Un articolo a caso


«Gli eredi della terra» di Falcones con il Pampaneo Airén Natural 2014 di Bodega Bruno Ruiz

 
«Gli eredi della terra» di Falcones con il Pampaneo Airén Natural 2014 di Bodega Bruno Ruiz
«Gli eredi della terra» di Falcones con il Pampaneo Airén Natural 2014 di Bodega Bruno Ruiz
«Gli eredi della terra» di Falcones con il Pampaneo Airén Natural 2014 di Bodega Bruno Ruiz

 
Il libro e il vino
 

Titolo libro: Gli eredi della terra
 
Autore: Ildefonso Falcones (traduzione di Marco Amerighi)
 
Nome vino: Pampaneo Airén Natural 2014 di Bodega Bruno Ruiz
 
Genere:
 
Voto libro
 
 
 
 
 


 
Voto vino
 
 
 
 
 


 
Punteggio totale
 
 
 
 
 
3.5/5


Voto degli utenti
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Aspetti positivi


Libro scorrevole e appassionante nonostante la sua mole. Vino interessante se bevuto nella sua versione migliore.

Aspetti negativi


Nelle novecento pagine del libro, c’è qualche ripetizione o ricordo da parte dei personaggi, ma sono talmente ben integrate e utili alla storia che non rallentano la lettura. Il vino nella sua accezione peggiore di gradevole ha ben poco: forte acidità funginea e sapidità lo induriscono rendendo i successivi assaggi ostici.


In sintesi

Abbiniamo il vino Pampaneo Airén Natural 2014 di Bodega Bruno Ruiz con il romanzo «Gli eredi della terra» di Ildefonso Falcones.

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pubblicatosabato, 16 settembre 2017 da

 
Il nostro abbinamento
 
 
«Gli eredi della terra» di Falcones con il Pampaneo Airén Natural 2014 di Bodega Bruno Ruiz

«Gli eredi della terra» di Falcones con il Pampaneo Airén Natural 2014 di Bodega Bruno Ruiz

L’abbinamento vino-libro di oggi è tra il romanzo storico Gli eredi della terra di Ildefonso Falcones e il vino Pampaneo Airén Natural 2014 di Bodega Bruno Ruiz. Come sempre, partiamo dal libro e poi passiamo al vino e all’abbinamento.

Gli eredi della terra

Fine 1300. Un ragazzino di dodici anni lavora ai cantieri navali, portando la palla di ferro di prigioniero genovese maestro d’ascia. Hugo Llor sogna proprio di diventare un giorno maestro d’ascia e costruire flotte imbattibili. Già orfano di padre, morto in mare, Hugo vive in una modesta casa con sua madre e sua sorella, ma il destino si abbatte su di lui. Prediletto di Messer Arnau, si ritrova ad assistere alla sua esecuzione per colpa del rientro della casata dei Puig, grazie alla morte di re Pietro. Sua madre viene costretta a risposarsi e sua sorella viene spedita in convento per crearsi una dote. A lui, che ha provato a scagliarsi contro i Puig per l’assassinio di Arnau, viene vietato di lavorare ai cantieri navali, infrangendo un sogno che accarezzava da tempo.

Inizia così la sua avvincente storia, che lo porterà a lavorare con i gatti per uccidere i topi, come assistente nelle aste, come aiutante nelle vigne. Proprio qui conoscerà il suo grande amore, un’ebrea, figlia di medici. Sfortunatamente la Barcellona di quegli anni era fortemente cattolica e le rappresaglie contro culti diversi erano all’ordine del giorno. Costretto a ripartire sempre, a reinventarsi ogni volta, aveva comunque la grande qualità di sapersi adattare e riuscire bene nel proprio lavoro, qualunque esso fosse.

Incastrato dalle circostanze, dovette sposarsi con un’ebrea convertita, dopo aver dovuto accettare di diventare padre di una trovatella. Giurò vendetta contro la casata dei Puig, ma proprio il destino lo chiamò invece a lavorare al loro servizio diventando responsabile di cantina.

Da tempo non aveva più notizie della sorella, si ritrovò a far la spia per il suo amico Bernat (figlio di Arnau) che, a quanto si diceva, era un feroce corsaro. Sua figlia e sua moglie vivevano nell’agio del palazzo aristocratico dei Puig e la liberta Barcha è una risorsa inestimabile, contrariamente alle premesse prospettategli all’acquisto. Nel frattempo la storia della Spagna si dipana sotto i nostri occhi, intrecciata alle vicende personali del nostro protagonista.

Una storia complessa, ma godibile

Novecento pagine che raccontano circa una quarantina d’anni del protagonista e delle vicende storiche, non solo spagnole, ma europee. Precari equilibri, cambi di rotta, giochi politici, astuzie contadine per sopravvivere in un’epoca dove la legge era sempre appannaggio dei potenti, sfondo di tutto questo le vigne.

Ildefonso Falcones ha raggiunto il successo con il suo primo romanzo: La cattedrale del mare. Noi parliamo del seguito uscito dieci anni dopo, ovvero Gli eredi della terra, proprio per il focus sul mondo agricolo ed enologico dell’epoca.

Nonostante sia il seguito del primo romanzo, Gli eredi delle terra è un libro è godibilissimo anche se non si è letto il primo. Massiccia lettura, che non è pesante ma scorrevole, con susseguirsi di ritmi incalzanti e ritmi più lenti, come prevede il lavoro in vigna d’altronde.

Il Pampaneo Airén Natural 2014 di Bodega Bruno Ruiz

Come vino ho scelto Pampaneo Airén Natural di Bodega Bruno Ruiz, che abbiamo già conosciuto per De Sol a Sol.

La varietà autoctona è l’Airén, uva a bacca bianca coltivata in maniera consistente nella parte centrale della Spagna. Può essere considerata l’equivalente della francese Ugni Blanc, visto che viene impiegata per il brandy spagnolo. La bassa resa ne facilita una produzione qualitativa, e la neutralità dei suoi profumi gioca a favore di una vinificazione in anfora, come avviene in questo caso. Il vigneto, situato nella regione della Mancha, è di sette ettari circa, ha un’età media di cento anni. Il suolo è molto povero, la vite è allevata ad alberello, e si usa la biodinamica. Fermentazione spontanea in inox per quattro mesi e affinamento in anfora per due. Imbottigliato per gravità, senza filtrazioni, chiarificazioni e senza solforosa.

Il perché dell’abbinamento

Ho scelto il vino Pampaneo Airén Natural 2014 di Bodega Bruno Ruiz poiché penso sia molto simile al risultato che si poteva ottenere un tempo. Un vino giallo-arancio, opalescente, dai profumi di fieno, fruttato e dal sapore secco, deciso, sapido, di un fruttato maturo ma non morbido, con qualche ricordo fungineo e un’acidità sempre molto spiccata, stile gueuze. Il risultato di questo vino varia enormemente da bottiglia a bottiglia e può essere più o meno piacevole. Sicuramente piace agli ultras dei vini naturali e può incuriosire i tradizionalisti.




Anais Vin

 
Sono nata a Roma nell'anno del titolo di un celebre libro di Orwell. Normalmente vivo qui, ma mi sposto di frequente. Leggo molto e bevo altrettanto. Amo la buona compagnia, il cibo, viaggiare e la musica. Anais Vin è lo pseudonimo che utilizzo per questa rubrica; il mio vero nome è Alessia Cattarin.








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