bollicine di Gérard Liger-Belair con La Closerie di Prévost
Bollicine di Gérard Liger-Belair con La Closerie di Prévost

 
Il libro e il vino
 

Titolo libro: Bollicine. La scienza e lo champagne
 
Autore: Gérard Liger Belair (traduzione di Allegra Panini)
 
Nome vino: La Closerie di Jérôme Prévost
 
Genere:
 
Voto libro
 
 
 
 
 


 
Voto vino
 
 
 
 
 


 
Punteggio totale
 
 
 
 
 
5/5


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Aspetti positivi


Libro piccolo ma esaustivo. Champagne immenso.

Aspetti negativi


Solo delle immagini a colori avrebbero potuto apportare miglioramenti a questo libro, altrimenti completo. Probabilmente, per la copertina, avrei optato per una foto contenuta nel libro che mostra le bollicine nel calice che si muovono in una spirale come quella dell’universo, davvero suggestiva. L’unica pecca di questo Champagne è il prezzo. In enoteca intorno ai 100 euro.


In sintesi

Con il suo libro «Bollicine» Gérard Liger-Belair compie un viaggio curioso nel mondo dello champagne. E noi lo abbiniamo La Closerie di Prévost.

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pubblicatosabato, 1 ottobre 2016 da

 
Il nostro abbinamento
 
 
Gérard Liger-Belair, Bollicine. La scienza e lo champagne

Gérard Liger-Belair, Bollicine. La scienza e lo champagne

Vi siete mai chiesti come avviene la magia delle bollicine? Cosa le crea, cosa le spinge verso l’alto? Da cosa dipende la loro grandezza e perché scoppiano arrivando in superficie? Io sì, e se qualcun altro si è posto le stesse domande sappia pure di non essere il solo. Si rincuori sapendo che un laureato in fisica ha anche cercato e trovato scientificamente le risposte a tutta una serie di minuziosi quesiti riguardanti l’effervescenza.

Quand’era laureando, Gérard Liger-Belair, un caldo pomeriggio d’estate si fermò a prendere una birra prima di ricominciare a studiare. Appassionato di fotografia e dinamica dei fluidi, rimase ipnotizzato dalle bollicine che dal fondo risalivano il calice verso l’alto. Si rese conto che studiare l’effervescenza era ciò che voleva fare. Sei mesi dopo inviò i migliori scatti delle bollicine, realizzati con apparecchiature speciali, alla Möet&Chandon, correlati da osservazioni scientifiche.

Fu così che da Parigi si trasferì in Champagne dove iniziò una stretta collaborazione con l’università e che lo portò a scrivere un libro volto a spiegare i misteri delle magiche sfere di anidride carbonica. Come si muovono, interagiscono, si rompono e si aggregano, è spiegato in questo semplice pamphlet. Viene anche messa in risalto la loro funzione veicolatrice di sensazioni aromatiche e l’importanza tattile nel solleticare la lingua ma anche le narici, nel momento della degustazione. Tutto quello che ci si più aspettare di sapere sulle bollicine più famose del mondo, e non solo, a volte messe a confronto con quelle della birra, per spiegarne differenze e similitudini. Il libro, pubblicato in Italia da Einaudi, è Bollicine. La scienza e lo champagne.

Potrei abbinare qualsiasi bollicina a questo libro. Ho deciso di optare per quelle dello Champagne La Closerie, non perché si distinguano per qualità di grana o copiosità, ma semplicemente perché mi piace moltissimo.

Jérôme Prévost nel 1987 si trasferisce a Gueux dove coltiva la vigna su 2,2 ettari. Per dieci anni vende le sue uve, poi grazie a una sensibilità maggiore e all’incontro con Selosse decide di trasformare il suo prezioso Pinot Meunier nello Champagne La Closerie.

Dalla sua vigna Les Béguines ricava circa seimila bottiglie annue, non dosate. Coraggioso, bravo e talentuoso, il vino è un seducente nettare di bacco che inebria con le sue bollicine. Ricco, pieno, elegante, agrumato e floreale, persistente e carezzevole, questo Champagne è una sbalorditiva beva che probabilmente si fatica a credere possibile per un Pinot Meunier in purezza. Non solo si colloca fra i grandi champagne per la sua qualità, ma mette in luce il vitigno Pinot Meunier, usato praticamente da tutti in assemblaggio, poiché considerato un vitigno minore e qualitativamente non all’altezza dello Chardonnay o del Pinot Nero.




Anais Vin

 
Sono nata a Roma nell'anno del titolo di un celebre libro di Orwell. Normalmente vivo qui, ma mi sposto di frequente. Leggo molto e bevo altrettanto. Amo la buona compagnia, il cibo, viaggiare e la musica. Anais Vin è lo pseudonimo che utilizzo per questa rubrica; il mio vero nome è Alessia Cattarin.








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