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Un articolo a caso


Erri De Luca, Il peso della farfalla e lo Chardonnay Cuvée Bois di Les Crêtes

 
Erri De Luca, Il peso della farfalla e lo Chardonnay Cuvée Bois di Les Crêtes
Erri De Luca, Il peso della farfalla e lo Chardonnay Cuvée Bois di Les Crêtes
Erri De Luca, Il peso della farfalla e lo Chardonnay Cuvée Bois di Les Crêtes

 
Il libro e il vino
 

Titolo libro: Il peso della farfalla
 
Autore: Erri De Luca
 
Nome vino: Chardonnay Cuvée Bois Valle d’Aosta D.O.P.
 
Genere:
 
Voto libro
 
 
 
 
 


 
Voto vino
 
 
 
 
 


 
Punteggio totale
 
 
 
 
 
5/5


Voto degli utenti
83 Voti totali

 

Aspetti positivi


Il libro è breve e intenso, narra tutto senza tralasciare nulla, in un concentrato d’impalpabile delicatezza nonostante il tema sia la crudele legge del “vinca il più forte”. Il Cuvée Bois è elegante e ben misurato anche per quel che riguarda l’uso del legno nell’affinamento: si sente ma rimane discreto e apporta solo complessità.

Aspetti negativi


Non ne ho per quel che riguarda il libro, mentre per il vino credo possa essere rappresentato dal prezzo non esattamente modico, ma comunque giustificato.


In sintesi

Nel pensare a un abbinamento per Il peso della farfalla di Erri De Luca mi è subito venuto in mente lo Chardonnay Cuvée Bois Valle d’Aosta D.O.P.

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pubblicatosabato, 1 marzo 2014 da

 
Il nostro abbinamento
 
 

Erri De Luca, Il peso della farfalla e lo Chardonnay Cuvée Bois di Les CrêtesIl peso della farfalla, di Erri De Luca, è un bellissimo e poetico racconto di un’atavica lotta per la vita: il bracconiere caccia e depreda i boschi per vendere gli animali che uccide; il camoscio lotta per la sua esistenza e quella del suo branco. Il pericolo per l’uomo è rappresentato dalla natura, dalla montagna e dalle sue insidie, mentre l’animale lotta contro la fame, l’inverno e, soprattutto, la ferocia dell’uomo.

In questa storia il re dei camosci è un insolito capo branco, fuori dai normali schemi poiché cresciuto solo, senza la mamma e un branco che lo proteggesse. Il cacciatore ha in comune con l’animale la solitudine e il peso degli anni, affronta lo scorrere del tempo e il venir meno delle sue forze con l’epico scontro con il re che da anni insegue.

Parole melodiose e armoniose che narrano la storia di questi due coprotagonisti soli ed eccezionali nel loro genere e poi lei, una farfalla bianca che segna entrambi i destini e sottolinea la regalità della bestia.

Mi è piaciuto veramente tanto Il peso della farfalla: delicato, leggero, non ridondante come potrebbe accadere a chi ricerca la piacevolezza delle frasi a effetto. Belle le immagini, la descrizione sia dei personaggi come dei panorami e dei sentimenti. Ci si può immergere completamente nel racconto, assaporare le parole, i ritmi e le atmosfere suggestive e realistiche.

Nel pensare a un abbinamento mi è subito venuto in mente il vino Chardonnay Cuvée Bois dell’azienda valdostana Les Crêtes.

Lo Chardonnay Cuvée Bois di Les Crêtes

Erri De Luca, Il peso della farfalla e lo Chardonnay Cuvée Bois di Les CrêtesIl Cuvée Bois dell’azienda valdostana Les Crêtes è uno Chardonnay in purezza coltivato su due ettari nel comune di Frissonnière di Saint Christophe a un’altezza compresa tra i 550 e i 750 metri sul livello del mare. Dieci mesi in legno francese da trecento litri e otto mesi di affinamento in bottiglia.

Giustificare un’associazione di idee istintiva non è semplice… Innanzitutto ho pensato ai monti, ai boschi, alla neve. Poi alla regalità, alla leggiadria, all’eleganza, ma anche all’importanza dei contenuti. Questo vino incarna un po’ tutte queste caratteristiche: è elegante e con un corpo importante senza essere pesante, è ricco e delicato allo stesso tempo.

Nel bicchiere questo Chardonnay si presenta nel suo splendido colore oro-verde, con lacrime che solcano lente le pareti del cristallo. Il naso è ricco e complesso. Si sprigionano note di frutta a polpa gialla quale pesca e susina, frutta esotica e note agrumate. La mineralità al naso si trasforma in bocca in succosa gessosità.

A rendere interessante il sorso è anche la pienezza e l’eleganza del vino. Sapidità e acidità sostengono una bocca sicuramente equilibrata e misurata. Persistenza fine e lunga.

Insignito con vari riconoscimenti è uno dei migliori vini bianchi italiani.




Anais Vin

 
Sono nata a Roma nell'anno del titolo di un celebre libro di Orwell. Normalmente vivo qui, ma mi sposto di frequente. Leggo molto e bevo altrettanto. Amo la buona compagnia, il cibo, viaggiare e la musica. Anais Vin è lo pseudonimo che utilizzo per questa rubrica; il mio vero nome è Alessia Cattarin.








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  1.  
    aldo rondoni
     
     
     
     
     

    conosco poco Erri DeLUCA, CONOSCO meglio il vino……Non ho letto questo romanzo ma mi fido della “leggerezza”……per quanto concerne la Val d’Aosta, unica regione dove non esiste l’ulivo, in Italia, concordo sul vino………certamente, nella valle, sono RARI I VINI, ma sono delicatamente abboccati….VOTO PERSONALE 5 su 5, sul romanzo mi sbilancio con 3 su 5………………aldo rondoni, bartender e sommelier,





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