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Un articolo a caso


I giorni dell’abbandono di Elena Ferrante e il Valtellina Superiore Sassella Stella Retica

 
I giorni dell'abbandono di Elena Ferrante e il Valtellina Superiore Sassella Stella Retica Riserva 2010 di Arpepe
I giorni dell'abbandono di Elena Ferrante e il Valtellina Superiore Sassella Stella Retica Riserva 2010 di Arpepe
I giorni dell'abbandono di Elena Ferrante e il Valtellina Superiore Sassella Stella Retica Riserva 2010 di Arpepe

 
Il libro e il vino
 

Titolo libro: I giorni dell'abbandono
 
Autore: Elena Ferrante
 
Nome vino: Valtellina Superiore Sassella Stella Retica Riserva 2010
 
Genere:
 
Voto libro
 
 
 
 
 


 
Voto vino
 
 
 
 
 


 
Punteggio totale
 
 
 
 
 
5/5


Voto degli utenti
2 Voti totali

 

Aspetti positivi


Romanzo che parla fondamentalmente di una storia comune, ma scritta con intelligenza e sapienza tali da far immedesimare il lettore più distratto. Il vino affascina per la sua indole a metà fra l'austero e il gioviale, una sorta di yin e yang che affonda le radici in Valtellina

Aspetti negativi


Se siete fra coloro che tendono a immedesimarvi, leggete il libro e poi restate a casa: uscendo ci si può sorprendere di come il proprio umore possa risentire della lettura di un simile romanzo


In sintesi

Al libro I giorni dell’abbandono di Elena Ferrante abbiniamo il vino Valtellina Superiore Sassella Stella Retica Riserva 2010 di Arpepe: ecco perché

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pubblicatovenerdì, 6 novembre 2015 da

 
Il nostro abbinamento
 
 

Elena Ferrante, I giorni dell'abbandono Nel leggere I giorni dell’abbandono mi sono scoperta irritata, rancorosa e triste, come se la protagonista del libro fossi io. Benché il personaggio sia distante dalla mia vita e dal mio modo di essere, la bravura della scrittrice sta nel trascinarti nella storia e farti immedesimare nella lettura di una vicenda in cui ci si trova immersi senza rendersene conto. Si vive nei panni di Olga, casalinga di origine napoletana, trasferitasi nella magica Torino per seguire l’ambiziosa carriera del marito e dedicarsi alla famiglia, mettendo da parte il proprio lavoro. Vita tranquilla, serena, soddisfatta del proprio nucleo familiare, che si sgretola in un istante, quando il marito la lascia senza motivo apparente. Ma il motivo c’è sempre e veste i panni di una ragazza giovane e avvenente. Olga cerca di aggrapparsi ai suoi doveri di madre, di padrona di casa, ma scivola, non ce la fa a tenere fronte alle avversità della famiglia da sola. I bambini, l’estate, il cane, le bollette… Come un vortice d’acqua che ti trascina in basso e dal quale è difficile riemergere.

L’ostinazione nel voler capire dove si è sbagliato, quando è finito l’amore, com’è possibile non essersi accorta che qualcosa non andava, scrivere lettere di scuse, autoanalisi, fin quando non si vede coi propri occhi la verità abbracciata all’ex marito. Romanzo bellissimo, a tratti angosciante, ma con un sospirato lieto fine. I giorni dell’abbandono edito nel 2002, è stato scritto da Elena Ferrante, scrittrice fenomenale schiva e riservata. Da questo romanzo è stato realizzato l’omonimo film per la regia di Roberto Faenza, con protagonista Margherita Buy.

I giorni dell'abbandono di Elena Ferrante e il Valtellina Superiore Sassella Stella Retica Riserva 2010 di ArpepeA questo splendido romanzo abbino il Valtellina Superiore Sassella Stella Retica Riserva 2010 di Arpepe.

Questa Riserva regala l’emozione di una giovinezza incorruttibile che il tempo non potrà scalfire. Così recita il sito dell’azienda produttrice di questo straordinario vino rosso da vitigno Nebbiolo, che in questa zona della Lombardia viene chiamato Chiavennasca. La giovinezza è qualcosa di ridondante nel libro di Elena Ferrante: la giovinezza della coppia agli albori della loro storia d’amore, la giovane donna causa della rottura tra Olga e il marito, la gioventù vissuta a Napoli che ritorna con ricordi opprimenti nella mente della protagonista del romanzo.

Per chi non le conoscesse, le terrazze della Valtellina sono in lizza per diventare l’ennesimo patrimonio dell’umanità censito dall’Unesco: si tratta di luoghi di smisurata bellezza e, come purtroppo spesso accade in Italia, trascurati. Alcuni dei muretti a secco sono stati lasciati al proprio destino e il tempo ha potuto deturpare quello che la caparbietà e l’ingegno umano avevano strappato alla montagna, permettendo una coltivazione eroica della vite. Vite che per i contadini voleva dire anche vita.

Il Valtellina Superiore Sassella Stella Retica Riserva 2010 di Arpepe dal luminoso rosso rubino con riflessi granato, a rivelare una maturità acquisita prima dell’immissione al commercio, si schiude al naso rivelandoci sentori speziati, ma soprattutto floreali e di piccoli frutti rossi. Balsamico e ampio ha il profumo puro dell’aria di montagna in una giornata cristallina, quando il naso riesce a captare odori sottili trasportati dall’aria fresca. Ritroviamo i rovi dei frutti di bosco. In bocca è fresco e sapido, decisamente persistente, elegante, al contempo austero e setoso.

Per la giovinezza del vino, per l’abbandono di alcune terrazze della Valtellina e, non ultimo, per il coraggio, la passione e la gentilezza della produttrice Isabella Pelizzatti Perego, ho pensato a questo vino come abbinamento ideale con il romanzo scritto da Elena Ferrante. Non mi resta che augurarvi buona lettura e… prosit!




Anais Vin

 
Sono nata a Roma nell'anno del titolo di un celebre libro di Orwell. Normalmente vivo qui, ma mi sposto di frequente. Leggo molto e bevo altrettanto. Amo la buona compagnia, il cibo, viaggiare e la musica. Anais Vin è lo pseudonimo che utilizzo per questa rubrica; il mio vero nome è Alessia Cattarin.








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  1.  
    Geeo
     
     
     
     
     

    Sempre molto originale l’idea degli abbinamenti libro-vino e belle recensioni!
    Ciao!





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