Un articolo a caso


«Fiabe e leggende delle Dolomiti» con il Teroldego Morei 2014 di Foradori

 
«Fiabe e leggende delle Dolomiti» con il Teroldego Morei 2014 di Foradori
«Fiabe e leggende delle Dolomiti» con il Teroldego Morei 2014 di Foradori
«Fiabe e leggende delle Dolomiti» con il Teroldego Morei 2014 di Foradori

 
Il libro e il vino
 

Titolo libro: Fiabe e leggende delle Dolomiti
 
Autore: Pina Ballario
 
Nome vino: Teroldego Morei 2014 di Elisabetta Foradori
 
Genere:
 
Voto libro
 
 
 
 
 


 
Voto vino
 
 
 
 
 


 
Punteggio totale
 
 
 
 
 
4.5/5


Voto degli utenti
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Aspetti positivi


Racconti sempre attuali e che non passano mai di moda. Vino buono e virtuoso.

Aspetti negativi


Per l’edizione del libro in mio possesso, avrei dato più spazio ai disegni. Il vino, non è economicamente alla portata di tutti, pur non spuntando prezzi esagerati.


In sintesi

Il nostro abbinamento vino/libro è tra le «Fiabe e leggende delle Dolomiti» di Pina Ballario e il Teroldego Morei 2014 di Elisabetta Foradori.

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pubblicatosabato, 28 gennaio 2017 da

 
Il nostro abbinamento
 
 
Pina Ballario, Fiabe e leggende delle Dolomiti

Pina Ballario, Fiabe e leggende delle Dolomiti

Periodo di settimane bianche. Perché non approfittarne per leggere storie che l’immaginario umano ha inventato e tramandato riguardo alle Dolomiti? Sapere che per qualcuno il Latemar è una serie di uomini in processione pietrificati o che il Lago di Misurina nasce dalle lacrime della bimbetta capricciosa o, ancora, che il gigante Sassolungo era un bugiardo che per punizione venne trasformato in Montagna, aggiunge fascino a un panorama che di per sé è già un capolavoro. Dal 2009, infatti, i Monti Pallidi sono patrimonio Unesco, ritagliandosi per molti, primo fra tutti Messner, il titolo di massicci più belli del mondo.

L’autrice che raccolse le Fiabe e leggende delle Dolomiti fu Pina Ballario, scrittrice e maestra originaria di Novara. Nacque nel 1899, e, per via del lavoro del padre, viaggiò molto. Dedicò alla scrittura, sia per libri che per giornali e riviste, gran parte della sua vita, ma allo stesso tempo fu un’insegnante. Molti dei suoi scritti, per questo, sono dedicati ai ragazzi. Ma ormai si sa: i libri per ragazzi sono indicati anche per gli adulti.

Questa raccolta fu anche il primo libro di Pina Ballario e, se vogliamo, ha anticipato di quasi un secolo la ormai famosa Elsa di Frozen. Le Dolomiti sono piene di principesse e regine dei ghiacci, principini e reucci abitanti in castelli di cristallo, fatine e gnomi dispettosi. Giganti e streghe la fanno da padrone in foreste e vallate lussureggianti e magiche. Diciotto storie pronte ad ammaliarci e a farci scorgere volti nei monti ed echi lontani trasportati dal vento.

Questa raccolta di Fiabe e leggende delle Dolomiti mi fu regalata a dieci anni e non nascondo che ogni tanto me li rileggo con grande piacere, soprattutto man mano che mi reco nei luoghi descritti nelle narrazioni. Edito da Giunti, e pubblicato per la prima volta nel 1924, ha avuto numerose ristampe che continuano a incantare anche i bambini dei nostri giorni.

L’abbinamento delle «Fiabe e leggende delle Dolomiti» con il Teroldego Morei

L'abbinamento delle «Fiabe e leggende delle Dolomiti» con il Teroldego MoreiA questo estratto di tradizione folcloristica abbino un vino delle Dolomiti, tradizionale e innovativo allo stesso tempo: il Teroldego Morei di Elisabetta Foradori. Morei significa moro, scuro in dialetto trentino, a indicare il colore delle uve Teroldego.

Questo vino è innovativo per il passaggio in anfora che non ne altera le caratteristiche organolettiche, ma allo stesso tempo è antico proprio per il suo processo di vinificazione e di agricoltura biodinamica, che si pensa sempre più essere vicina al vino che veniva fatto dai nostri antenati, nel mantenimento del suolo e del sapore stesso del vino. Fermentazione e affinamento sulle bucce in anfora per otto mesi. Vino pieno, caldo, sia al naso che in bocca piccoli frutti rossi spadroneggiano regalandoci dolci note fruttate, con qualche richiamo speziato ad arricchirne il bouquet.

Due donne protagoniste – Pina Ballario ed Elisabetta Foradori – che hanno legato in qualche modo la loro vita alle Dolomiti, la prima trascrivendone le storie, la seconda vinificando e custodendone il terroir, come ama dire di sé.

Rispetto, tradizione e soprattutto amore per l’ambiente sono i temi che stanno a cuore alle Dolomiti e alle loro storie, che da sempre cercano di tramandarne questi concetti che vengono ripresi dalla Bellario nelle fiabe e leggende e dalla produttrice trentina che si impegna quotidianamente a perché il suo lavoro esalti e non vada a nuocere il territorio in cui opera.




Anais Vin

 

Sono nata a Roma nell’anno del titolo di un celebre libro di Orwell. Normalmente vivo qui, ma mi sposto di frequente. Leggo molto e bevo altrettanto. Amo la buona compagnia, il cibo, viaggiare e la musica. Anais Vin è lo pseudonimo che utilizzo per questa rubrica; il mio vero nome è Alessia Cattarin.



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