Un articolo a caso


Cecità di José Saramago e il Galatrona Petrolo

 
Cecità di José Saramago e il Galatrona Petrolo
Cecità di José Saramago e il Galatrona Petrolo
Cecità di José Saramago e il Galatrona Petrolo

 
Il libro e il vino
 

Titolo libro: Cecità
 
Autore: José Saramago
 
Nome vino: Galatrona Petrolo
 
Genere:
 
Voto libro
 
 
 
 
 


 
Voto vino
 
 
 
 
 


 
Punteggio totale
 
 
 
 
 
3/5


Voto degli utenti
5 Voti totali

 

Aspetti positivi


L'idea di base della storia è molto affascinante, come intelligente è la sua critica intrinseca. Il vino proviene dalla zona del Chianti colli Aretini ed è un'ottima espressione di un territorio normalmente vocato al Sangiovese.

Aspetti negativi


Per quel che concerne il mio gusto, il libro è poco scorrevole e il vino troppo possente: una vena di leggerezza in più gioverebbe a entrambi facendo risaltare maggiormente la loro importanza.


In sintesi

Denso e intenso è il romanzo “Cecità” di José Saramago e per questo motivo abbiniamo il Galatrona Petrolo, importante rosso toscano da Merlot in purezza.

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pubblicatosabato, 21 settembre 2013 da

 
Il nostro abbinamento
 
 

Cecità di José Saramago e il Galatrona PetroloJosé Saramago – scrittore, giornalista, poeta portoghese, premio Nobel per la letteratura nel 1998 – ci fa vivere le angosce e le sofferenze di quello che potrebbe verificarsi se a un certo punto ci fosse un’epidemia di cecità.

Nel romanzo Cecità un uomo si scopre improvvisamente cieco a un semaforo e viene aiutato da un passante, che non ha affatto buone intenzioni ma desidera solo derubarlo. La cecità li colpirà entrambi e si ritroveranno a condividere per un po’ lo stesso destino e lo stesso ambiente, insieme a molti altri sfortunati. Tale delirio di concatenazioni di persone che perdono la vista e che acquistano una lattiginosità perenne, allarma le autorità, che decidono di internare tutti i non vedenti e anche quelli probabilmente a rischio. In una situazione di vera necessità, dove le condizioni igienico-sanitarie vengono a mancare, il cibo scarseggia e la noia serpeggia, si fa piano piano strada l’idea che sia il più forte e prepotente a comandare e a spadroneggiare. Violenze, soprusi, paura e poi una inaspettata libertà da un carcere non più controllato, alla scoperta di una città desolante abitata da uomini senza vista. Poi il miracolo…

L’occhio di Saramago ci fa scrutare nella dualità dell’essere umano, mostrandoci sì il lato caritatevole delle persone, ma mettendo in evidenza che spesso questo nasconde un secondo fine decisamente poco magnanimo.

Cecità è probabilmente una metafora politica ma è anche un occhio attento che ha voluto raccontare il realismo dell’animo umano, “dell’occasione fa l’uomo ladro”; José Saramago ci mostra, inoltre, una solidarietà naturale, poco eroica e di circostanza, che rende l’uomo quell’animale unico nel suo genere.

Il Galatrona Petrolo

Cecità di José Saramago e il Galatrona PetroloA questa storia abbinerei un importante rosso toscano da Merlot in purezza. Il Galatrona dell’azienda Petrolo sita in Mercatale Valdarno, in provincia di Arezzo, nasce da vigneti di Merlot impiantati intorno agli anni ’90 su terreno composto in prevalenza da galestro. La macerazione dura circa quattordici giorni, il vino svolge la malolattica e affina in barrique nuove francesi per diciotto mesi. In bottiglia sosta altri sei mesi prima dell’immissione in commercio.

Vincitore di parecchi premi e riconoscimenti il Galatrona Petrolo è un grande vino rosso, rubino scuro impenetrabile, naso mutevole e fittissimo, che si schiude con una nota lattica che lascia il posto ai frutti di bosco, a note speziate e vagamente balsamiche, pepe e cioccolato fondente. In bocca il tannino è presente e setoso, il corpo del vino è come un velluto pesante, che accarezza il palato, marcandolo. Finale persistente.

Per quanto questo vino sia ben fatto, ben riuscito e goda giustamente di grande popolarità, rimane per i miei gusti troppo pesante e poco brioso. Esattamente le stesse sensazioni che ho provato nel leggere il romanzo Cecità. Ci si rende conto di essere davanti a un grande libro, che però – almeno per quel che mi riguarda – non tocca le corde giuste: la lettura è lenta, benché non manchino i colpi di scena, ma c’è qualcosa che ne frena la godibilità, proprio come per il vino. L’etichetta, con il disegno sfumato, mi fa pensare alla vista che si offusca, anche se nel libro succede drasticamente e si vede tutto bianco.




Anais Vin

 

Sono nata a Roma nell’anno del titolo di un celebre libro di Orwell. Normalmente vivo qui, ma mi sposto di frequente. Leggo molto e bevo altrettanto. Amo la buona compagnia, il cibo, viaggiare e la musica. Anais Vin è lo pseudonimo che utilizzo per questa rubrica; il mio vero nome è Alessia Cattarin.



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